Nella grotta dei furry, che abbiamo lasciato migliaia di capitoli orsono, c'era un fetore di pelo bagnato da far venire il vomito. Fortunatamente quello in cui vivono i nostri cari protagonisti è un mondo grimdark distopico in cui la puzza di pelo bagnato di furry non era così rara; dunque nessuno ci fece troppo caso, tranne Aemond, che era un po' impanicato perché ora aveva perso i suoi nipoti E aveva acquisito un figlio fatto in provetta magica da una strega milf che non sapeva di avere!
Aemond si scrollò la coperta di pelliccia (puzzava pure quella) di dosso e decise di uscire dalla grotta. Ne aveva i coglioni pieni di tutto, e soprattutto di essere preso a pesci (o cazzi) in faccia da ogni maschio del Continente; così si infilò gli stivali in pelle nera, i pantaloni in pelle nera, la maglia in pelle nera e la giacca in cuoio nero e il mantello (non in pelle) rosso e nero un po' rattoppato male e uscì nella notte perenne. Ma dato che era notte notte, non notte-giorno, faceva ancora più scuro. Il suo sangue di drago gli fece seguire l'odore di bruciato, che altri non era Tecla la ghoul, che si stava fumando una paglia e aveva i coglioni pieni di tutto tanto quanto Aemond stesso.
«Buonasera» disse cortese e un po' accigliato Aemond, che non aveva voglia di spartire il suo tempo con un ghoul malvagio di Yeen, e Tecla gli rispose con un cenno del capo, perché non aveva voglia di spartire il suo tempo con un valyriano.
Yeen e Valyria sono sempre state città un po' in competizione tra loro, trovandosi giusto ai due capi dello Stretto dei Lucertoloni (braccio di mare parte del Mare dell'Estate così chiamato perché abitato da draghi, viverne e basilischi) e spesso si battevano nelle finali della Coppa Lucertoloni, derby sportivo in cui i Valyriani e gli Yeeniti si sfidano a chi va più veloce sui loro destrieri rettiliani alati (draghi per i valyriani e viverne per gli yeeniti) (non chiedete quale sia la differenza tra le due razze di rettili, non lo so).
Infatti Tecla non poteva vederla Vhagar (che al momento stava dormendo dietro la grotta), perché in quanto yeenita pensava che i draghi fossero da pezzenti rottinculo, e lei preferiva di gran lunga le viverne; ma non ne aveva una perché suo padre era di Arpergamo e le lucertole gli facevano un po' senso e non gliene era mai stata data una da bambina. Dunque niente. Tanto Tecla aveva le ali integrate.
Tecla passò una siga a Aemond che sembrava disperatamente cercarne una, e i due si misero a fumare nel buio e nel silenzio senza scambiarsi mezza parola perché non avevano nessuna intenzione di parlare.
Ad un tratto Vhagar si svegliò e alzò la testa, annusando l'aria; entrambi i due silenziosi individui poco amichevoli si voltarono verso il drago, che stava fissando qualcosa nella tempesta di neve davanti a loro. (C'è sempre una tempesta di neve in corso perché è l'Era Glaciale).
Stava arrivando qualcuno.
«Vhagar si comporta strana...» disse enigmatico Aemond, cercando di scrutare il nuovo arrivato, ma con un occhio solo era un po' difficile.
«Puzza di pesce» borbottò Tecla tirando l'ultimo tiro alla siga che aveva tenuto in vita per le passate due ore (i ghoul non dormono mai, fumano sigarette e bevono caffè al posto di dormire) e poi continuò, storcendo il naso, «E peggio, anche puzza di valyriano.»
L'uomo che si palesò davanti a loro era altissimo e forte e atletico e bellissimissimo; doveva avere circa anche lui una cinquantina d'anni ma aveva i capelli lunghi e ancora nerissimi con solo qualche striatura d'argento, il viso olivastro abbronzato anche se il sole non si vedeva da vent'anni, ma lui era talmente bello che il sole c'era solo per lui. Aveva tante perline tra i lunghi capelli scuri, che ricordavano quelle dei bruti ma non proprio, e sulle spalle aveva una pelliccia da bruto che evidentemente non era sua. Al collo portava un medaglione, e dentro esso era contenuta una ciocca di capelli bianchissimi, non biondi valyriani, proprio bianchi.
L'uomo aveva gli occhi neri... o almeno così sembrava, perché quando la luce della luna colpì il suo viso bellissimissimo, le sue iridi scintillarono di... VIOLA!
Era davvero un Valyriano!!! Ma cosa ci faceva lì nel Nord di Westeros?
«Ma scusa, ma i valyriani non dovrebbero essere tutti biondi?» chiese Tecla con scherno, però non aveva più nessuna sigaretta in mano, dunque non poteva fare un gesto di schifo, dunque si mise le mani nelle tasche del vestito.
«Solo se il tuo tasso di inbreeding è superiore al 10%» rispose lo sconosciuto valyriano, che evidentemente aveva un tasso di inbreeding di molto inferiore.
«Sono Aldous Lucyferys, lo zio di Yvette, si è allontanata e non è più tornata.» disse gelido Aldous, estraendo un enorme coltello da cucina che aveva visto tempi migliori. «Se me la ridate magari non vi mangio.» disse sfoderando i denti da uomo-pesce mangiauomini, e Aemond e Tecla rimasero a guardarlo un po' stupiti. «Mio padre è valyriano di Mantarys, e mia madre è una donna-pesce del Molisovy.» spiegò, e Tecla e Aemond annuirono. Ah, allora tornava tutto.
Tecla invece di spaventarsi si portò una mano al mento e pensò molto attentamente. «Lucyferys da Mantarys... l'ho già sentito... ci andavo all'università con una Lucyferys da Mantarys...»
«Ah sì, forse mia cugina Aluminium» disse Aldous, puntando loro il coltello arrugginito pieno di tetano. Dato che si conoscevano di famiglia, Aldous decise di buttarsi su Aemond invece che Tecla. Spalancò le fauci e le avvicinò vicinissimo alla faccia di Aemond che iniziò a gridare, ma purtroppo il pesce valyriano aveva una forza superiore a qualunque valyriano parzialmente inbreed, e Tecla non aveva intenzione di aiutare perché non gliene fregava mai un cazzo di niente, così si accese un'altra paglia.
«Zio!!! Noooo!!! Non ucciderli, sono brave persone!!!» gridò la giovane Yvette, appena sveglia, correndo fuori dalla grotta e afferrando lo zio per la pelliccia e tirandolo indietro. Aldous, che non era evidentemente particolarmente intelligente, smise di tentare di azzannare Aemond e si rialzò in piedi, sorridendo alla nipote. «Ok :)» disse.
Tutti uscirono dalla grotta, e si presentarono, perché era educazione.
«È uno dei cugini pazzi di Aluminium, te la ricordi?» disse Tecla a suo cugino (sono tutti cugini nel mondo) Jimmy che era appena uscito dalla grotta, che annuì. Timothy fece una faccia da vomito. «Quel pollo di merda che ci ha lanciato addosso uno tsunami di lava a K'Dath?» teleborbottò, riferendosi a quello che era avvenuto nel capitolo 17 di FIVE FORTS UNIVERSITY OF MAGIC, il famoso spin-off della saga.
«Era divertente» disse Tecla, a cui tanto uno tsunami di lava non era mai stato lanciato addosso.
«Che ci fa un Mantaryano al Nord?» gli chiesero. Aldous scrollò le spalle. «Tengo dietro a Yvette. È rimasta da sola dopo che sua madre Ygritte è sparita alla ricerca del Manufatto Magico... e Ygritte era la sorella maggiore del mio» tossì «amico speciale, Albedo. Non volevo abbandonare quel poco che è rimasto di lui... è morto tanti anni fa di tubercolosi.»
Il gruppo annuì dispiaciuto.
Dopo lo spiegone di lore, Pancrazio rabbrividì. «Sento una magia molto forte nell'aria...» disse, essendo bellissimo e biondissimo. «Dobbiamo sbrigarci a trovare il boa. Il tempo a nostra disposizione è ormai agli sgoccioli...»
«Ah, ce l'ho io» disse nonchalante Aldous, mentre tutti gli altri rimanevano a bocca aperta a quella rivelazione di fine libro. «Perché, vi serve?.»
Yvette si mise a gridare fortissimo spaventando Syd che si ribaltò tre volte nella neve e si incastrò nella catena eterna in cui Kat l'aveva inchiodato. «MA COME!!! ZIO, LO STIAMO CERCANDO DA DIECI ANNI!!!»
«Ah già, ops :)» rispose Aldous, e fortunatamente Yvette non aveva nemmeno una goccia del suo sangue ed era zio solo per via yaoica secondaria.
Aldous tirò fuori da sotto la pelliccia il bellissimo boa del Mago Malgioglio, tutto macchiato di sangue e pezzi di scalpo.
«E... e la canzone d'amore eterno che l'aveva portato via sulla brezza della sua malinconica melodia?» pianse Pancrazio, una lacrima scintillante come un diamante puro che scorse lungo la sua perfetta guancia da angelo bellissimo e dall'animo gentile e romantico.
«Ah boh, l'ho preso a un vecchio» rispose Aldous disinteressato, tenendo in mano il boa tutto schifoso sporco di sangue e interiora nello stesso modo in cui viene raffigurato il fantomatico antenato degli Uomini di Ferro, Zio Daniaelys, teneva in mano o'Krakn, sconfitto da lui stesso.
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Winter Post-Apocalypse
Fiksi Penggemar❄ LIBRO 2 - a Winter Apocalypse Saga ❄ E se la Lunga Notte fosse caduta su Westeros dopo la morte di Viserys I? Neri e Verdi cesseranno le ostilità per far fronte al nemico comune: la morte? Dopo che Aegon è disperso in battaglia, il Principe Aemon...
