Ci sono persone indimenticabili e nessuna cura
Charles Bukowski
(Canzone consigliata: Miia - Dynasty)
Elizabeth
Come viene stabilito il confine tra bene e male? Quanto è sottile la linea che separa il giusto dallo sbagliato, la giustizia dalla vendetta?
Quand'è che da vittime si diventa carnefici?
Ero sempre stata una ragazza con dei principi ben solidi, a cui ero sempre rimasta fedele. Non avevo mai fatto nulla fuori dagli schemi, non avevo mai varcato i miei limiti ed ero sempre rimasta dalla parte giusta. Dalla parte apparentemente dei buoni.
Io, che avevo sempre condannato la violenza, adesso mi ritrovavo nel seminterrato di cinque ladri, davanti a una ragazza con una mano rotta - che mi guardava con gli occhi iniettati di sangue.
E mentre la guardavo non riuscivo a pensare ad altro se non alla vendetta. Il lato più cattivo infatti aveva preso il sopravvento, spazzando via qualsiasi possibile briciolo di compassione per fare spazio solo e unicamente alla rabbia.
Proprio per questo, dopo averla completamente liberata dalle corde che la tenevano legata, senza alcuna delicatezza la spinsi giù dalla sedia, facendola ricadere in avanti.
A causa del contatto delle ginocchia ferite col pavimento, un verso di dolore le fuoriuscì dalla bocca, ma non mi fece alcun effetto.
E neanche a Brandon, considerando il fatto che fece finta finta di nulla, si avvicinò al tavolo in legno e scostò una sedia per sedersi. Dopodiché, divaricò le gambe, poggiò il gomito sul tavolo e prese a osservarmi in silenzio, capendo che quello era il momento per farsi da parte e lasciarmi fare.
Così mi piegai sulle ginocchia, davanti a Roxy, e la guardai con tutto l'odio e il disgusto possibile. Lei però non abbassò la testa. Al contrario, mi mandò un bacio e sorrise perfidamente.
A quel punto, in una reazione istintiva, le sferrai uno schiaffo in pieno viso, che però non la scombussolò più di tanto.
«Tutto qui?» Chiese infatti, provocandomi. «Vieni tu, Brandon, mi sto annoiando...» Rivolse lo sguardo all'adone alla sua sinistra, per il puro gusto di farmi innervosire. «Così magari concludiamo anche con una scopata, che dici?»
Serrai i pugni, conficcandomi le unghie nei palmi.
La sua sfacciataggine non faceva altro che dimostrarmi che tutto lo schifo di cui era stata complice non la toccava per nulla. Non si sarebbe mai sentita in colpa o pentita, e quella consapevolezza era disarmante.
«Chiudi la bocca.» Le disse Brandon.
«Chiudimela tu.» Ribatté lei all'istante. «Sai come mi piace...»
Il suo tono allusivo e malizioso mi fece andare fuori di testa, tanto che non riuscii a trattenermi e le afferrai i capelli in un pugno.
«Hai una mano rotta e due proiettili conficcati nelle ginocchia. Hai davvero il coraggio di provocarmi?» Le sputai tutto il mio risentimento addosso. «Non ti vergogni neanche un po'?»
«Di cosa?» mi guardò con sufficienza.
«Di continuare a fare la puttana.» Le risposi secca.
«Oh, ma adesso lo sei anche tu.» Ribatté lei, con il suo viso che diventava sempre più pallido per via del dolore. «Oltre a Brandon, adesso anche Ryan ti è entrato nelle mutande.»
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Toxic
Romansa«Sono i cinque ladri più temuti di tutto l'Oregon state. Chiunque entra a far parte del loro gruppo, diventa automaticamente intoccabile...» Elizabeth Williams, una ragazza di diciannove anni che soffre di ansia sociale, tremendamente insoddisfatta...
