Extra Chapter 62.2: Alle Due e Mezza del Mattino

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Giorni seguenti...


Katsuki sedeva sul bordo del letto e accanto alla culla con un'espressione vuota e lontana. Fissava apparentemente il cielo buio con nuvole color mattone che lasciavano presagire un vicino quanto forte temporale notturno.

Yuri dormiva tranquillo, rilassato dopo un cambio di pannolino.

Era passata un'intera settimana da quando aveva ripreso a convivere con Eijiro e tra di loro le cose erano tornate a pieno regime. Però...

Katsuki sospirò amaramente. Passò una mano tra i capelli con fare nervoso.

Quel test negativo il giorno dopo la prima notte di sesso lo aveva destabilizzato non poco. Anche gli altri quattro che aveva provato in svariati giorni e fino a diverse ore prima. Non era rimasto incinto. E se da un lato si sentiva sollevato perché aveva Yuri, un neonato a cui badare, dall'altro era infelice.

E se non sarebbe rimasto più gravido? 

Magari quella era una punizione per aver cercato di uccidere il suo piccolo cucciolo? 

Il suo Omega Interiore era molto provato; non aveva fatto altro che cercare il suo Alpha per potersi inebriare del suo caratteristico odore.

Tensei Iida glielo aveva già spiegato durante il primo consulto prima dell'ecografia e una volta anche sua madre non si era risparmiata una lezione sessuale sugli Omega. Quando non si restava gravidi si andava incontro a una leggera depressione.

Katsuki sospirò ancora una volta. Allungò la mano sotto al cuscino per portare dinanzi ai suoi occhi tristi l'ultimo test Negativo. Lo contemplò per diversi secondi, dopodiché lo lasciò cadere sul piumone bordeaux del letto matrimoniale.

Yuri emise un versetto ma era ancora immerso nel suo primitivo mondo dei sogni.

Il biondo gli accarezzò una guancia con l'indice: il sorriso che piegò appena le sue labbra lo rese quasi affascinante. Era felice di avere Yuri, allora perché non riusciva a fare altro che fissare il suo grembo per nulla tonico e immaginare di crescerci un'altra vita?

E di nuovo si accorse di aver poggiato la mano sul suo ventre, proprio sopra all'ombelico. Sbuffò frustrazione dal naso. Fu allora che si accorse, puntando i suoi occhi lucidi al vetro del balcone, del riflesso di Eijiro accanto alla porta.

Si voltò con scatto felino, con la stessa espressione di un ladro colto in flagrante. Durò qualche momento, abbastanza da immortalare nella mente lo sguardo preoccupato e colpevole di Eijiro. Dopodiché tornò a guardare Yuri che aveva mosso un pugnetto.

Eijiro odorava di doccia. Questa volta indossava un completo nero, un pigiama non estremamente pesante né molto aderente che lo rendeva bello e muscoloso.

«Yuri?» chiese.

«Dorme».

«Dovremmo farlo anche noi. Sono quasi le due e mezza» disse Eijiro, sbadigliando.

Spense il suo lume, lasciando solo quello al lato di Katsuki acceso. Ora la stanza era un puzzle soffuso tra ombre e l'unica fonte di luce aranciata presente.

Katsuki deglutì prima d'infilarsi le letto freddo. Senza neppure accorgersene, afferrò la maglia di Eijiro per poter schiacciare il suo viso contro quel forte petto. Il rumore del suo naso che inspirava a fondo l'odore di ramen con spolvero di peperoncino tipico dell'Alpha riecheggiò forte nella stanza da letto. 

Il rosso lo strinse a sé, con una mano contro i capelli e l'altra sulla schiena. Il biondo si fece piccolo, ingoiò a vuoto un paio di volte. Il suo respiro stava lentamente diventando dei singhiozzi flebili e rabbiosi.

L'Alpha portò lo sguardo rattristato sulla culla dove scorse Yuri perfettamente calmo nel suo sonno. Guardò quel piccolo petto alzarsi ed abbassarsi, dopodiché tornò alle ciocche bionde e infine chiuse la palpebre.

«Katsuki, so perfettamente come ti senti» gli disse dolcemente.

Il biondo sussultò a tal punto che trattenne il fiato. La mano di Eijiro sui suoi capelli era gentile e accarezzava lentamente.

«Non puoi saperlo, invece» mormorò Katsuki.

«Sì, invece. Ci sono già passato. Mio fratello Yuri era caduto in profonda depressione per aver perso il bambino».

Il biondo si sentì un verme per essere stato così indelicato. Così gli prese il viso con una mano e lo baciò dolcemente. Il rosso crinito tirò su di loro la coperta tenendolo ancora un po' a sè, fino a quando l'Omega non si distese a pancia in su.

«Da un lato avrei voluto restare incinto...» ammise.

«Lo so. Ma non ci mancheranno le occasioni, vedrai» Eijiro gli fece scivolare la mano sotto alla maglia del pigiama. «Abbiamo Yuri, il nostro cucciolo».

«Lo amiamo tanto, lo so. Ma...» Katsuki sospirò mentre si mordicchiava le labbra.

Due lacrime rotolarono lungo le sua guance.

«Va tutto bene. Sfogati, amore mio» gli sussurrò il rosso.

Katsuki si lasciò andare. Fu un pianto disperato ma silenzioso ma che gli permise di esternare quel malessere dentro al suo petto. Eijiro non smise un attimo di accarezzargli il ventre nel mentre che di gettava occhiate alla culla.

«Quando abbiamo fatto sesso non mi era passata per la mente l'idea di voler restare di nuovo incinto e subito... perché cazzo mi sento così dannatamente in colpa, Alpha?!».

Il rosso gli premette un bacio contro la guancia.

«Kat, io non ci avevo proprio pensato al preservativo. Ma è stato meraviglioso farlo senza...».

Improvvisamente, Yuri iniziò a frignare. Katsuki si alzò di scatto e poco prima che iniziasse a piangere lo raccolse per portarselo subito al petto. Come immaginava, il bimbo era affamato; così, sbottonati quattro bottoni della maglia, lo lasciò poppare rumorosamente.

Eijiro cancellò alcune lacrime residue da quelle gote, dopodiché lo fece appoggiare al suo petto ed entrambi rimasero a godersi il neonato che era arrivato nelle loro vite e non faceva altro che allietarle.

«Avremo altri cuccioli, vedrai» gli sussurrò il rosso.

Katsuki non rispose. Appoggiò il capo contro il forte collo.

Sorrideva...

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