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[Francesca]

Fisso Elisa che sta cenando, mi sembra un po' diversa ma saranno le mie idee. Sono passate due settimane da quando ho letto ciò nel telefono di mia figlia, non riesco a parlarne con nessuno nemmeno con lei. Non so quale è la mossa giusta da fare. Una settimana fa ho scritto ad Emma per parlarne e non appena l'ho vista le ho detto solo della febbre finta, non sono riuscita a dirle quello che ho trovato sulla cronologia di Elisa. Un po' perché ho pensato al fatto che magari andavo contro la volontà di Elisa di dirlo, un po' perché Emma rimane comunque la mamma di Niccolò, il fidanzato di mia figlia. Io non so cosa devo fare, con nessuno. Ho paura di sbagliare con tutti. Da quel giorno Emma non mi considera nemmeno più a lavoro, lei ha questo carattere. È dolcissima ma ha una corazza dura che quando indossa bisogna aver paura a starle vicino. Io invece sono l'opposto, non sono cazzuta come lei, sono fragile e ho paura che dicendo qualsiasi cosa mollo cadendo in una crisi assurda.
«Tra un po' mi passa a prendere Nicco» spiega Elisa scrivendo qualcosa sul telefono.
«Va bene, ma togli il telefono a tavola» dico io e lei fa come dico.
«Papa mi passi un po' d'acqua per favore?» chiede Mattia e Marcello gliela versa.
«Oddio» dice Elisa contraendosi e corre in bagno. Sussulto guardando Marcello e la seguo.
«Eli» le urlo dietro ma non faccio in tempo che si chiude la porta a chiave alle spalle.
«Lasciami stare» dice per poi iniziare a vomitare.
«Elisa aprimi» busso cercando di aprire la porta chiusa a chiave.
«Mamma va via» mormora lei mentre sta ancora male.
«Elisa mi sto incazzando di brutto, apri questa cazzo di porta o non ti faccio più vedere Niccolò» dico in preda al nervoso.
«Ora minacci pure» urla lei aprendo l'acqua, probabilmente lavandosi la faccia e i denti.
«Elisa sono tua mamma apri questa cazzo di porta» mormoro forzando la maniglia e finalmente apre.
«Ma si può sapere che vuoi? Cosa ti prende?» domanda uscendo sembrando tranquilla.
«Parlami Elisa dimmi cosa hai» le prendo le mani deglutendo. Me le lascia.
«Ma ti sei impazzita per caso? Non ho niente» risponde.
«Chi ti ha insegnando a rispondere così? Guarda che smetto davvero di fartelo vedere Niccolo» butto fuori e lei diventa completamente rossa in volto.
«Ma la smetti? Che cazzo vuoi? Si può sapere? Prima mi misuri la febbre come se avessi due anni e mi comandi di uscire nuovamente di casa, poi mi stai addosso come una cozza dandomi fastidio. E non nominare Niccolò, io rispondo così e basta non è colpa di nessuno» alza la voce abbastanza nervosa.
«Si hai ragione, Niccolò ci tiene di più a sua mamma»  spiego sbuffando e lei sta per piangere.
«Te sei impazzita» continua lei e le avvento uno schiaffo in faccia. Mi sta rispondendo da schifo e non va bene, mi sento in colpa ma non ci vedevo più. Lei si mette una mano sulla gota guardandomi con gli occhi più lucidi dei miei.
«Senti scusami... hai 16 anni, sei minorenne e resti comunque mia figlia anche se ne avessi 40 quindi smettila per dio Elisa e dai retta una buona volta» deglutisco.
«Senti mamma sai cosa? Vaffanculo, lasciami stare te e questo starmi addosso, ti odio davvero ti odio» urla nervosa ma la blocco.
«Ti prego calmati.. non vorrei che ti sen...» mi blocco guardandola e lei rimane per un secondo senza fiato sgranando gli occhi.
«Non vorresti cosa?» sussurra lei. Non vorrei che ti sentissi male con la creatura che hai in pancia, penso tra me e me.
«Non vorrei che tu ti agitassi.. calmati e basta» balbetto e lei riprende un sospiro di sollievo. Tanto so tutto Elisa, non riesco a parlartene, non saprei come farlo, vorrei fossi te a dirmelo ma so tutto.
«Vaffanculo» ripete e se ne va. Bene, ho discusso con Emma, adesso anche con mia figlia.

[Elisa]

Sono tra le braccia di Nicco, voglio solo lui, ho bisogno solo di lui ma sto nascondendo tutto anche a lui. Ho suo figlio in pancia e continuo a vivere come se non avessi niente. Mi faccio paura a volte e mi sento in colpa anche con mamma, io non la odio, mamma è tutta la mia vita, ma in questo periodo non ragiono. Leo e Gine mi dicono che ho bisogno di parlane ma non ci riesco. Ci sono state e ci saranno cose più importanti, c'è stata la questione di Riccardo nel mezzo e Nicco che ha dovuto far denuncia, ora invece si sposano Emma e Stefano, i suoi genitori, quindi un altro mese occupato da altri pensieri. Non so proprio come e cosa fare. Nicco inizia a braccarmi e davvero è l'unica 'cosa' che mi fa sentire viva in tutto ciò: lui. Iniziamo a spogliarci e a stuzzicare le nostre intimità e rabbrividisco ogni volta che mi sfiora pancia, sono di quasi due mesi ma è impercettibile tutto, non si vede niente. Mi bacia ovunque, bocca, collo, seno, fino a scendere sulla pancia e mi irrigidisco. La bacia e stringo gli occhi cercando di non cadere punte lacrime e arriva poi alla mia intimità. Torna poi sopra di me pronto per entrare ma si blocca.
«Tutto ok?» domanda baciandomi. Si nota tanto che ho paura? Ho fatto mille ricerche sul sesso durante la gravidanza e non ci sono correlati gravi problemi ma ho comunque ansia. Nego un po' rassicurandolo e finalmente entra dentro di me.
«Fai piano però..» sussurro «Ancora non mi sono ripresa del tutto dal virus» mormoro mentendo e lui annuisce godendo già insieme a me.

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