Capitolo 1 Di Lethal

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IL CAPITOLO 1 DI LETHAL - lo spin off su Lucas è ora su wattpad... Ve lo lascio anche qui perché alcune di voi mi hanno chiesto di farlo per farsi un'idea. Potete comunque trovare la storia sul mio profilo e aggiungerla nella biblioteca per avere le notifiche degli aggiornamenti 🖤🫀)

(Canzone consigliata: lose yourself - eminem)

Lucas

Ci facevamo chiamare i "blackfires".

Un gruppo di cinque ladri che avevano passato anni e anni a fare rapine, senza essere beccati neanche una volta, e che per questo si erano guadagnati la nomea in tutto l'Oregon State...

Brandon: il leader del gruppo, la mente dietro ogni colpo. Freddo e glaciale come un fottuto blocco di ghiaccio.

Jacob: La parte razionale, il diplomatico. L'unico tra di noi che ancora poteva essere definito un bravo ragazzo.

Warren: il nostro hacker. L'informatico più cupo e misterioso che si potesse mai incontrare... ma con un cervello enorme. Era stato lui infatti a tirarci fuori da parecchi casini in passato.

Kavin Miller, un pazzo che si divertiva con le corse clandestine e con quanto più di illegale c'era in giro.

E infine io. Lucas McAllen.

I miei amici mi definivano una bomba a orologeria... e avevano ragione. Forse ero uno squilibrato, forse ero un po' instabile, o forse semplicemente amavo i casini... ma ero talmente imprevedibile e impulsivo che avevo spesso mandato tutto il gruppo nei casini.

Qualcuno ci temeva, qualcuno ci ammirava, qualcuno non riusciva a incrociare il nostro sguardo, qualcun altro ci schifava... ma nessuno osava mai mancarci di rispetto.
Specialmente al college in cui andavamo da ormai tre anni: la Linfield University di McMinnville. Un luogo in cui tutti sapevano che sarebbe stato meglio starci alla larga, soprattutto dopo ciò che era successo due anni prima: una sparatoria avvenuta a una pista aerea privata, che aveva visto dozzine e dozzine di morti e che era finita sui giornali per mesi. Al tempo era stato arrestato il mio amico Brandon, per l'omicidio di Clark Torres - l'uomo per cui avevamo dovuto lavorare per anni - e anche se poi alla fine era stato dichiarato innocente, sebbene non lo fosse affatto, l'accaduto aveva avuto una risonanza parecchio elevata.
E l'aveva tuttora, nonostante fossero passati quasi due anni dall'accaduto

Da quel giorno comunque Brandon si era dato una calmata, sia per l'arresto e sia per la gravidanza della sua fidanzata Elizabeth, ormai incinta da nove mesi, e come lui anche gli altri ragazzi avevano preferito ridimensionarsi, per evitare altri casini.

Io, invece, non avevo affatto smesso di condurre la vita che facevo prima.

Rapine.

Gare clandestine.

Risse.

Incontri illegali.

Feste.

Omicidi.

Fughe dalla polizia.

Era così che vivevo... nel casino più totale. E, cazzo, mi piaceva da morire.

Ecco perché, proprio in quel momento, stavo scappando come un pazzo da uno dei locali più conosciuti di Portland, con una pistola in mano e una borsa piena di soldi nell'altra.

«Cristo, muoviti!»
Urlò il mio migliore amico Kevin, passandosi una mano tra i capelli castani, mentre si avviava verso la mia moto.

Prima di raggiungerlo, però, afferrai da terra una stringa di ferro gettata accanto a un'auto e mi avvicinai alla vetrata della discoteca da cui eravamo appena scappati.

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