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Ci sono persone indimenticabili e nessuna cura

Charles bukowski

🔴

Elizabeth

Ero di buon umore.

Quella mattina, dopo tanto tempo, mi ero svegliato con una strana sensazione allo stomaco e la voglia di alzarmi dal letto.

Finalmente avevo avuto una ragione per aprire gli occhi e cominciare la giornata, sentendo il peso al centro del petto più leggero.

Sarebbe stato stupido da parte mia non ammettere che quasi sicuramente la causa di quel buon umore era Brandon e la nuova piega che aveva preso il nostro "rapporto".

Probabilmente avrei dovuto impedire che lui avesse ancora influenza sul mio umore, ma non potevo affatto comandare le mie emozioni. Perciò, se il cuore mi stava dicendo che probabilmente era arrivata l'ora di liberarmi del macigno di dolore che mi opprimeva... allora forse sarebbe stato il caso di cominciare ad andare avanti... forse, dopo più di un mese, finalmente uno spiraglio di luce si era aperto davanti a me, per indicarmi la via d'uscita da quel loop infernale di angoscia e sofferenza.

E quel nuovo luccichio nei miei occhi, per quanto odiassi ammetterlo, si fece ancor più intenso nel momento in cui aprii la porta della mia stanza e vidi qualcosa a terra, proprio ai miei piedi.

Una rosa bianca era stata lasciata fuori dalla mia camera, insieme a un bigliettino con su scritta una B...

***

(Canzone consigliata: Heathens - Twenty one pilots)

Dopo un'estenuante giornata di lezioni, ero tornata in stanza e avevo ordinato il pranzo d'asporto, per evitare di incrociare Brandon o uno dei ragazzi a mensa.

Per quanto infatti ogni singola fibra del mio corpo stesse meglio quando lui era vicino a me, non potevo permettermi di perdere ancora la lucidità. Il cambiamento che Brandon aveva avuto, infatti, aveva scosso qualcosa dentro di me, perciò adesso sembrava essere molto più difficile incrociarlo e fare finta di niente.

Perché quanto potessi odiarlo, quella nuova situazione mi aveva fatto capire che tutto ciò che avevamo avuto non era del tutto scomparso.

Proprio per questo, in quel momento me ne stavo sul mio letto, a divorare un burrito e a scrollare le foto del suo profilo social.

Come una stupida, rimasi imbambolata per mezz'ora a fissare una foto che i ragazzi gli avevano scattato di nascosto, qualche mese fa, per "animare il suo profilo". Si trattava di uno scatto in bianco e nero, che lo ritraeva a petto nudo, mentre fumava steso sul letto, con un braccio dietro la testa e il fumo sopra di lui.

Consapevole che nessuno avrebbe potuto vedermi, ingrandii la foto e puntai gli occhi sulla v del suo addome, sui suoi bicipiti e sulle vene gonfie che si intrecciano sugli avambracci.

In un movimento naturale, mi leccai le labbra e ripensai alla grandezza del suo membro, e soprattutto alla potenza cui era solito sbattermelo dentro.

La sera prima avevamo avuto un momento romantico, profondo, che mi aveva squarciato il cuore, ma non potevo negare che mi chiedevo come sarebbe stato se lo avessimo fatto di nuovo.

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