72

19.7K 517 306
                                        


Il cuore ha le sue ragioni, che alla ragione non è dato sapere


Blaise Pascal

(Canzone consigliata: Budapest - George Ezra)

Brandon

Era Elizabeth la donna della mia vita.

Quella piccola ma infinita consapevolezza ormai si era stanziata dentro di me con una forza tale da distruggere in una sola soffiata ogni altra convinzione.

Lo avevo capito subito dopo essere andato via dalla sua stanza, in seguito a una notte in cui ogni singolo sentimento che avevo sempre rinnegato mi era caduto addosso come una pioggia acida che aveva marchiato ogni cosa al suo passaggio.

Ero stato investito da una valanga di emozioni talmente tanto spaesante, che per un'ora avevo girovagato a vuoto con la macchina, fino a quando alla fine non ero andato in uno degli ultimi luoghi in cui eravamo stati insieme.

Cannon Beach.

La spiaggia su cui l'avevo portata due mesi prima, per farle vedere un tramonto che alla fine però aveva sfigurato davanti a lei.

Come un coglione romantico, con la testa piena di lei, mi ero seduto sulla riva, davanti all'oceano, ed ero rimasto a osservare l'orizzonte... una sottile linea immaginaria, che divideva il reale dall'ignoto, e oltre la quale ogni certezza andava in frantumi. Esattamente come era successo a me quel giorno.

Durante la notte passata con Beth, infatti, avevo oltrepassato il mio limite e ogni singola mia barriera emotiva era crollata.

Non avevo mai fatto l'amore con una ragazza, prima, ma fondermi con lei, quella notte, in un modo così passionale e tenero... mi aveva lacerato da dentro.

Ogni precedente consapevolezza era infatti andata in frantumi e ciò che ne era derivato era una confusione tremenda, che mi aveva provocato un mal di testa lancinante. Tale confusione era stata però ben presto sostituita da una sensazione di vuoto e di totale solitudine... quando alla fine ero tornato a casa.

Sapevo di essere stato un bastardo e che quello era ciò che mi meritavo, ma mi faceva un male cane pensare di averla persa per sempre.

E non potevo nemmeno attribuire la colpa di tutta quella merda solo e unicamente a Roxy. Per quanto infatti ogni inganno fosse partito da lei, ero consapevole del fatto che ero stato io ad aver distrutto il rapporto con Beth.

La verità però era che non ero mai stato pronto per una relazione o per investire i miei sentimenti, me stesso e il mio tempo in una donna. Per questo, il giorno in cui avevo trovato le sue mutandine nella camera del mio migliore amico ero andato in tilt e avevo chiamato l'ultima donna che sarebbe dovuta entrare nella mia vita.
Avevo scelto appositamente di mandare tutto a puttane, perché troppo spaventato da un sentimento che mi stava dominando.

Ne avevo temuto la potenza, così, per paura di rimanerne schiacciato, avevo preferito scappare e rovinare ogni cosa.

Ciò che ne era derivato però non era stato benessere o sollevamento, ma un incolmabile e ancor più soffocante senso di vuoto assoluto, che mi aveva fatto rimpiangere ciò che per mesi non ero stato in grado di apprezzare.

Per tanto tempo infatti Beth mi era sempre stata accanto, supportandomi, comprendendomi, amandomi, perdonando ogni mio sbaglio e passando oltre ogni umiliazione, ma nonostante questo io l'avevo sempre data per scontata e disprezzata, fino a quando alla fine non se n'era andata davvero.

ToxicDove le storie prendono vita. Scoprilo ora