Capitolo 75: una nuova canzone 🎶😢

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Nel frattempo, in un luogo remoto ma non troppo, e comunque non ben precisato, v'era una collina. La collina era relativamente vicina a Winter Hogwarts, la vecchia scuola ormai in rovine (nel caso non vi ricordaste), e in realtà era più simile ad una montagna perché raggiungeva un'altitudine (quota) abbastanza alta. La chiamavano tutti collina perché sorgeva in mezzo ad una pianura nel mezzo del niente, o forse nel mezzo del bosco. Ma questo non si può sapere, perché era una collina che in molti non avevano neanche mai visto. Solo alcuni dicevano che esisteva, altri dicevano di no, e quindi insomma era una collina che a volte c'era e a volte no. Su questa collina viveva uno scemo.

Giorno dopo giorno, solo su quella collina, l'uomo dal sorriso imbecille se ne stava fermo. Nessuno voleva conoscerlo, perché era chiaro che fosse solo un idiota, e poi lui in ogni caso alle domande che qualche coraggioso avventuriero nell'Apocalisse Glaciale gli poneva, non rispondeva mai.

Ma l'idiota sulla collina vedeva il sole non tramontare, non lo vedeva neanche sorgere se per questo, e gli occhi nella sua testolina vedevano il mondo girare, girare e girare.

Proprio quel giorno/notte, l'idiota sulla collina montagna era lì a suonare il suo flautino. Seduto su una roccia a gambe incrociate, lo stolto era seminudo. Alcuni dicevano che fosse talmente scemo da non accorgersi del freddo, ma lui sapeva che erano loro gli scemi - il freddo era solo una questione mentale.

"Obla dì, obla dà..." canticchiò l'imbecille. Ripeté il motivetto con il flauto, rilassato nella sua condizione di idiota su una montagna nell'Apocalisse di Ghiaccio.

Lo scemo però vide qualcosa che lo fece smettere di soffiare malamente nel flautino - qualcosa che nessun altro avrebbe potuto notare. Agli occhi di una persona normale infatti le nuvole passeggere che ogni tanto sfilavano sui costoni (????) della roccia glaciale sarebbero sembrate tutte uguali. Una di loro però brillava, e non brillava come se ci fosse una luce dentro, brillava di glitter quasi impercettibili. Il cretino questo lo notò subito.

I suoi piedi, nudi ormai da anni e abituati alle peripezie della Lunga Notte, si fecero strada verso la nuvola che stava sorvolando lentamente il picco nevoso. L'idiota fece un balzo finché la sua testa non fu nella nuvola, e quando tornò a terra stringeva un accrocchio rosso di piume. Il coglione sorrise, alzando trionfante le braccia. Non sapeva di avere in mano il Boa di Mago Malgioglio.

"Il Boa di Malgioglio!" esclamò, evidentemente non era così scemo e quindi sapeva cosa fosse.

Il folle, lo stolto, l'imbecille sulla collina montagna si sedette sulla sua roccia e una lacrima scese sul suo viso, cristallizzandosi e ghiacciandosi immediatamente. Purtroppo lui non era Dean Winchester, altrimenti la lacrima virile avrebbe continuato a scendere virilmente e senza ghiacciarsi.

"Con questo potrei tornare indietro da te..." sospirò il giovane non tanto giovane. "John..."

In quel momento, con sua sorpresa, il Boa iniziò a brillare e non solo di glitter stavolta. Poi, una per una, le piume schizzarono via disperdendosi nell'aere, sotto gli occhi terrorizzati di quello che una volta fu chiamato Paul McCartney, prima che morisse e tornasse in vita e poi tornasse morto (scemo). Paul si mise disperatamente a cercare di raccogliere le piume in volo, piangendo sudando dimenandosi - gli serviva quel Boa, non poteva finire tutto così! Ma il boa si spiumò e si spiumò, finché non rimase che un filo rosso e Paul in lacrime che continuavano a ghiacciarsi sulla sua faccia.

Solo allora si accorse che il filo rosso era attorcigliato e legato attorno a qualcosa. Si mise di impegno per storcigliarlo e quasi come se stesse tenendo in mano un pulcino appena nato prese ciò che c'era attaccato e nascosto nel boa.

Era una cassetta di quelle vecchio stile, come quando lui stesso era uno studente a Winter Hogwarts. La cassetta aveva un pezzo di scotch di carta sopra, e una scritta che diceva "Per Paul". Paul sussultò. Quella calligrafia...

La cassetta schizzò in aria, lentamente, fluttuando davanti al naso rosso infreddolito di Paul. Poi, grazie all'incanto da cui era protetta, una potente magia d'amore più potente della Lunga Notte stessa, una magia scaturita da un'ultima volontà, iniziò a suonare.

"I know it's true... And if I make it through it's all because of you..."

Winter Post-ApocalypseLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora