[Leone]
Stropiccio anche questo foglio buttandolo non so dove e battendo le mani sulla fronte. Leone cazzo, calmati. È finita la scuola e iniziano le vacanze, ma a me di parlare di vacanze non va. È metà giugno, Niccolò e Elisa sono sempre per le loro giustamente a pensare al bambino, ancora non sono neanche riusciti a scoprire il sesso perché ogni volta che vanno il feto ha sempre le gambe chiuse. Sono completamente presi da questa cosa e non gli chiedo niente, è giusto così.
«Leo dovevi aver già fatto quei calcoli» dice Oscar con mezza canna in mano.
«Io.. ci sto provando» rispondo ormai con un mal di testa allucinante.
«Tieni Le, fatti questa buona così ti calmi» Giulia mi passa una canna già accesa e fumata da lei. La fumo anche io, sperando possa placare il mio nervoso. Ginevra ogni tanto mi scrive e io non le ho mai risposto, ho solo quei messaggi davanti agli occhi, non riesco a vedere oltre.
«Comunque ho chiesto a Eli ma tuo fratello non spaccia e non ha mai spacciato, a quanto pare dava un po' la sua» mi spiega Giulia e batto leggermente un piede a terra.
«Ti avevo detto che non serviva, sarebbe stato un problema mio» replico io.
«Vabbene ma almeno adesso sei sicuro e puoi farlo» interviene Daniele.
«Io volevo solo fumare un po', non spacciare» spiego.
«Leo non ci vuole niente, dai, quello che guadagni mezzo lo intaschi e mezzo lo mettiamo nel fondo nostro. Abbiamo già preso un po' di soldi» continua Oscar.
«Davvero, non voglio farlo, ho solo bisogno di questa roba e basta, ma comprandola non spacciando» dico duro mentre intanto fumo. Arriva Rebecca che mi toglie la canna di bocca e si siede su di me. È della 4C e l'ho conosciuta in questo gruppettino. Gli altri sono in classe mia, tranne Oscar che è fratello di Daniele ed è più grande di noi di due anni.
La lascio sedersi su di me mentre fuma quella canna.
«Leo e allora ti diamo quello che vuoi ma devi pagarci subito» spiega lei e annuisco.
«Non ho problemi, pago subito» rispondo e lei mi ripassa la canna, la rifumo fino a finirla e fino a sentirmi più leggero. Ormai passo tutte le sere qui, a casa di Daniele e Oscar, hanno i genitori separati e vivono solo con la madre che già è di sopra a dormire. È un'alcolizzata.
Mi sento libero, con gli occhi sicuramente rossi, il petto più leggero, ma a Ginevra la penso sempre.
«Vieni?» mugugna Rebecca in braccio a me.
«Dove?» ridacchio.
«Beh magari in bagno» risponde lei e mi sento subito di nuovo appesantire.
«No.. non posso» biascico facendola alzare da sopra di me.
«Ma ancora che stai con Ginevra?» domanda Giulia e nego.
«No, no è che devo andare» rispondo alzandomi dalla sedia.
«Mamma mia che poi scorbutica quella ragazza, parlava l'altro giorno con Elisa..» continua Giulia.
«Con Eli?» domando, sono completamente fatto, non so cosa c'era in questa canna.
«Si, parlavano di te ma non ho sentito altro Leo» mi spiega sempre lei. Penso ma poi cerco di scacciare qualsiasi pensiero.
«Non importa, sentite datemi questa roba, vi pago e vado» sentenzio cercando di essere lucido.
«Vabbene, ma sai che puoi dormire qui ogni volta che vuoi» dice Oscar.
[Elisa]
Sono due giorni che non rispondo a Ginevra e mi dispiace è che sono talmente sotto shock che non saprei nemmeno cosa dirle. In tutto ciò è arrivato il caldo potente di giugno e io non riesco più a coprirmi tanto. Sono a giro per il mio quartiere e Leone mi ha scritto che aveva bisogno di me e voleva pranzare con me, quindi mi sono munita di maglia larga e tuta e sono scesa di casa. Nicco oggi ha il pranzo di campionato e quindi era con la squadra.
Arrivo con un po' di fiacchezza in piazza e lo vedo arrivare verso di me, ma non è solo. Ride con altri ragazzi e riconosco Giulia, Rebecca di 4C e i fratelli Trantino.
«Ciao Eli» dice Leo e corrugo la fronte. Giulia mi saluta con la mano.
«Ciao» rispondo imbarazzata.
«Senti ti dispiace se vengono anche loro?» domanda Leo e io li guardo. Quando litigai con Giulia è perché voleva farmi uscire con questa gente qui, persone che non tollero molto ma non per la simpatia perché per carità potrebbero essere le persone più brave e simpatiche del mondo, ma perché semplicemente abbiamo altri gusti. Leo ci è sempre stato amico ma non l'ho mai visto fuori con loro e sinceramente non so neanche cosa ci faccia.
«Va bene» rispondo.
«Evvai finalmente rivedo la mia migliore amica» esulta Giulia salutandomi addosso ma mi prende alla sprovvista e mi batte sulla pancia. Leo ridacchia senza capire, e non mi sembra neanche lui.
Giulia mi guarda e si blocca.
«Cosa?» chiede tra sé e sé e inizia a toccarmi la maglia. Fa per alzarla e io cerco in tutti modi di tenerla giù.
«Ma sei incinta davvero e non mi dici niente?» domanda lei sorpresa e ora Leone capisce e si fa serio. La faccia di Giulia è un misto tra delusione e tristezza. «Sei una stronza» mormora e il suo tono di voce si incupisce. Non rispondo. Non so che dire, so solo che sto per piangere.
«Cazzo rispondi» e mi spinge. Traballo ma cerco di rimanere in piedi.
«Giulia che cazzo fai» si intromette ora Leo afferrandola per un braccio e trattenendola.
«Migliore amica di sta mischia, sei una stronza. Non mi dici più niente» e inizia un pianto isterico suo, facendomi sentire una merda.
«GIulia io..» provo a parlare.
«Ma vaffanculo stai zitta» continua e Leo continua a reggerla «Torna dalla tua amichetta del cazzo, quella sfigata di Ginevra» Leone ora sente quel nome e sembra perdere ogni riflesso. Molla le braccia a Giulia che mi si avvicina.
«È questa che te chiami amicizia?» chiede indicando il suo volto ricoperto di lacrime «Questa?» ripete alzando la voce. Io stringo gli occhi sperando che tutto ciò possa finire. «Certo, fai stare male la tua migliore amica mentre consideri una cogliona del genere una tua amica, piuttosto che me che mi conosci dall'asilo. Abbiamo fatto tutto insieme noi, tutto, invece ora ti senti miss sto cazzo, la ragazza del calciatore che in realtà è solo il fratello di Leone, l'influencer perfettina.. vaffanculo» dice tutto in un solo fiato e ancora non rispondo.
«Ora basta, stai esagerando» si rintromette Leone ma dentro di me non so cosa sta succedendo, sento che sto per prendere fuoco.
«Non mi difendere» parlo ora dura con Leone «Giulia io sto bene così adesso, litigavamo sempre, ti mettevi sempre a confronto con me, hai sempre voluto tutto ciò che avevo io e invece di essere contenta per me provavi invidia. Ti ho sempre voluto bene nonostante ciò ma poi hai iniziato a drogarti e io non voglio entrare in questi giri» lo guardo e mi si stringe il cuore vedere ora Leone con loro, spero di sbagliarmi «Detto ciò io non devo spiegarti niente della mia vita, faccio come e cosa voglio. Ti voglio bene e ricordo tutto di noi due ma non sempre funziona che ciò che fa una fa anche l'altra. Ho altri ideali e si tengo tanto a Ginevra quindi ora basta, non ho altro da dire» finisco e mi meraviglio per essere stata così calma. Leone guarda di lato e non mi guarda in volto. Lei sta zitta e si asciuga il volto.
Vado davanti a Leone.
«Perché mi hai scritto? Di cosa avevi bisogno? Mi hai fatta venire fino a qui a piedi, nelle mie condizioni per questo teatrino con Giulia?» chiedo.
«Io avevo solo bisogno di te» risponde.
«Maddai, per fare questa scenata? È
questo ciò di cui hai bisogno?» ora i suoi occhi nocciola raggiungono i miei «Cresci Leone, sei qui invece di capire cosa ha Ginevra, perché ha fatto quello che ha fatto e se veramente l'ha fatto. Cresci»
Non ho mai discusso con lui, mai, in 17 anni di vita, perché so che lui è puro istinto, a differenza di Niccolò, non ragiona.
«Sei una stronza» esce ciò dalla sua bocca e sento frizzarmi il cuore. Mi pungono gli occhi, sono le lacrime. Lui non pensa a ciò che dice, mai, e dovrebbe dare più peso alle parole. Da Giulia un "sei uno stronza" lo accetto ma da lui no, il mio migliore amico, il mio fratello non sanguigno.
Mi fissa negli occhi e io inizio a respirare male.
«Davvero lo pensi?» chiedo con il cuore in gola. Annuisce.
«Vai pure da Ginevra adesso, a difendere la tua migliore amica no?! Tanto è meglio stare vicino a lei ed aiutare lei piuttosto che me» parla ma è la sua rabbia a parlare, anche i suoi occhi sono lucidi.
«Non fare il geloso, sai quanto tengo a te» rispondo. Non parliamo ad alta voce ma è comunque una discussione a tutti gli effetti. Gli altri stanno parlando tra di loro, mentre Rebecca abbraccia e coccola Giulia.
«Ma se invece io ho bisogno e tu non ci sei.. Sei anche codarda oltre che stronza» dice con fermezza e io mi sto agitando.
«Smettila di offendermi» replico.
«Vai vai, puoi andare» mi fa cenno con la testa di andare e le lacrime mi stanno offuscando la vista. Non mi ha mai trattata così.
«Sai che sono venuta fino a qui a piedi» gli ricordo.
«Sai che è almeno un mese che ho bisogno di te» ammette lui.
«Senti sai cosa? Vaffanculo, tanto viene visto solo quello che non faccio. Sto cercando di capire cosa è successo tra voi perché non parlate, sto facendo i salti mortali nonostante sono a quasi 5 mesi di gravidanza» gli spiego.
«Elisa smettila, non c'eri te quando piangevo, non c'eri te quando ho letto quelle chatt, non c'eri te quando ho raccontato tutto a Niccolò» parla e mi fa sentire una merda, ora una lacrima riga i miei occhi.
«Io c'ero invece» mi sforzo a parlare nonostante le lacrime «Ci sono sempre stata per te ma a quanto pare non lo hai mai notato, anche l'altro giorno allo stadio. Ginevra è tre giorni che mi scrive e non ho mai risposto. Io non so cosa fare con voi, davvero» lui deglutisce vedendomi così ma tanto quando vuole avere ragione non fa passi indietro. Mi guarda negando con la testa. Non risponde, non parla.
«Sei un bambino, ha sempre avuto ragione Niccolò» sputo fuori e le sue pupille sembrano ingrandirsi.
«E allora vai, vai da lui e non tornare da me se litigate. Non ci sarò» risponde alzando ora il tono e ho quasi paura. Vorrei solo abbracciarlo, vorrei solo mi abbracciasse. Vorrei che mi dicesse che mi vuole bene e che è tutto ok. «Un bambino.. un bambino io?!» la sua voce continua ad aumentare, ma probabilmente sembra solo a me.
«Vai torna a pensare ai cazzi tuoi e scordati della nostra amicizia, vaffanculo Elisa» ora sussulto, ora sento il mio cuore spezzarsi. Mi fa male il corpo, mi fa male tutto.
«Sei tu lo stronzo» Prendo forza da non so dove e mi volto camminando via, cammino. Cammino senza fiato, cammino con il mal di gambe e cammino con la paura per lenticchia. Le avrò causato tanto stress. Non posso chiamare Niccolò, è al pranzo e sicuramente verrebbe via da me preoccupato. Con il mio migliore amico ci ho appena discusso e a Ginevra non le rispondo da tre giorni. Mi manderebbe a fanculo anche lei ma è l'unica che posso provare a chiamare. Mi appoggio al muro di questo piccolo vicolo e poso una mano sulla mia pancia, con l'altra scorro in rubrica e chiamo Ginevra. Squilla almeno 5/6 volte ma non risponde. Sbuffo e riprovo ancora, la richiamo altre 4 volte e finalmente risponde.
«Senti non insistere, non mi rispondi da..» parla subito ma poi mi sente piangere.
«Scusa» mormoro dispiaciuta per i messaggi. Lei aveva bisogno di me e invece ho dato piu attenzioni ad un coglione. Io voglio bene però a questo coglione.
«Che succede? Dove sei?» chiede sentendo le macchine.
«Ho litigato con Giulia.. con Leone... mi fanno male le gambe, la pancia, il corpo.. ho paura» parlo velocemente.
«Calmati, arrivo in motorino, mandami la posizione su whatsapp»
[...]
Sono a casa di Gine da almeno mezz'ora, mi ha fatta calmare, mi ha fatto rinfrescare un po' e ora sono qui con lei a testa bassa, sedute sul suo letto.
«Puoi guardarmi eh» mormora dolcemente lei. Nego con le lacrime agli occhi.
«Sono stata una stronza con te» rispondo.
«Ti ha raccontato Leone, vero?» domanda e ora annuisco. Sospira.
«Io non l'ho tradito Eli, te lo giuro» mi spiega e alzo lo sguardo guardandola.
«Non importa più, è uno stronzo, hai fatto quello che ti sentivi» mi guarda e nega e afferra una mia mano.
«Io.. sì ho fatto una cazzata..» dice «Volevo in tutti modi salire di categoria e il vice allenatore poteva darmi un'opportunità.. ma solo tardi ho capito che non era così..» la guardo non capendo.
«Voleva le mie foto nuda» dice ora abbassando lo sguardo, le parole le muoiono in gola «Inizialmente diceva che servivano per i provini, solo così poteva aiutarmi e io ovviamente non gliele ho mandate.. ha voluto però vedermi singolarmente più volte facendomi allenare da sola ma poi si avvicinava sempre di più a me e..» piange e a me si stringe lo stomaco.
«Che ti ha fatto?» domando preoccupata, mi guarda e continua a piangere.
«Ha iniziato a toccarmi.. da sopra i vestiti, e io.. io cercavo di allontanare le sua mano ma era forti.. e.. entravano nelle mie coulotte e, cercavo di spostarmi, di mandarle via.. e» stringe gli occhi e le mani sulle lenzuola del letto «Scappai e chiamai Leo, volevo dirglielo ma non ci sono riuscita, mi parlava dei gemelli, mi parlava di quando si era divertito al matrimonio.. e non me la sono sentita»
Non mi rispondo sono solo senza parole.
«Poi è risuccesso, lo faceva spesso, mi tocca anche in presenza di altri ma senza farsi vedere e io cerco di dileguarmi... poi mi scriveva e continuava dirmi che potevo rischiare la graduatoria sé non andavo alle lezioni private ma non sono andata più, all'ultimo allenamento però il mister mi ha intrattenuta per spiegarmi le cose essendo il capitano e Cristian, il vice.. era rimasto anche lui. Le mie compagne erano già andate via quando io sono entrata in doccia.. e pensavo anche loro due.. invece Cristian..» non riesce a parlare.
«È rimasto lì?» domando preoccupata e annuisce, ora le sue lacrime scorrono una dopo l'altra.
«È arrivato da dietro e ha iniziato a toccarmi, io te lo giuro Elisa ho iniziato ad urlare, a chiamare Leone, volevo scappare ma mi teneva forte. Non respiravo, Eli..» la guardo stringendole le mano mentre il suo battito aumenta visibilmente.
«Lui ha violato la mia privacy, mi ha vista nuda, mi ha toccata e mi sono sentita morire, non riscrivo più a reagire. Lui si è abbassato i pantaloni e.. ha provato a entrarmi dentro più volte, ma mi spostavo continuamente... ma l'ha fatto, anche se per poco l'ha fatto e io da quel giorno non vivo più» poso una mano sulla mia bocca e piango anche io.
«Che cazzo dici?» domando.
«Eli non ti arrabbiare.. io mi sono divincolata fino alla fine» ripete piangendo.
«Ginevra quest'uomo ti ha violentata» sputo fuori e lei piange senza dire niente «Perché cazzo? Perché cazzo l'hai fatto?» chiedo disperata.
«Eli scusa.. io non ho fatto niente.. pensavo solo di fare dei provini per la categoria.» replica piangendo e nego.
«Non dico questo, non devi scusarti, ma perché hai retto tutto da sola fino ad ora? Perché non mi hai detto niente?» piango senza darmi spiegazioni. Mi fanno male gli occhi da quando ho pianto oggi.
«Io.. non sapevo come farlo, eri così felice ultimamente, hai i tuoi pensieri.. sei incinta» piange anche lei.
«Gine.. tu per me sei come una sorella.. tu dovevi dirmelo, dovevi dirmelo dalla prima volta che si era avvicinato.. forse potevo evitarti ciò, forse potevo aiutarmi e invece.. invece io non ho fatto niente per te» singhiozzo come una bambina e lei mi abbraccia.
«Non sentirti in colpa» mormora lei tra le lacrime «Credimi che lo avrebbe fatto lo stesso e non volevo metterti in mezzo a questa cosa» mi spiega.
«Gine ma ora devi fare qualcosa, lo devi denunciare.. devi parlare con Leone, devi dirgli la verità» parlo a raffica ma nega continuamente.
«Addio serie C se lo denuncio» risponde «E Leone sarebbe capace di fare un casino e mettergli le mani addosso»
«Per una volta che ha ragione!» rispondo convinta «E smettila con questa serie C, se sei brava ti prendono lo stesso, togli questo coglione dalla tua palestra, parlane con il mister. Vengo con te al prossimo allentamento. Quando è?»
«No Eli, non se ne parla, stanne fuori» dice lei.
«Gine, basta ora, basta, ti rendi conto di ciò che hai subito o no?» la faccio ragionare ma sono un po' troppo dura infatti abbassa la sguardo. «Non puoi pensare di farcela da sola, hai subito un trauma Gine.. non voglio immaginare la tua ansia di entrare in quella palestra, di rivedere quella doccia, di rivedere lui.. per favore.. starò attenta ma fatti aiutare» la supplico.
«Ok.. però non ne parlare a nessuno ancora, né a Leone, né a Niccolò»
ECCOMI QUA, questo
capitolo è bello tosto e importante! Aspetto tanti commenti'
_FCwriting (Miley)
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Senza Averti Mai
FanfictionQuando tutto sta crollando, quando le aspettative sono poche e quando non ti resta veramente niente arriva il momento in cui con le tue uniche forze cerchi di rialzarti. Ma no, non lo fai per te, lo fai per chi hai messo al mondo: lo fai per tuo fig...
