Epilogo

14.6K 469 691
                                        

Il tempo è un grande autore. Trova sempre il perfetto finale.

Charlie Chaplin

Benvenuti alla fine di quest'avventura
...
o forse no👀

(Canzone consigliata: A thousand Years - Christina Perri)

Elizabeth

Undici mesi dopo...

«Tutti in piedi.» Dopo quella che mi era parsa un'infinità di tempo, il giudice rientrò in aula, così tutti ci alzammo, con il battito del cuore a tremila e l'ansia a fior di pelle.

Era finalmente arrivato il giorno del processo.

Dopo quasi un anno, circa sei udienze, infiniti incontri con l'avvocato e ben trecentotrentacinque notti passate a piangere nel buio della camera di Brandon, per la paura di non farcela... finalmente era giunto il momento decisivo.

Il processo era stato lungo, altalenante, colmo di alti e bassi, ma grazie a mia madre avevamo avuto l'avvocato migliore degli Stati Uniti - Blake Adams - e lui aveva lavorato giorno e notte al caso, portando avanti una strategia difensiva talmente piccata e precisa che a ogni udienza aveva smontato tutti i capi d'accusa e demolito ogni singolo testimone che aveva tentato di mettere Brandon in cattiva luce.

Ci aveva interrogati così tante volte sugli avvenimenti di quel giorno che ormai avevo perso il conto, aveva aveva indagato su tutti gli anni che i ragazzi erano stati al servizio di Clark, sulla reputazione di quest'ultimo, sul lavoro che svolgeva, sui crimini che aveva commesso, sulle continue corruzioni fatte alla polizia e aveva cercato informazioni su ogni singolo uomo alle sue dipendenze, senza fermarsi mai.

Aveva fatto in modo che non venisse colto in contro piede neanche una volta.

E adesso era finalmente arrivato il momento decisivo: l'arringa finale, che avrebbe portato il giudice e la giuria a emettere il verdetto definitivo.

Quando il giudice prese posto, il silenzio calò nell'aula.

«Dunque, abbiamo un caso di omicidio, che vede come accusato Brandon Collins: ventiduenne nato a Portland, orfano di entrambi genitori e attualmente sotto detenzione nella prigione della Contea di Yamhill.» Iniziò il giudice, leggendo velocemente il plico di fogli di fronte a lui.

In quel momento Brandon era proprio lì, davanti a me, seduto accanto all'avvocato, con un completo scuro addosso.
Seppur di spalle, io non facevo altro che guardarlo, con le mani tremanti strette in grembo e gli occhi lucidi per l'agitazione.

In quegli undici mesi ero andata a trovarlo ogni settimana. Anche quando lui tentava di cacciarmi via per non farmi soffrire, di spronarmi a continuare a vivere la mia vita e a non metterla in pausa per lui... io ero sempre rimasta, imperterrita e irremovibile. 

«Sì è ritrovato coinvolto ina sparatoria tra gang circa un anno fa. La difesa sostiene che sia stata legittima difesa e che l'imputato abbia sparato per difendere lui e la sua compagna, mentre l'accusa afferma che si trovava appositamente lì perché parte di una delle due organizzazioni criminali e che abbia volontariamente partecipato e ucciso, non è vero?»

«Sì, vostro onore.» Il procuratore cominciò a camminare verso la giuria e iniziò il suo discorso. «Brandon Collins è un uomo tutt'altro che innocente. Le prove parlano chiaro. Diverse infatti sono le registrazioni video che lo riprendono coinvolto in risse con terzi innocenti.» Si rivolse alla giuria, lisciandosi la giacca del completo elegante e camminando avanti e indietro. «Per capire la sua propensione alla violenza, possiamo risalire alla sua famiglia.» Da dietro al banco, il suo assistente gli passò una cartellina con dei fogli e lui cominciò a distribuirle a ogni membro della giuria. «Con una madre tossicodipendente e un padre violento e alcolizzato l'imputato ha sempre vissuto in un clima di maltrattamenti, in cui la risposta a ogni singola cosa era la violenza. È cresciuto con un'idea del mondo ben precisa in testa e sin da subito ha cominciato a frequentare ambienti poco raccomandabili, che hanno inevitabilmente influito sulla sua vita.»

ToxicDove le storie prendono vita. Scoprilo ora