Brandon
«Ti ho detto no!» Urlò una voce.
«Lasciami fare!» Gridò di rimando un altra.
«Stai facendo un casino del cazzo, Kev!» Il frastuono di stoviglie e piatti che cadevano mi strappò definitivamente dal sonno e mi fece aprire di scatto gli occhi.
Quando lo sguardo mi scivolò sull'olorogio e scoprii che fossero solo le otto del mattino, un moto di rabbia e nervosismo mi montò al centro del petto.
Porca puttana.
«Abbassate la voce, cristo santo.» Sentii dire a Warren, prima che qualcos altro si fracassasse a terra.
«Kevin!»
A quel punto, ormai insofferente e innervosito, scostai le coperte e scattai fuori dal letto, con gli occhi ancora semichiusi e il segno del cuscino in faccia.
Spalancai poi la porta della mia stanza e a passi pesanti attraversai il corridoio, fino a quando non arrivai in cucina, dove trovai un casino immane.
Con un ridicolo grembiule, infatti, Kevin cercava di tappare con le mani il frullatore già azionato, dal quale però schizzava fuori ogni cosa. Accanto a lui, Lucas spegneva i fornelli della cucina con una mano, mentre con l'altra gettava una padella carbonizzata nel lavello.
«Che cazzo sta succedendo?» Proruppi con le braccia spalancate, mentre mi avvicinavo alla penisola.
«Succede che viviamo con due coglioni.» Rispose Warren, seduto su uno sgabello a sorseggiare del caffè, con lo sguardo incollato sullo schermo del suo computer.
«Non siamo due coglioni.» Intervenne Lucas, a torso nudo.
«Già.» Aggiunse Kevin, spalleggiandolo.
«Lui è un coglione.» Continuò però Lucas, indicando il castano accanto a lui, che sgranò gli occhi.
«Ma che cazzo?»
«Lo sei.» Commentò a quel punto la voce di Amber, che spuntò dietro di me. «Ti sembra normale impastare due kili di ciambelle e frullare tutto ciò che trovi in cucina?»
«Qual è il problema?» Chiese Kevin, mentre quel cazzo di frullatore continuava a produrre un rumore insopportabile.
Con uno sbuffo esasperato, mi avvicinai allora a lui e staccai la spina del macchinario, con talmente tanta forza che rischiai di strappare la presa dal muro.
Non appena il frastuono si interruppe, Warren emise un sospiro sollevato. «Finalmente.»
«Non posso neanche farmi un maledetto frullato, adesso?»
«No!» Rispondemmo all'unisono tutti e quattro.
A quel punto, Kevin sbuffò e si levò il grembiule. «Cristo, tanto vale farmi l'abbonamento in una cazzo di caffetteria.»
«Chiunque preferirebbe fallire piuttosto che avere te come cliente abituale.» Disse Lucas, poggiandosi al bancone con le braccia incrociate.
«E perché?»
«Perché sei un rompicoglioni.» Rispose Warren, smanettando ancora al suo pc.
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Toxic
Romance«Sono i cinque ladri più temuti di tutto l'Oregon state. Chiunque entra a far parte del loro gruppo, diventa automaticamente intoccabile...» Elizabeth Williams, una ragazza di diciannove anni che soffre di ansia sociale, tremendamente insoddisfatta...
