Katsuki mangiò con voracità una ciambella al cioccolato che gli aveva portato Masaru circa due ore prima. La sua attenzione ricadde sulla pancia morbida che ora aveva; alzò il maglione bianco che indossava e la guardò attentamente.
Era proprio grasso e chissà quanto avrebbe dovuto sudare per tornare in forma? Lasciò però perdere quando sentì un flebile vagito di Yuri, dalla carrozzina che gli aveva regalato Taishiro.
Non appena si avvicinò con affetto, però notò il bambino respirare un po' a fatica e con le guance rosse. Un senso di panico lo investì: quando lo prese in braccio e premette le labbra contro una delle guancine paffute sentì un forte calore.
«Yuri!» esclamò tremante.
Il bimbo non aveva la forza di piangere ma si contorceva.
Katsuki lo strinse al petto mentre la paura gli annebbiava la mente.
Che cosa doveva fare?
Perché improvvisamente Yuri era così caldo?
Perché non stava respirando correttamente?
Perché...?
«No, vi prego! Non voglio perderlo! Non portatemelo via!» gemette al vuoto, con gli occhi spalancati.
Trovò il cellulare sul tavolo della cucina. Rimase immobile per qualche secondo, dopodiché e come se fosse emerso da un globo d'acqua, si avventò sull'arnese.
Non fece neppure caso a chi chiamò, ma pregò che qualcuno avrebbe risposto in fretta.
«Katsuki? Sono impegnata, per cui se non è urgente io-».
«Aiutami, mamma! Yuri... Yuri non sta bene!».
Mitsuki Bakugo, nel bel mezzo di una riunione importante di lavoro, si alzò con foga e corse via. La priorità era il suo nipotino di due settimane e tre giorni di vita.
«Dove sei ora?».
«A c-casa di E-Eijiro...».
«Sto arrivando. Inizia a preparare le cose di Yuri. Andiamo in ospedale urgentemente!».
Katsuki lasciò ciondolare la mano con il cellulare lungo il fianco. I suoi occhi sbarrati fissavano il vuoto, flebili singhiozzi scuotevano le sue spalle, mentre Yuri piangeva appena, sempre più debole e bollente.
Le lacrime non tardarono a sporcare il suo viso disperato. Il biondo lasciò cadere il cellulare a terra per potersi artigliare alcune ciocche dei capelli e piangere.
Non sapeva cosa altro fare.
Era completamente devastato...
Izuku guardava con affetto il piccolo Yuri che dormiva nella copertina e nella sua piegatura del suo braccio. Amava molto tenere quel batuffolino così calmo e tranquillo.
«Così la cura sta funzionando?» chiese.
Katsuki si occupò di servire una ragazzina che aveva ordinato un cappuccino e un dango alla crema di nocciole ed annuì. Batté il conto, dopodiché si avvicinò all'amico che si era offerto di controllare Yuri mentre lui lavorava.
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
