«Che cazzo vuoi? Non hai il tuo fottuto Omega da scopare?».
Katsuki stava salendo le scale delle medie per scegliere un posto tranquillo dove schiacciare un pisolino. Da quando Shoto, diverse settimane prima, gli aveva brutalmente infranto il cuore, aveva iniziato a soffrire d'insonnia. Pensava che dietro quella porta ignifuga dove le rampe di scale portavano fino al tetto dell'edificio fosse segreto e invece...!
Di tutte le persone proprio quel dannato doveva trovarci?
Shoto era in piedi con la sua divisa nera, dinanzi a lui e gli impediva di superare la prima rampa di otto gradini bianchi. Il suo sguardo era strano, un misto tra la lussuria e una crescente eccitazione. Le sue iridi, piccole come due punti, erano messe in ombra dalla luce del sole del caldo marzo proveniente dalla finestra alle sue spalle.
Forse era in Rut?
«Katsuki» pronunciò Shoto, con voce bassa e sensuale.
L'Omega sobbalzò, la sua gamba che si accingeva a salire altri gradini rimase bloccata e flessa in avanti. Le mani nelle tasche dei pantaloni dell'uniforme ebbero un fremito. I suoi occhi rossi cercarono verità e risposte in quelle due gemme disuguali. Shoto spalancò le braccia. Scese lentamente fino ad inghiottirlo in un dolce abbraccio.
Ispirò a fondo l'odore di Katsuki, il naso infatti, premette sulla ghiandola nascosta sotto al cerotto bianco in parte celato dal colletto della bianca camicia. Con i denti tolse quell'intralcio e un sonoro strappo ruppe il silenzio di quel momento.
Il biondo portò la mano al collo, sconvolto. Shoto gliela bloccò duramente al polso per poter leccare la ghiandola, inebriato da quel profumo così gradevole. Afferrò poi entrambi i polsi dell'Omega e lo inchiodò al muro, accanto alla finestra. Inspirò ancora una volta e baciò rumorosamente la pelle già rovente. Le sue mani scesero sul corpo tonico, le dita dischiusero i bottoni della giacca nera e fecero altrettanto con quelli della camicia.
Shoto baciò la clavicola e Katsuki gemette. I suoi futili tentativi di resistere vennero meno al momento in cui il ginocchio dell'Alpha gli aprì le gambe e andò a picchiettare ritmicamente proprio sotto alla sua zona intima.
«Mi fai impazzire...» sussurrò languido Shoto nel suo orecchio.
Il biondo gemette, le sue gote erano scarlatte ormai. L'altro gli mordicchiò il lobo, le sue mani tracciarono linee immaginarie sul petto nudo dell'Omega. Quest'ultimo gemette di nuovo, rovesciando la testa all'indietro, contro la parete quando quelle forti dita premettero tra la giuntura dei suoi pettorali. Solcò le cunette degli addominali fino a fermarsi sulla fibbia della cintura.
«Ti voglio, Katsuki...» ammise Shoto.
Il bacino spinse contro quello del biondo e le loro virilità gonfie si toccarono. L'Omega perse completamente la testa, tanto che in un impeto di adrenalina spintonò all'indietro l'Alpha solo per potersi inginocchiare, calargli pantaloni e mutande e succhiargli ferocemente il fallo già in parte eretto.
Shoto socchiuse gli occhi, la sua mano artigliò i capelli biondi con forza.
«Sei meraviglioso...» riprese il bicolore.
Spinse il bacino e infilò a forza fino allo scroto l'intero pene. Katsuki per poco non soffocò ma resistette egregiamente e succhiò rumorosamente, facendo un ottimo lavoro. Shoto venne nella sua bocca, dopodiché lo baciò affettuosamente.
«Sei davvero bello» ammise, con una carezza alla fronte che alzò alcune ciocche della frangia.
«Allora diventa il mio Alpha» sogghignò, rosso, Katsuki.
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Petit Fleur
FanfictionKatsuki Bakugo, Omega, confida al suo migliore amico Izuku Midoriya, altrettanto Omega, di aspettare un bambino. Il punto è che non sa come e con chi sia successo. Eppure ben presto la storia prende forma tra amore, insicurezze, segreti, bugie e Can...
