Capitolo 94: I Cavalieri di Draghi

3 1 0
                                        


"SECONDO TE DOVE STIAMO ANDANDO?" Deanys strillò fortissimo, cercando di farsi sentire tra le nuvole mentre Baby sfrecciava appunto tra le nuvole.

"Da nessuna parte, tonta, è un voletto inaugurativo questo, mica un road trip verso qualcosa di specifico." Lele soffiò, parlando più tramite magia che tramite voce perché poi gli si seccava la gola.

"MA NON PUO ESSERE UN ROAD TRIP, I DRAGHI NON VOLANO PER STRADA!" Deanys ragionò, facendo irritare Lele solo con il suono della sua voce. Il suo drago nero, le cui scaglie brillavano di verde acceso ma scuro, sentì la sua irritazione abbastanza da cercare di azzannare la coda di Baby. Si trovavano chissà dove in mezzo alle nubi, da qualche parte vicino alla flotta volante dei Greyjoy, che gli Dei solo sapevano dove si trovasse in ogni caso.

"TIENI A BADA QUEL DRAGO!" Deanys strillò, manovrando Baby come se avesse il volante e facendola virare lontano dal drago di Lele.

Lele alzò gli occhi al cielo e colse l'occasione per sparire velocemente tra le nuvole, nascondendosi sotto il manto bianco e scendendo in picchiata verso la terraferma. Il mare bianco della bufera si aprì al passaggio del drago, che nonostante non fosse di dimensioni formidabili sembrava impestato come pochi. Non emetteva suoni, anzi, era ben silenzioso nei suoi flebili ruggiti che sembravano il canto oscuro di una sirena, percettibili a poche orecchie nella Lunga Notte.

Sotto di lui la città sembrò prendere forma, nonostante il manto bianco che la ricopriva. Le forme le aveva sempre viste solo nei libri, ma gli sembrava chiaro a cosa si fosse trovato davanti. La cupola del tempio di Baelor, mezza distrutta, svettava dalla collina di Visenya, e assieme a lei il fortino di Maegor... la fossa dei draghi.

"La fossa dei draghi, vacca boia!" Lele sussurrò, comandando telepaticamente al suo drago senza nome di scendere in picchiata verso le rovine.

L'atterraggio non fu affatto brusco, le zampe del drago si posarono silenziosamente all'entrata, lasciando scendere il giovane principe con una grazia degna di un drago addestrato dalla nascita.

Lele si guardò attorno - le rovine fatiscenti erano ferme nel tempo, un triste ricordo della memoria della dinastia Targaryen, coperte di neve e secondo alcuni fan cenere. Suo zio Aemond lo aveva istruito su ogni singola cosa che c'era da sapere sui draghi, un po' dai libri e un po' memore del tempo in cui Aegon gli faceva gli scherzoni con i maiali in cosplay da draghi. Le nicchie dove riposavano Dreamfyre, Meleys... a Lele sembrava di conoscerle tutte, anche se era la prima volta che i suoi occhi omofobi si posavano sulle rovine. Lele si mosse quasi spinto dall'istinto, quasi sicuro di poterlo trovare in fretta - il nido di Sunfyre, il drago di quello che fu suo padre. Lele sapeva tutto anche di Sunfyre, nonostante suo zio non lo considerasse abbastanza formidabile da dedicargli ballate. Tra i cimeli conservati a Raventree Hall, anni prima, si era imbattuto nel diario di sua madre, e lì le parole dedicate al prodigioso drago dorato coprivano intere pagine.

"Volare su un drago ti fa riconsiderare molte cose riguardo alla tua vita, alla fine. Sunfyre è un amore, è letteralmente bravissimo, è pure diventato bilingue - ne sa a pacchi. Credo che dopo la prima notte di nozze in cui ho volato mbriaca sul drago del mio marito trofeo non prenderò mai più macchine volanti, treni o scope, perché il modo in cui Sunfyre fa le fusa è leggendario e incomparabile, e ho proprio vinto io!! Anche Aegon è caruccio ma il suo drago vale 10 Targaryen falliti, però non è quello il punto."

Lele non aveva idea di perché Sunfyre si trovasse a Westeros e Vhagar no, ma forse aveva a che fare con il peso massimo della spedizione ultradimensionale di Amazoros e Vhagar che pesava troppo, boh erano morti tutti prima che potesse capirci qualcosa.

Un rumore lo destò dai suoi pensieri, un possente richiamo dolce e melodioso. Lele si strinse nel suo mantello, seguendo il richiamo proveniente da uno dei tunnel infinitamente bui della fossa dei draghi.

Gli sembrò di girare in tondo per minuti interi, finché non giunse di fronte ad un'apertura nella roccia. Era priva di neve, e faceva un gran caldo a dirla tutta. Lele si infilò nel buco, ma nulla poteva prepararlo alla vista che gli si parò davanti.

Uno scintillio di scaglie dorate si mosse come le pailettes sulla gonna di una showgirl di Lys, i tintinni infiniti che sovrastavano il rumore della bufera fuori dalla fossa del drago. Il drago, assopito fino a quel momento, alzò la testa e dischiuse le ali come a stiracchiarsi, facendo un potente sbadiglio. Lele rimase a bocca aperta, affatto terrorizzato.

"Sunfyre..." mormorò.

Winter Post-ApocalypseLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora