(TRIGGER WARNING: contenuti di violenza)
Mi crogiolo costantemente nella mia follia, con i piedi su un tappeto di sangue e gli occhi rivolti a un cielo colmo di sogni infranti
Arya E Wolf
(Canzone consigliata: War lord- 2WEI)
Brandon
Qualche anno prima...
«Guarda sempre negli occhi chi stai per uccidere.» Mormorò Clark dietro di me, raddrizzandomi il braccio con cui tenevo la pistola. «Per fare questo lavoro, devi essere freddo e cinico.» posizionò una mano sulla mia e, puntando il bersaglio a una decina di metri da me, continuò: «Non devi esitare mai.» Il secondo dopo, fece pressione sul mio dito e premette il grilletto.
Istantaneamente la pallottola andò a conficcarsi dritta al centro del bersaglio e il suono dello sparo rimbombò in quel magazzino.
«La pietà è per i deboli, non per noi.» Mi sfilò la pistola dalle mani e aggirò il mio corpo, per potermi guardare negli occhi. «Ti sto addestrando per essere un assassino, nel nostro mondo solo in pochi rimangono in piedi.» Piantò gli occhi asettici nei miei. «L'unica cosa che conta è sopravvivere.» Le sue parole si incisero direttamente sulla mia pelle, come un marchio a fuoco.
«Non dimenticarlo mai, Brandon: chi esita, alla fine muore.»
***
«Luc, un caricatore.» Dissi al biondo al mio fianco, mentre pulivo la canna della pistola.
Lui sbloccò l'armadietto in legno accanto alla sua destra e mi passò ciò che avevo chiesto, prima di tornare da Warren per aiutarlo a preparare il borsone con il computer e il resto dei dispositivi che gli sarebbero serviti.
Erano le dieci e mezza di sera, e io e i ragazzi ci stavamo preparando, caricando e pulendo le pistole, in attesa che si facesse l'ora di partire.
«Ricordi il piano?» Mi chiese Jacob, con l'espressione tesa, ripetendomi per la millesima volta quella domanda.
«Sì, sta' tranquillo.»
«Starò tranquillo quando ti vedrò uscire vivo da lì.»
Era da tutto il pomeriggio che i miei amici non facevano che raccomandarsi con me e ripetermi il piano, e insieme a loro anche Elizabeth, che non era neanche riuscita a godersi quella giornata in serenità poiché era rimasta per tutto il tempo isolata nei suoi pensieri, con lo sguardo perso nel vuoto.
Per tutto il pomeriggio le avevo lasciato il suo spazio, come mi aveva chiesto, ma il momento di andarmene ormai si avvicinava e sentivo il bisogno di andare da lei per parlarle o quanto meno salutarla. Proprio per questo, infilai la pistola nella parte posteriore dei jeans e uscii dal seminterrato, lasciando i ragazzi ancora dentro.
Arrivato in soggiorno, la vidi parlottare con Amber, seduta sul divano con ancora la mia maglietta addosso e i capelli legati in una coda bassa, da cui sbucava qualche ciuffetto che la rendeva assolutamente bellissima. Dopo appena un passo, entrambe si accorsero di me e interruppero seduta stante qualsiasi discorso stessero facendo.
«Vado a farmi una doccia.» Pronunciò subito Kamikaze, prima di alzarsi e andare via. E una volta rimasti soli, Beth mi chiese, con malcelata tranquillità: «Siete pronti?»
«Quasi.» Mi sedetti accanto a lei e posai i gomiti sulle ginocchia, inclinando lievemente il collo di lato per guardarla. «Warren sta finendo di preparare gli auricolari.»
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Toxic
Romance«Sono i cinque ladri più temuti di tutto l'Oregon state. Chiunque entra a far parte del loro gruppo, diventa automaticamente intoccabile...» Elizabeth Williams, una ragazza di diciannove anni che soffre di ansia sociale, tremendamente insoddisfatta...
