Lo yacht a vela di ultima generazione (ultima perché dopo di quello non ne avevano più prodotti dopo esso) stava veleggiando con una lentezza molle sulle acque calde del Mare dell'Estate, a vista dalle coste fumose vulcaniche nere della vecchia Valyria.
Aegon, con una sigaretta tra le labbra, era seduto a bordo yacht con una canna da pesca in mano, a vivere a pieno la sua vita da baby pensionato a 48 anni. Portava una camicia IsolaDell'Estateana gialla coi pesci disegnati su verde e blu, e, come tipico dalle camicie isoledellestateane, era costituita da un tessuto interattivo e i pesci effettivamente stavano nuotando per tutta la camicia.
In realtà, di pescare non glie ne fregava niente, e non aveva mai imparato a farlo perché tanto il cibo gli arrivava per direttissima; ma pur di passare un po' il tempo, siga e canna (da pesca!!!) andavano da dèi.
Non ci pensava nemmeno che una supernova di pura luce gli si sarebbe sprigionata proprio a fianco, accecandolo per la prossima mezz'ora minimo.
Aegon strillò e avendo l'istinto di un tarallo (cibo tipico del continente perduto del Puglieros) fece per tuffarsi in avanti e cadere al piano inferiore dello yacht (era uno yacht esclusivo a due piani, degno de Reali di Westeros) e fracassarsi la testa e addio piani di vivere una bella vita da pensionato!
Fortunatamente delle braccia abbronzatine non particolarmente forti ma abbastanza per tirarlo su lo tirarono su, per l'appunto. Era Theon. <Attento! Guarda che se crepi, Emily me la tengo tutta io!> disse tutto tronfio, come se non fosse lui un uomo-oggetto inutile in balìa della grande maga Blackwood.
E dato che erano una troppia policula, Theon prese Aegon per i pesci sulla camicia e lo tirò a sé e si limonarono un po', leccandogli per bene il baffone argento-dorato, perché condividendo, si condividevano pure loro.
Quando ebbero finito di yaoiare, finalmente si interessarono all'uomo in grigio altissimo e un po' vecchio che si era materializzato con quel laser potentissimo di tipo LUCE.
«Sto robot vecchio di merda» borbottò fintamente trasgressivo Theon, mentre Aegon scrollò le spalle. «Ma no dai, è un fratello.» disse magnanimo, perché voleva qualcosa da lui.
Infatti l'uomo teneva in mano una borsina di plastica (dato che l'apocalisse è già successa, si può tornare a usare la plastica usa-e-getta), e rovistò dentro e porse la scatola di ricariche di svapo a Aegon.
«Queste le hai prese alla Capra Fumosa a Norvos?» chiese Aegon, aprendo la scatola di ricarica dello svapo e una pesante fragranza di CITRUS EXTREME (come riportato sulla confezione) si espanse per la prua dello yacht a vela.
L'uomo in grigio negò appena, il suo viso immobile come suo solito. «Era chiuso. L'ho preso al negozio Vapore di Limone di Pentos.» rispose, calmo e un po' robotico. Aegon sorrise, con tutto il baffo perché il Vapore di Limone era un gran bel negozio di svapo.
Passata la spesa a Aegon, l'uomo più vecchio schioccò le dita e venne ancora ricoperto di luce; e quando si dissipò, era vestito leggermente più estivo, con una maglietta color antracite e jeans stretti sulle gambe lunghissime e le sneaker.
Si avviò a passi un po' robotici sottocoperta, e passò per la saletta in cui Emily e suo cugino Sasuke si stavano facendo fare le unghie dalla più potente maga estetista che Westeros abbia mai visto, Susy la Grande, che si era salvata dalla Battaglia dell'Alba semplicemente perché non viveva mica a Westeros, e la Battaglia dell'Alba non l'aveva minimamente interessata.
«Bentornato, John» disse un po' furbetta Emily, alzando i suoi occhi color ghiaccio e affilati come coltelli sull'uomo più vecchio, che purtroppo, per quanto la sua magia di luce lo potesse rendere invisibile ai più, non lo sarebbe mai stato per i grandi possessori dello Sharingan Corvico.
John non disse nulla. «Come va, a Westeros?»
«Non...» tentò l'uomo in grigio, ma il sorriso della Lady Bolton Blackwood gli fece capire in fretta che non poteva fuggire a una delle streghe più potenti mai esistite, una delle due rarissime Sigma Che Fu Promessa.
E allora decise di non mentire. «Gabrielys e Daenys hanno trovato Sunfyre, e i loro draghi.» ammise John, neutro e tranquillo. Emily sorrise fiera.
«E il portale? È andato come tutto previsto dai piani?»
John non rispose, e abbassò i suoi occhi grigi e un po' omofobi sulle opere d'arte che Susy la Grande stava creando sulle unghie dei due Blackfyre; John, in un'altra vita, venticinque anni orsono, era stato un professore d'arte, e non poteva che apprezzare una grande artista che aveva fatto la storia della Estetisticanza Magica.
«Aston non ne sarà per niente felice, lo sai?» però continuò Emily, che aveva usato i suoi poteri dark per leggere le intenzioni dell'uomo più vecchio. John annuì, e sorrise.
«Sì, lo so già. So molte cose.»
Con questa 2-liner epica, John entrò nella camera-studio dello yacht a vela.
L'aura prepotente della donna piegata sulla scrivania in legno di Morgano (un legno molto fumato) precedeva la sua figura grande e imponente.
John con uno schiocco gentile delle dita accese una lucina nella stanza, che si riflesse sugli occhiali da sole di Aston, intenta a scribacchiare e stagliuzzare pezzi di mappe e incollarli su altre mappe, ed era così potente che non aveva nemmeno bisogno di vederle per farle.
«Ci hai impiegato un po' troppo.» ringhiò Aston Royce, e la sua voce rimbombò nella sala-barca.
John non rispose, e si avvicinò alla donna; si sedette sull'angolo della scrivania, rimanendo in silenzio come suo solito; in quei venticinque anni, aveva imparato come comportarsi con lei.
«Mia madre Syntry ha aperto il Portale?»
John annuì, e Aston non lo guardò nemmeno perché era talmente forte che intuiva l'annuire altrui senza vederlo.
«Bene, allora Pewter e Elettra hanno superato la prova da soli.» ma alzò la testa di scatto. «...hanno superato la prova completamente da soli e senza aiuti esterni, vero?»
John la guardò dritta negli occhiali da sole, e Aston si alzò di scatto, picchiando i pugni così forte sulla scrivania che l'uomo seduto su essa saltò insieme al tavolo. «JOHN, PORCI I SETTE DÈI E PURE L'OTTAVO!»
«Sono stati coraggiosi» disse John, con voce bassa e tranquilla, «hanno tentato di salvare tua madre, gli Estranei li hanno attaccati alle spalle. Non era nei piani. Non è stata colpa loro. Sono pronti per la loro missione nel passato, ne sono sicuro.»
Aston sospirò stanca, buttandosi sulla sedia che fece CREAAAK fortissimo.
«E Ken? E Beric?»
«Non erano coi ragazzi.» rispose John, «E i ragazzi non mi hanno riconosciuto.» ma la sua voce solitamente controllata lasciava trasparire un po' di delusione. Sì, l'incantesimo di cancellamento della memoria era stato un successo, ma a che prezzo...
«L'età mi ha reso un mollaccione sfigato, vero?» sussurrò John, lasciandosi scappare un sorriso triste. Aston gli sbatté una mano sul ginocchio, facendo pat pat, e rispondendo serissima con un tombale: «Ma no, lo sei sempre stato.»
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Winter Post-Apocalypse
Fanfiction❄ LIBRO 2 - a Winter Apocalypse Saga ❄ E se la Lunga Notte fosse caduta su Westeros dopo la morte di Viserys I? Neri e Verdi cesseranno le ostilità per far fronte al nemico comune: la morte? Dopo che Aegon è disperso in battaglia, il Principe Aemon...
