88

272 12 31
                                        

[Emma]

Spalmo la crema sul mio pancione e Elisa ride davanti a me spalmandosela nel suo. Non ci credo che in tempo di poco divento mamma per la quarta volta di due gemelli e anche nonna. Leone è in acqua della piscina della crociera appoggiato al bordo, Nicco gioca con Chloe e Mattia in acqua. Stefano, Marcello e Franci sono a farsi un bagno anche loro. Ginevra invece è seduta con le cuffie ancora vestita. Ha un pantaloncino leggero corto e una maglietta. Sono tre giorni che siamo partiti e tre giorni che lei non si spoglia per farsi un bagno. Su questo abbiamo reagito diversamente, perché io, invece di chiudermi e nascondere il mio corpo continuavo ad aprirmi sempre di più, mi sentivo uno schifo, una troia. Si, e in quel momento non c'era niente che poteva farmi tornare in me, solo Ste, quando lo conobbi. Gine invece proprio l'opposto, chiusa in se stessa, con le cuffiette, sotto il sole senza toglierle. Ciò che mi preme è che stia meglio rispetto a ieri sera, e un po' sembra di sì. Ha salutato timidamente tutti stamani, era già fuori con Elisa e le abbiamo trovate già a fare colazione in sala colazioni. Stavano parlando e lei sorrideva, chissà cosa si dicevano. Leone invece parla poco, la guarda tanto ma non so come potrebbe sentirsi, Stefano lo sa, sicuramente.
«Gine che fai?? Vieni in acqua?» chiede Eli alla sua migliore amica alzandosi dallo sdraio dove era seduta con me.
La sua pancina mi fa sorride, è una volata di felicità, insieme alla mia, in questo periodo pesante.
«Nono, vai tranquilla» risponde Ginevra «Anzi faccio un giro, non vi preoccupate» mormora guardando me e lei e si alza. Sospiro notando Leo che invece si volta in acqua dalla parte opposta. Stefano in acqua con lui lo nota e mi lancia un'occhiata che ricambio.

[Stefano]

Mio figlio si è girato di schiena. So che sta tenendo tutto dentro, so che vorrebbe scoppiare lo so, so come stavo io. Ricordo ancora la mia rabbia la sera che ho spaccato il naso a Riccardo. So come ci si sente purtroppo. Guardo Emma e poi vado verso di lui.
«Leo.. ti va di fare una nuotata?» gli domando e lui non si volta, nega solamente. «E ja, io voglio stare un po' con il mio ometto» ammetto posandogli le mani sulle spalle «Una nuotatina veloce veloce mh?» ora si volta piano, senza però guardarmi e sospira. È la mia fotocopia, di Emma ha le labbra e il carattere. Niccolò invece è la fotocopia di Emma, ha gli occhi verdi come Marco ma i capelli biondi e gli occhi come quelli di mia moglie.
«Non mi va molto» si limita a dire guardando in un punto lontano a destra, evitando ancora il mio sguardo.
«Eh ja, chi arriva ultimo paga il pranzo a tutti» dico buttandomi in acqua e finalmente accorgo che mi segue, nuotiamo verso il lato infondo della piscina, lasciando andare prima lui e finalmente arriviamo.
«Pa, te e ste stronzate» mormora con un leggero fiatone. Io rido e lo abbraccio.
«Troppi divertente» dici mentre mi stacco da lui ma rimanendo attaccato al bordo. Ora sospiro, cercando di pensare a come iniziare il discorso.
«So che vuoi parlarmi di Ginevra» tira fuori lui. Ecco, immaginavo capisse e mi ha anticipato.
«Non esattamente di lei» rispondo «ma di come tu possa sentirti, perché io lo capisco» respira lentamente, stavolta guardandomi «Quando mamma era in quella condizione non voleva iniziare nessuna frequentazione»
«E quindi come hai fatto?» domanda.
«Semplice, le sono stato accanto, sempre. Se non voleva non le parlavo ma le stavo vicina. Diciamo che con mamma è stata più facile, perché l'ho conosciuta mentre a lei stava già succedendo ciò, più volte e l'ho aiutata ad uscirne, voi invece state insieme e avete avuto una crepa nella relazione, non per colpa vostra» gli spiego.
«Non stiamo insieme, stavamo» corregge.
Sospiro.
«Si ma comunque è diverso, mamma non era entrata in crisi così» parla lui.
«Che ne sai? Tua madre era in piena crisi, ha solo reagito diversamente. Ci sono più modi per reagire a una violenza, due dei quali: o diventi un riccio, come Ginevra, o lasci il tuo corpo perso ormai andare e aperto, come mamma. Nessuno dei due è corretto» continuo ad informalo «Quindi si magari Emma non sclerava, ma era comunque in crisi»
«Vabbene, ma quindi non sai nemmeno te così come fare con Ginevra» borbotta lui.
«L'unico modo, per qualsiasi tipo di reazione, è comunque starle vicino. Farti sentire che ci sei, non vuole? Bene le stai vicino ma in silenzio, lei sente comunque che ci sei ma nello stesso tempo non la stai pressando» mi guarda e stavolta sembra più convinto. «Domani approdiamo a Capri, magari riusciamo a tirarla un po' su così gira anche lei con noi l'isola e si fa un bel bagno in quel mare, che ne dici?» chiedo e lui fa spallucce.
«Ci provo» mormora e mi avvicino arruffandogli i capelli bagnati e lasciandogli un bacio tra essi.
«Per qualsiasi cosa conta su di me» gli dico e poi torno dagli altri lasciandolo lì a riflettere.

Hai finito le parti pubblicate.

⏰ Ultimo aggiornamento: Mar 17, 2025 ⏰

Aggiungi questa storia alla tua Biblioteca per ricevere una notifica quando verrà pubblicata la prossima parte!

Senza Averti Mai Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora