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[Elisa]

Incinta da 19 settimane e 5 giorni

È il 18 giugno, il caldo è dentro le mie vene e lo sente anche Celeste che oggi è particolarmente agitata. Si muove di continuo e si fa sentire. Ancora non sono riuscita a tirare fuori di casa di Ginevra ma so che i suoi si stanno preoccupando davvero tanto per lei che le fanno fatto iniziare un percorso psicologico prima che cada in depressione. In realtà ci ha parlato tanto Emma con i suoi, gli sta davvero tanto vicina a Ginevra e sa meglio di me come aiutarla. È importante darle supporto e starle vicina e noi ci proviamo. Leone invece si rifugia nelle sigarette, ne fuma tante ultimamente, forse troppe, è uscito dal giro di droga ma non riesce a fare a meno del tabacco. Lo so, lo vedo che vorrebbe Ginevra ma dall'ultima chiamata che lui ha sentito, è come se avesse messo un muro. Mi parla, certo, ma come al solito si chiude come sempre. So che gli ha fatto male sentire che non sa se lo ama, so che gli ha fatto male sentire la vulnerabilità e la tristezza di Ginevra.
Un piccolo calcio mi fa uscire dai miei pensieri e faccio una smorfia posando una mano sulla pancia. Celeste mi ricorda sempre che devo smetterla di pensare così tanto, forse non serve, forse non cambia la cose pensare.
Mi passo una mano sulla faccia e suono il campanello «Chi è?» sento la voce di Ginevra che arriva un po' più chiara e sicura.
«Io e Celeste, ci fa tanto caldo e abbiamo sete!!!» mormoro e apre la porta. Salgo su fino al suo appartamento e mi apre. Ha dei pantaloncini e una maglietta a maniche corte. Mi sorride.
«Vieni» entro e la trovo un pochino meglio. Cammina, si sposta, ancora non si butta sul divano. Va verso la cucina e mi riempie un bicchiere d'acqua per darmelo.
«Grazieee» ridacchio e bevo «Ti vedo meglio» la guardo ora e annuisce flebilmente.
«I miei mi hanno fatto iniziare da due giorni un percorso da una psicologa privata, ci sono andata sia ieri che stamattina e sto cercando di vedere le cose diversamente» mi spiega.
«Sono contenta, vedrai che ne uscirai» la rassicuro e annuisce ancora un po' incerta accennando un sorriso.
«Grazie» bisbiglia ma la sento.
«Senti oggi che film guardiamo? Un altro disney? Qualcosa della marvel?» chiedo euforica tornando in salotto. Ormai da quando non vuole più uscire le sto facendo fare la maratona dei film.
«Io.. veramente oggi volevo provare ad andare al centro commerciale.. se ti va» dice e rimango di stucco. Mi volto verso di lei e sorrido correndola ad abbracciarla. È un po' rigida ma cerca in qualche modo di ricambiare. Non ama più farsi toccare, non ama più il contatto fisico ma credo sia normale, ci vorrà tempo.
«Andiamo» le rispondo. Lei si sistema al volo e usciamo da casa sua e dopo aver preso un taxi arriviamo al centro commerciale. In realtà non m'interessano negozi né tanto altro, mi interessa che finalmente sta cercando di guardarsi intorno e capendo che non esiste solo il buio ma anche tanta luce. Giriamo qualche negozio un po' a caso e ci divertiamo nei negozi più assurdi, come quelli di caramelle o stupidaggini. Mi sento tornata bambina. Vedo che qualcuno mi riconosce dai social oppure dalla mia relazione con Nicco ma fortunatamente non mi ferma nessuno.
Ci passiamo quasi l'intera giornata, mangiando anche un gelato e inizio a vederla davvero meglio. Ora siamo seduti alla gelateria e sono veramente stanca.
«Grazie Eli, sono stata bene oggi» afferma e sorrido con la pancia che pesa sempre di più e Celeste sempre agitata «Ma te tutto ok?» mi chiede notandomi.
«Sono un po' stanca Gine.. insomma faranno quasi 40 gradi e sono incinta di 5 mesi, si sente tutta la stanchezza» le spiego anche un po' addolorata «Sinceramente non saprei nemmeno come tornare a casa, a piedi non posso farcela»
Lei mi ascolta «Chiama Nicco no?» propone.
«È con suo fratello a un pranzo della Roma, non voleva lasciarlo solo a casa, i suoi sono a lavoro e anche lui sta passando un periodino un po' così» le racconto e lei abbassa la testa.
«Immagino..» mormora e io sospiro «Comunque non puoi tornare in queste condizioni Eli»
«Lo so ma i miei sono a lavoro, Nicco se lo chiamo si preoccupa, so che sono le 16 ma questi pranzi vanno sempre per le lunghe, lui verrebbe anche ma c'è anche Leo.. insomma» la informo e lei deglutisce.
«Vedi te Eli.. insomma.. non stare a pensare a me ecco.. tanto prima o poi dovrò riparlarci» conclude. Ci pensiamo un po' e poi parlandone ancora decido di chiamare Nicco che, ovviamente preoccupato, mi dice che è appena finito il pranzo e che viene a prenderci con Leo. La vedo che è imbarazzata, che pensa a come sarà il nuovo "primo" incontro con Leone. Non tarda questa sua innocenza ad arrivare perché mi richiama Nicco dicendomi che sono fuori, arrivati.

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