Capitolo 97: gli Elementi dell'Anima

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Quando uscì dal camerino, si sentì mancare fissandosi allo specchio (era ancora debole).

I pantaloni, tinta mimetica verdastra con pattern militari e tasconi di tanto in tanto, erano talmente stretti da cingergli per intero le lunghe gambe forti, e strizzargli il grosso sedere (tipico della sua famiglia, anche suo padre aveva un culone enorme e suo fratello maggiore Pier Pauli aveva anche vinto la competizione di Mr. Culogrosso di Ulthos quando avevano momentaneamente abitato lá per qualche annetto) in un modo davvero cringe. Si coprì un po' il petto perchè considerava quella maglietta, nera scuro con un disegno interattivo di uno scheletro che va a fuoco e fa il dito medio all'osservatore o si toglie il fedora che indossava sulla capa pelata (teschio) nel caso l'osservatore fosse un maschio o una milady, un po' troppo attillata per i suoi criteri paleolitici, anche se effettivamente prima era a petto scoperto, ma vabbè, sorvoliamo. Questa parte è già troppo lunga così!

Si piegò ad allacciarsi gli stivaloni, pesanti e con la punta in metallo e spunzoni borchie metalliche ovunque, proprio come piaceva a lui.

"Ehi, pulcino di umano! Ma come stai bene così!"

Guido si gelò sul posto, un ginocchio a terra e l'altro piegato contro la faccia e le dita attorcigliate attorno ai lacci neri a righe verde. Sentì il sangue che aveva succhiato poco prima a colazione salirgli tutto al viso.

Aluminium, dietro di lui, teneva tra gli artigli da rapace (di conseguenza il nome "raptor") diverse robacce.

Con una magia di arredamento evocò un tavolino da poco con una cesta brutta in vimini di quello scadente che si sfilaccia istantaneamente e vi appoggiò all'interno tutta l'accozzaglia di accessori che gli aveva portato.

Guido si barcamenò di non rispondere assolutamente ai complimenti (era imbarazzato 🥺) e indicò gli aggeggetti. "E quelli?"

"Dopo la tua morte, dopo la riforma magica del Lodo Silvan, con il fondatore della scuola di magia di Winter Hogwarts il Mago Gabriel e il più grande re di casa Wilde, Ardaricus Wilde (col potere del sale così forte che dove passava lui poi non cresceva più l'erba) stipularono un contratto di magia: rendendo Skagos abitabile ed epica ma anche facendola diventare l'isola di villeggiatura di tutti i Maghi del Planetos."

Annuí alla rapacisaura, sinceramente interessato a quella spiegazione maledettamente nerd e idiotamente noiosa (gli era piaciuta molto).

"Dunque usarono il grande Cristallo di Skagos come catalizzatore magico... ogni anno, quando Winter Hogwarts esisteva ancora, i proffs ci portavano gli studenti per l'assegnazione degli Elementi dell'Anima."

"Dunque, tutto questo cosa vuol dire? Che cosa sono questi?" la istigò Guido che si sentiva combattuto dall'avere una fretta micidiale dopo aver perso 10k anni della sua vita e il voler ascoltare i suoi stupidi sproloqui per ore e ore.

Aluminum sbuffò e cercò nelle tasche del suo giaccone giallo neon. "Gli Elementi dell'Anima sono venti, e ogni anima magica ne possiede due. Le quattrocento possibili combinazioni creano la forza magica in tutti noi." iniziò a spiegare, e Guido sorrise di nuovo alla spiegazione nerdosa.

"A te non è stata assegnata, ovviamente, e con l'aria che tira ultimamente (da apocalisse nucleare) raggiungere Skagos è impossibile... anche gli ultimi Wilde, lord Timothy e famiglia (ci andavo all'università assieme sai?) si sono dovuti allontanare. Ma i miei elementi sono FUOCO e ROCCIA..."

E questo spiegava perché fosse capace di evocare blocchi di magma o enormi spunzoni rocciosi dal nulla.

Finalmente scovò quello che stava cercando, e lo lanciò, in modo moscio e poco energico (era magicappata), verso Guidalbertus che lo prese al volo con una facilità imbarazzante.

Era un grosso cristallo trasparente, freddo più delle dita vampiriche di Guidus stesso.

"Sono riuscita a creare una copia in miniatura della Pietra di Skagos. Certo, non è proprio uguale, ma funziona.." sospirò Aluminium.

"E cosa devo farne?"

"Stringitelo al petto, sopra la carena- no, come lo chiamate voi umani? Ah sí! Lo 'sterno', che è il centro nevralgico del Sistema Magico. Avanti! Concentrati!"

Guidus sospirò. Le guance gli andavano a fuoco con quel poco di sangue che si era slurpato prima, e non se la sentiva di obbedire perché lui non obbediva mai a niente e a nessuno, nemmeno alle leggi della fisica o della vita (infatti era rimasto ibernato sotto i ghiacci per 10k anni solo perché gli stava sui coglioni morire), ma infondo questo era per il suo bene, no? Per tirare fuori la sua vera potentissima magia in un mondo moderno e post-magico.

Sbuffò e strizzò la gemma, in mezzo ai pettorali. Sentì il cuore battere più forte, come attratto dalla pietra, ed essa scaldarsi, lucente come un secondo sole i cui raggi trapassavano le sue dita...

Quando aprì la mano, sul suo palmo la pietra aveva assunto un colore argenteo e una lucentezza metallica!

"METALLO! Ecco il tuo primo Elemento!" esultò Aluminium. Guidus si lasciò scappare un mini sorrisino. L'alluminio era un metallo... ❤️🥰.

Dalla cesta magica tirò fuori un grosso bracciale di cuoio nero adornato da enormi spunzoni di ferro, alcuni pure arrugginiti, e glielo passò a Guidus. Esso si legò magicamente e istantaneamente al suo braccio un po' pelosetto, con un CLANG metallico. "Ti ha accettato come suo possessore!" spiegò Al felice. Poi prese anche una grossa catena che si legò al collo con più giri, un po' a coprire l'enorme taglio sulla sua giugulare che si stava pian piano chiudendo, ma non svanendo; le cicatrici dei vampiri non possono guarire completamente in quanto non-morti, ma a Guidus andava bene perché faceva un sacco figo e uomo vissuto.

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