Elizabeth
«Che pezzo di merda...» Mormorò Colin, mentre si sfiorava i lividi sulla faccia.
Erano passati solo dieci minuti da quando lui e Brandon avevano fatto a pugni, e ancora non riusciva a smettere di imprecare contro di lui.
«Lascia perdere, Colin.» Mi sedetti accanto a lui, sulla panca del suo spogliatoio personale, e gli poggiai la busta di ghiaccio sullo zigomo.
«Mi ha aggredito nella mia stessa palestra, cazzo.»
«Sei stato tu a provocarlo.» Ribattei prontamente, consapevole del fatto che la sua fosse una pura dimostrazione di ego ferito. «Se ne sarebbe andato, se non lo avessi insultato.»
«Stai dicendo che me la sono cercata?»
«Sto dicendo che Brandon non è come i ragazzi con cui sei abituato ad avere a che fare. Se lo provochi, ti salta addosso.»
Lui scosse la testa. «Ti sbagli. So bene come sono fatti i tipi come lui.»
«No, non lo sai.» Replicai fermamente, guardandolo fisso negli occhi. «Ed è meglio così.»
Conoscevo Brandon, e sapevo che se Colin non avesse fatto un passo indietro, ne sarebbe uscito distrutto.
O morto.
«Beh, un motivo in più per dargli una lezione.» Aprì e richiuse la mano a pugno, con un'espressione dolorante in viso per via delle nocche martoriate e sanguinanti.
«Lascialo stare.» Proruppi innervosita, in un innaturale senso di protezione verso Brandon.
La sola idea, infatti, che Colin potesse aggredirlo e fargliela pagare, mi faceva scattare inevitabilmente in sua difesa, come se fossi inspiegabilmente ancora dalla sua parte, nonostante tutto ciò che era successo.
«Da che parte stai?» Proruppe seccato Colin, per via del mio tono duro.
«Da nessuna.» Mollai la busta di ghiaccio e mi alzai in piedi. «Se davvero volete continuare a farvi la guerra e a picchiarvi come degli animali, fate pure, ma io non voglio entrarci. Non siete altro che imbecilli senza cervello.»
Feci per voltarmi e andarmene, tuttavia Colin si alzò prontamente dalla panca e mi chiese: «C'è ancora qualcosa tra di voi?»
Quella domanda mi freddò istantaneamente, ma come se niente fosse incrociai le braccia al petto e risposi decisa. «Tra noi è finita.»
«Non ti ho chiesto questo.»
«Ti ho risposto.» Ribattei senza battere ciglio.
«E allora perché sembra ancora così coinvolto?»
«Odia vedermi con chiunque altro.» Inclinai il collo di lato, terribilmente annoiata.
«E a te va bene?» Chiese beffardo, aggrottando le sopracciglia. «Perché se vuole davvero vedermi morto, tanto vale dargli una valida ragione per farlo...»
Il suo tono si fece più basso e sommesso e i suoi occhi scivolarono sulle mie labbra, ma ancor prima che potesse procedere e andare oltre, gli posai una mano sul petto e lo allontanai.
«Credi di potermi usare per fargli un dispetto?» Sbuffai una risata e scossi la testa. «Sei completamente fuori strada.»
«Non piacerebbe anche a te?» Alzò una spalla e abbozzò un sorrisetto. «Dici di odiarlo, quindi perché non farlo impazzire?»
A quel punto, gli diedi una pacca sul petto e sorrisi consapevole. «Temo che tu ti stia sopravvalutando, Colin. E che stia commettendo il grave errore di sottovalutare lui.»
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Toxic
Romansa«Sono i cinque ladri più temuti di tutto l'Oregon state. Chiunque entra a far parte del loro gruppo, diventa automaticamente intoccabile...» Elizabeth Williams, una ragazza di diciannove anni che soffre di ansia sociale, tremendamente insoddisfatta...
