Katsuki rimase seduto sul divano, in pigiama, fino all'ora di pranzo mentre Eijiro si occupava di rassettare l'appartamento e di cucinare qualcosa di buono. Non gli aveva assolutamente permesso di fare sforzi.
«Tra poco è pronto, Katsuki» disse il rosso, dalla cucina.
Quel venerdì mattina era fin troppo soleggiato. I roventi raggi del ventisette di giugno, nella sua diciottesima settimana, filtravano dalle bianche tende del piccolo salottino e rendevano l'ambiente luminoso. Il divano nero sostava di fronte al grosso televisore appeso al muro, tra una foto di Eijiro in braccio a un uomo biondo e un po' grasso e una piccola vetrinetta dove libri e quaderni vi si potevano intravedere.
Il tappeto sotto al portariviste catturò pigramente l'attenzione dell'Omega; i colori scuri erano ipnotici in quelle forme geometriche che si intrecciavano. Sospirò, scagliando il cellulare sul divano.
«Stavi studiando?» domandò Eijiro, con uno strofinaccio tra le mani.
Katsuki lo guardò; in maglietta bianca e tuta nera era terribilmente eccitante. I pettorali sembravano fasciati sotto al cotone, al collo taurino capeggiava una collanina dorata, gli addominali creavano un sottile gioco di ombre e di luci. Erano più pronunciati? Un guizzo di eccitazione serpeggiò nella parte intima del biondo, tuttavia, lasciò perdere.
«Sì ma mi sono già rotto il cazzo».
«Cosa studiavi?».
«Chimica. Sto seguendo un corso preparatorio per diventare pasticciere ma i miei non lo sanno. Vogliono che diventi avvocato. Tsk, col cazzo! Che lo faccia quello spocchioso di merda di Yo!» rispose feroce il biondo.
«Pasticciere? Ma è fantastico! Quella torta al caramello mi ha conquistato!» sorrise Eijiro.
«I dolci pecora alla menta sono una rivisitazione della ricetta originale. I miei non volevano, così l'ho fatto lo stesso. A Izuku sono piaciuti e lui è molto difficile da conquistare parlando di dolci, così è stato un successo alla caffetteria».
Il rosso gli alzò la frangia per poterlo sorprendere con un bacio dolce e lungo contro la fronte. L'espressione torva sul volto di Katsuki si addolcì e due schiocchi di imbarazzo colorarono le sue pallide guance.
«Ecco. Sei più bello con un sorriso, baby».
«Per non farti rimanere troppo indietro con lo studio potrei chiedere a mio padre. Sono sicuro che sarebbe ben lieto di aiutarti. Potresti dare l'esame e poi accedere alla mia università anche prima del previsto. Sei un genio, lo so. Il tuo ragazzo le sente queste cose!».
«Tuo padre non è un insegnante di matematica?» chiese il biondo, ma nei suoi occhi brillavano tante emozioni.
«Sì ma grazie ad alcune conoscenze tra due mesi potrà insegnare un Percorso Alberghiero in università. Mi emoziona sapere di vederlo tra i banchi di scuola! Si trasferirà a Tokyo!» esclamò felice il rosso. «Vedrai, diventerai un grandissimo pasticciere! Anche se con la cucina in generale vai forte! La tua spaghettata è sublime, quella con il avocado e tabasco!».
Katsuki lo afferrò per la maglietta e lo tirò verso le sue labbra. Il suo bacio raccontava della sua immensa gratitudine al suo ragazzo.
«Voglio lavorare. L'università e i corsi costano. Stavo anche cercando un lavoro».
«Cosa? Non se ne parla! Con il mio lavoro ce la possiamo fare!» replicò, però, l'Alpha.
Leccò il sapore che ancora aleggiava sulla sua bocca di un Katsuki torvo con immenso piacere.
«Voglio essere indipendente!» ringhiò. «Le mie regole te le ricordi? Non devi trattarmi come un oggetto!».
«Katsuki, amore mio, non puoi stressarti. Anche se apprezzo il tuo punto di vista» Eijiro si fece più gentile e nel mentre poggiava la mano sulla parte alta della pancia del suo ragazzo. «Non possiamo permetterci di mettere a repentaglio la gravidanza. Questo cucciolo deve stare al sicuro e tranquillo».
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
