Capitolo 82: padri degeneri 😠👨‍👨‍👧‍👦

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Lucretia non fece a tempo a spostarsi o nascondersi, perché Hodor 2 uscì dall'Hangar 19 piangendo. Non so se vi ricordate, e sinceramente nemmeno io me lo ricordavo e sono dovuta andare a rileggerlo, ma Hodor 2 era appena stato cacciato dalla band che stava provando nell'Hangar 19. Tylether aveva toccato il sigillo magico nel retrobottega della taverna degli incroci, e si erano ritrovati lì tramite incantesimo magico, perché il sigillo esaudiva i desideri. Lucretia aveva chiesto una nuova chitarra che ora si portava in mano, Dàire aveva chiesto un mantello nuovo e Tylether qualcosa di misterioso che ancora non voleva svelare a nessuno.

In ogni caso Hodor 2 sfondò la porta e corse via nella neve, sparendo nella bufera. Ora i tre ragazzi si trovavano scoperti di fronte a tutta la combriccola di metallari inquietanti dentro al bunker/hangar/come lo si vuole chiamare. L'uomo furibondo che aveva appena cacciato Hodor 2, che se vi ricordate era sexy, bello, bellissimo, e uguale identico a Tylether e Lucretia, ora li guardava con aria incuriosita ma ancora incazzata.

Tylether invece sembrava sempre più turbato e sull'orlo del pianto, distrutto dalla vita e dalle circostanze.

"Tu... tu sei..."

Tylether entrò a passo svelto nell'Hangar e quando notò gli altri presenti rabbrividì. Oltre a quelli che a distanza di mesi non ho ancora inventato, tra i metallari spiccava una figura. Biondo, biondissimo e con un bel baffo razzista, seduto tra delle casse mezze congelate e mezze sfasciate, Tylether riconobbe immediatamente suo padre. Il baffo era una new entry, ma era identico alle foto che aveva visto crescendo tra le rovine di Castel Granito. Era proprio lui, il leone elettrico: James Lannister.

"Padre...!!!" Tylether sentenziò, avvicinandosi furibondo. "Padre!!! Com'è possibile che tu sia qui?!"

James si strusciò un po' gli occhi e posò la birra per terra, ma quando riconobbe chi aveva di fronte sbiancò. Guardò Dave Reyne con aria colpevole, e anche lui lo guardò come se avessero combinato un gran casino, e forse fu la prima volta che ci fu solidarietà nella coppia yaoi disfunzionale in anni.

"Oh cazzo, Ty...Ty... com'è che ti chiamavi già?" chiese James alzandosi.

Tylether divenne rosso come i suoi capelli e fu pervaso da una furia omicida. Poi iniziò il suo sfogo angst che passò alla storia per essere molto poco metal.

"Padre!! Porci gli dèi e gli angeli in colonna!!! Ho pensato per anni, PER ANNI che fossi morto in battaglia eroicamente, shreddando la chitarra contro orde di non morti! Per anni ho creduto che dovessi essere morto, perché nessun padre abbandonerebbe un figlio a crescersi da solo nella Lunga Notte! E invece tu sei... qui! In mezzo al nulla! A BERE BIRRA! E NON SAI NEANCHE COME MI CHIAMO!!"

Tylether spiccò un balzo leonino (ma anche felino va bene) per prendere a pugni suo padre e il suo baffo razzista, ma James lo ignorò completamente e andò verso Dave Reyne.

"Guarda che cazzo di casino, te l'avevo detto che dovevamo usare le precauzioni quella notte! Io non lo volevo un figlio da te!" ruggì il leone elettrico di Lannister, un tempo bastardo ma poi naturalizzato Lannister per far unire le casate Lannister e Reyne e porre fine alla grande guerra tra esse.

"Ah sì perché io lo volevo? Io ti odio, cazzo, te e i tuoi baffi di merda!" Dave Reyne ruggì ancora più forte di lui, sfilandosi la chitarra e passandola ad un valletto a caso. Erano pronti a fare a pugni di nuovo, come cento altre volte era successo nel loro matrimonio.

"E poi quella chi è?" James tuonò, indicando Lucretia che fino a quel momento si era goduta lo spettacolo accendendosi una sigaretta.

"Ah piacere mi chiamo Lucretia."

A quel punto gli occhi di Dave Reyne si riempirono di lacrime, sgranandosi all'inverosimile mentre sussultava di dolore.

"Oh... OH?" disse avvicinandosi alla ragazza. "Lucretia??!"

"Eh."

"JUNIOR!" Dave chiamò verso qualche angolo dell'Hangolo 19, dal quale sbucò un personaggio molto secondario che ai meno attenti sarà sicuramente sfuggito, ma che è già stato citato in passato.

Junior sgranò gli occhi anche lui alla vista di Lucretia!

"Non ci credo, Lucretia?" gaspò fortissimo. "Sei viva!"

"Sì ma chi siete voi??!"

"Io sono tuo padre!!" Dave Reyne disse felicissimamente, e poi corse a prenderla in braccio. Lucretia si dimenò e gli tirò una gomitata sul mento finché non fu di nuovo a terra.

"Come sarebbe a dire mio padre?! E dove cazzo sei stato tutto questo tempo?" Lucretia strillò istericamente. "Sono dovuta crescere con dei disadattati di merda tipo Tylether invece che con una famiglia!"

"Ma lui è tuo fratello..." disse Dave Reyne svelando un plot twist che anche i protagonisti avrebbero potuto capire qualche dialogo fa.

"COSA?" urlarono all'unisono lei e Tylether mentre Dàire in sottofondo rideva perché l'aveva già capito.

"E questa con chi l'hai fatta?!" James si intromise, puntando il dito contro Lucretia. "Mi hai tradito, cazzo???"

"Ovvio che sì, sei una moglie di merda!" Dave Reyne sbuffò. "E poi era scomparsa anni fa tra le macerie, pensavo fosse morta."

"COSA?" Lucretia strillò.

"Ah sì, mi ricordo, ti abbiamo cercata un bel po' ma non si ricordava dove ti avesse lasciata perché era strafatto!^^" disse Junior girando il dito nella piaga.

Nella sala calò un attimo di silenzio, tra gente che piangeva istericamente (Tylether) e altra che rischiava di scoppiare di furia da un momento all'altro.

"Sì ma sei stronzo, perché gliel'hai detto?" Dave sibilò verso Junior, suo compagno di avventure Senza Titolo.

Lucretia decise che in quel momento ne aveva abbastanza e stompò velocissima e fortissima verso un corridoio secondario a caso dell'Hangar. Le veniva da piangere - forse era meglio non sapere niente della sua famiglia, se quella era la verità!!! Corse fino ad una stanzetta con appeso un dipinto del famosissimo mago Danzig, e ci entrò per restare a piangere da sola e non avere nessuno in mezzo al cazzo.

Davanti però si trovò una ragazza molto dark, con i pantaloni neri, un paio di ciabatte dei Misfits ai piedi, una maglia gotica con un gufo dark con sangue glitterato e sotto una maglia a rete con le maniche a guanto, i capelli a caschetto neri tutti scompigliati e varie catene e un collare borchiato al collo.

"Oh no, perché piangi?"

Lucretia tirò su col naso e decise che era stanchissima e non le importava chi avesse davanti, e scoppiò a piangere ancora più forte.

"Mio padre è una merda!"

La giovane ragazza si avvicinò e le mise una mano sulla spalla, facendola sedere sul letto e dandole un fazzoletto.

"Tutti i padri lo sono, e tutte le madri, ma questo è il destino di chi è una figlia e ha dei genitori. Capito no?"

Lucretia annuì, perché alla fine aveva ragione, e si soffiò il naso.

"Ma tu chi sei?"

"Mi chiamo Lucilla :)" disse la misteriosa ragazza dark.

Winter Post-ApocalypseLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora