[Niccolò]
Mi guardo allo specchio sistemando il colletti e stendendo bene addosso a me questa giacca. È giovedì e finalmente domani faccio la scappata al mare con Eli, mi manca passare del tempo da soli. In questi giorni ho per la testa tremila cose, le partite, il matrimonio dei miei, la gravidanza di mamma e dei miei due nuovi fratellini e infine Eli, che sembra star meglio ma è come se c'è qualcosa che in questi giorni le crea un po' di freddezza, e ho paura: paura che non mi voglia più, paura di perderla. Io sono talmente innamorato che anche se ho solo venti anni già sono convinto che è la donna della mia vita. Papà Ste mi posa le mani sulle spalle e mi guarda da dietro.
«Ammazza come sei bono» dice e rido. Sono insieme a lui, il suo migliore amico nonché Marcello il papà di Elisa, Leo e suo papà nonché nonno e anche il papà di mamma e stiamo scegliendo i completi per il matrimonio. Papà in realtà già l'ha scelto, un classico ma elegante nero. Io ne ho provati due, ma questo mi piace particolarmente, è color caffè con sotto una camicetta bianca. Leo invece ne ha provato uno grigio scuro e gli sta molto bene. Sta crescendo anche lui oramai, ma anche lui lo vedo diverso, è fisso al telefono a scrivere a Ginevra e anche Elisa, che sarebbe la mia di ragazza. Ovviamente non sono geloso di mio fratello, ma insomma Elisa manco si fa sentire con me e scrive fisso a lui, un po' mi rode. Non capisco perché.
«Poi capirò perché Elisa fa così» dico scocciato mentre rientro in camerino con Leo.
«Ma no, così come?» chiede ingenuamente mio fratello.
«Vuoi farmi incazzare?» rispondo mentre intanto mi spoglio e mi rivesto con la tuta, tanto ho scelto e mi metterò il completo color caffè l.
«Senti non ti agitare» dice a sua volta lui «Io non ho fatto niente, e te non allungare il collo sul mio telefono. Eli mi ha scritto solo per sentire come andava» spiega lui. Sto per rispondergli male ma riprendendo il telefono in mano mi rendo conto che Eli ha scritto anche a me. Mi ha chiesto come va e se ho scelto il completo.
«Ah scusa, l'ha chiesto anche a me» ammetto a Leo dispiaciuto che tira un sospiro di sollievo.
«Vedi? Stai calmo» continua lui.
«Mi sarò rincoglionito io allora, ma ormai da qualche settimana mi sembra strana» affermo e lui mi guarda senza dire niente.
«Ma no... sarà solo stanca» finisce col dire e annuisco non molto convinto.
[Elisa]
Sono stati due giorni impegnativi, ho aggiornato Leo della visita e mi sta molto vicino. Mi ha aiuta con lo zaino a scuola, cerca di farmi evitare le scale e si inventa qualcosa con i bidelli per farci prendere l'ascensore. Continua a ripetermi di parlarne con Nicco e giuro che lo farò, non so quando ma lo farò. Anche Gine pensa le sue stesse cose e da una parte cerco di capirli, vorrei solo trovare il coraggio. Stanotte ho rivisto Nicco, abbiamo dormito insieme senza però fare l'amore. Gli ho rifilato la scusa del ciclo che ha detto sua madre e che quindi non avevo gran voglia. In realtà è semplicemente sicurezza per non peggiorare la mia situazione, da quando ho quell'ecografia in borsa è scattato qualcosa dentro di me. Mi sono sentita nuova, diversa, più grande anche se in realtà sono piccola e questa è una cosa enorme rispetto a me. Quando martedì tornai a casa dopo la visita sono stata almeno un quarto d'ora senza maglietta davanti allo specchio a guardare la mia pancia. In realtà è ancora come sempre ma ora ho quell'ecografia che conferma tutto. Non so ma da quando mi sono sentita mamma vicina, mi sento più sicura. Sto pensando tanto se tenere o meno questa lenticchia ma la cosa certa è che devo davvero parlarne con Niccolò. A quasi 21 e 17 anni magari non immaginavamo ciò ma è successo e non posso continuare a nascondermi, dobbiamo scegliere.
«Tra un po' sta a noi amore» dice mamma posando una mano sulla mia gamba. È venerdì, sto attendendo la ginecologa mentre ho già preparato una borsa con due cambi per andare al mare con Nicco, tanto è Aprile non credo che faremo il bagno ma spero comunque di trovare una bella giornata.
«Però mi raccomando stai attenta in questi due giorni con Niccolò» suggerisce mamma e annuisco «E qualsiasi cosa chiamami, non so quando vorrai parlargliene ma sai come è fatto Nicco, potrebbe voler star solo e pensare. Tu chiamami mh?» la ascolto e annuisco. Aspettiamo fino a che la ginecologa ci chiama. Rivedo dopo due giorni la mia lenticchia, è sempre uguale ma mi rende serena ogni volta che la vedo. La dottoressa dice che stiamo meglio, sia io che lenticchia, che sono stata brava in questi due giorni e dovrò continuare così. Mi chiede poi se ci ho pensato all'aborto ma nego, devo sentire Nicco.
E nei pensieri me ne torno a casa e sono già qui ad aspettarlo, sta per passare a prendermi. sono ad aspettarlo sul divano di casa mia.
Da "amore❤️": amore scendi ci sono
Mi preparo e mamma mi aiuta a portare giù la borsa che ho preparato per questi due giorni e mi accompagna fino alla macchina. Apro lo sportello.
«Eccoti! Ciao Fra» mi saluta Nicco salutando anche mia mamma.
«Sono venuta a salutarvi, mi raccomando fate perbene» dice mamma e la fulmino.
«Mamma sono solo due giorni tranquilla, grazie per l'aiuto» rispondo riprendendo lo zaino e sedendomi in macchina.
«Tranquilla davvero, ci penso io a sta rimbambita» si aggiunge anche Nicco ridendo con mamma e li mando scherzosamente a fanculo. La salutiamo e partiamo. Non so descrivere questa oretta di machina, lui è concentrato alla guida e io non smetto di fissarlo, forse perché ho perso completamente la testa, forse perché penso a un noi in miniatura e non ci credo nemmeno.
«Ho fissato una stanza in hotel per una notte ok?» chiede e sorrido guardandolo. «Che è? Che ho?» chiede guardandosi allo specchietto centrale.
«Niente amore, sei bello» rispondo e sul suo volto si forma un sorriso. Continua a guidare fino a che non giungiamo a destinazione.
Cerco di prendere lo zaino ma mi raggiunge lui afferrandolo.
«Leo mi ha detto che ti era presa un po' di infiammazione muscolare, chiedi aiuto ci sono io scema» si affretta a dire aiutandomi e ringrazio dio che Leo ha mantenuto il mio piccolo segreto. Se Nicco dovrà saperlo, deve uscire dalla mia bocca. Facciamo le cose burocratiche alla hall e poi andiamo in camera nostra, la 250. È super carina e accogliente e si affaccia sul mare. Sistemiamo le cose e poi mi affaccio al balcone. L'aria e il vento di mare mi accarezzano i capelli e mi beo di ciò finché Nicco da dietro mi cinge i fianchi portando poi le mani nel basso ventre e stringendomi. Un brivido passa per tutta la mia schiena e vorrei togliergli le mani ma lascio fare. Cerco di rilassarmi guardando il mare appoggiata a lui.
«Grazie» sussurro.
«Per cosa?» domanda ingenuo.
«Per tutto ciò che mi regali ogni giorno» mi volto verso di lui e lo bacio. Sento la sua voglia salire sempre più.
«Voglio fare l'amore con te» bisbiglia nel mio orecchio accendendo una fiamma dentro di me, ma resto lucida. Devo stare buona per un altro po' mi ha detto la dottoressa, niente sforzi o disturbi alla pancia.
«Amore ma sono già le 18, sarebbe il caso di farci una doccia e prepararci no? Ci godiamo la serata al mare, in centro e in qualche ristorante poi domani ci godiamo la spiaggia» spiego e lui fa il broncio.
«Cattiva» bimbo, ridacchio.
«Dai scemo»
Ci facciamo la doccia e verso le 19:30 riusciamo a essere nei viali del centro. Seppur non è estate qui c'è sempre tanta vita, persone che escono, bar, ristoranti e locali aperti e bancarelle lungo mare. Dopo aver girato un po' troviamo finalmente un ristorante che ci ispira e entriamo prendendo un tavolo per due. È un ristorante tranquillo ma abbastanza elegante, io ho un golfino bianco con il colletto e un jeans a zampa di elefante, lui ha una camicia nera un jeans semplice. Qualche paparazzo gira sempre intorno a noi e Nicco nonostante lo stress cerca di non essere mai scorbutico e di non cedere mai. Troviamo anche qualche tifoso della Roma che lo riconosce e gli chiede qualche foto. Mentre guardo questi momenti penso a lenticchia e alle mie ansie, mi chiedo se davvero è il caso di tenerlo o no, se davvero riusciremo a gestire tutto.
Finalmente arrivano i nostri piatti e iniziamo a mangiare.
Drin, messaggio a me, drin drin, altri due messaggi.
«Mmh, che palle» mormora lui.
«Scusa amo» prendo il telefono e leggo. È Leo.
Da "migliore amico coglione🫶": glielo hai detto?
Da "migliore amico coglione🫶": voglio essere il primo a saperlo eli
Da "migliore amico coglione🫶": daii
Rispondo
A "migliore amico coglione🫶": ci sono ora a cena insieme, non rompere
poso il telefono sul tavolo e ci rimettiamo a mangiare quando arriva di nuovo un messaggio.
«Ma si può sapere chi cazzo è a rompere i coglioni a cena?» chiede Nicco già alterato.
«Tuo fratello.. niente di che» rispondo a Nicco leggendo però il messaggio.
Da "migliore amico coglione🫶": non puoi nasconderglielo Eli, è una cosa importante. Devi parlarci
«Eli, sei a cena con me, togli il telefono che mi sto innervosendo» dice giustamente lui. Tolgo la suoneria al telefono e lo metto in borsa.
«Scusami, sai è un coglione.. è tutto ok voleva un po' rompere» lo rassicuro e annuisce e finalmente iniziamo a mangiare. Passiamo una serata piacevole, camminiamo a giro mano per la mano e ogni tanto ci ferma sempre qualcuno ma non è un problema. Nicco si prende qualcosa da bere a giro nei locali cercando di offrirlo anche a me ma ovviamente rifiuto e fortunatamente non insiste più di tanto.
Camminiamo fino a quando decidiamo di tornare, sono stanca, infinitamente stanca e sento un piccolo dolorino alla pancia. La dottoressa mi ha detto che è normale finché non mi ristabilisco ma comunque è bene che non appena lo sento mi fermo e mi riposo.
«Senti amo, vado in bagno e mi sistemo per venire a letto che sono un po' stanca ok?» dico a Nicco che intanto si spoglia per cambiarsi.
«Va bene tranquilla» risponde.
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Senza Averti Mai
FanfictionQuando tutto sta crollando, quando le aspettative sono poche e quando non ti resta veramente niente arriva il momento in cui con le tue uniche forze cerchi di rialzarti. Ma no, non lo fai per te, lo fai per chi hai messo al mondo: lo fai per tuo fig...
