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[Niccolò]

Oggi sono da mio papà sanguigno, Marco e gli sto raccontando dell'accaduto. Insomma giocando in serie A non voglio aver problemi di nessun genere ma sopratutto e specialmente anche per mamma. Abbiamo portato Edo al nido, mio fratellastro ma lo amo, Gaia è a lavoro e papà ha il turno notturno quindi oggi sto con lui.
«Per tutto quello che ci ha fatto quel coglione» dice papà accendendosi una sigaretta e appoggiandosi al balcone. Ho gli stessi suoi occhi me lo dicono tutti, ma sono uguale a mamma e ne sono fiero nonostante voglia bene anche a lui.. ho imparato a volerglielo dopo tempo ormai.
«Io non so tutto papà, però insomma siete parenti, potresti fare qualcosa? Io non lo voglio tra i piedi.. mi ha messo un po' d'ansia» ammetto «Sopratutto per mamma»
«Lo so Nicco» mormora guardandomi «Ci ha sempre minacciato tutti, con una scusa o con un'altra.. mi fece entrare in un droga e mi minacciava su mamma.. stai attento Nicco. A te non ha chiedo niente?» racconta poi chiedendo.
«No.. mi ha offerto una sigaretta ma giusto per parlare.. poi ho capito chi era e mi sono un po' spaventato» continuo a raccontare.
Spegne la sigaretta e si mette sul divano mentre pensa scrollando tra la sua rubrica.
«Non so che fare.. se chiamarlo o meno. Ho paura di peggiorare le cose capito? Non è mai stato normale. Sicuramente ora è migliorato da anni fa e certe cose non le fa più, ma perché deve intimorire ora? Io non so ch....» non fa in tempo a finire di parlare che gli squilla il telefono. È papà Ste.
«Lo sa?» chiede papà e faccio spallucce. Io ancora non ho parlato con lui ma lo avrei voluto fare.
«Pronto, si Ste, dimmi.... Si lo so, è qui con me. Vuoi che te lo passo?.... si mi ha accennato qualcosa ma non so che fare..... okok, te lo passo» mi passa il telefono e rispondo.
«Pa'» dico «Dimmi»
«Nicco perché non me lo hai detto subito?» chiede lui calmo ma sento la sua agitazione.
«Volevo farlo.. scusami ho solo avuto paura di agitare te e mamma» spiego.
«Voglio tu stia tranquillo ok? Ci penso io. Raccomando i servizi sociali di stargli più addosso. È vero che ora è libero ma ha comunque la prova, ho già parlato con chi di dovere e lui non può fare niente sennò lo risbattono dentro, capito?» mi spiega tutto e ringrazio Dio di avere lui nella vita mia e di mamma.
«Scemo non mi devi ringraziare, è fortunatamente mio lavoro. Senti stasera parliamone con mamma, deve saperlo. Dobbiamo dirglielo solo il modo tranquillo, ascoltami non le può fare più niente,ma è giusto sappia tutto ok? Ripassami papà vai» dice e lo sento sereno e quindi adesso sono più sereno anche io.
«Va bene, Grazie pa' ti voglio bene» dico prima di passare il telefono a papà Marco. Parlano un po' loro due e poi papà riattacca.

[...]

«Amore ma che cazzo dici?» ecco mamma super agitata già solo dopo aver sentito il suo nome. Siamo qui con lei io e papà, Leo è da Ginevra a prepararsi per la festa e Chloe già dorme, è sera e io dovrei passare a prendere Eli per andare al compleanno di Ginevra ma prima volevamo parlare con mamma.
«Em non ti agitare per favore» dice papà stringendola, seduti affianco sul divano. Io sono in piedi quasi pronto per andare.
«No Ste un cazzo» si alza agitata e si avvicina a me «Ti ha fatto qualcosa? Nicco dimmelo» dice lei molto agitata con le lacrime agli occhi.
«No mamma tranquilla» rispondo prendendo le sue mani «Non mi ha fatto niente» ora mi abbraccia e mi stringe a sé. Le lascio un bacio tra i capelli, visto che adesso sono più alto di lei e si alza anche papà abbracciandoci.
«Non può farti più niente» confessa papà abbracciato a noi «A nessuno di noi, neanche a Nicco. Voleva spaventarlo e spaventarci ma ho già messo in guardia i controlli ok?» mamma ora annuisce staccandosi da noi e guardandoci.
«Se risuccede però Nicco dillo subito,
ditelo subito anche a me!» parla guardando sia me che papà.
«Si ma stai tranquilla se risuccede lo mando ai domiciliari, così altro che controllato» risponde papà.

[...]

«Amore scusami eccomi» dice Eli salendo in macchina e baciandomi.
«No scusami tu amore, ho parlato con mamma» le spiego e mi sorride.
«Hai fatto bene» risponde e andiamo diretti a casa di Ginevra per prendere Leo e lei per poi dirigerci direttamente in discoteca, dove festeggerà. Non vado in disco da una vita ormai, ma oggi per un compleanno ci sta. Arriviamo tutti e quattro nel locale e troviamo alcuni amici di Gine, Elisa e Leo già ad aspettarci. Dopo torneranno con loro in macchina perché io, per via degli allenamenti, non posso fare molto tardi e vado via prima. Entriamo dentro e andiamo al tavolo prenotato. Mi siedo sul divanetto insieme a mio fratello, mentre le ragazze parlano guardandosi intorno. Staranno già facendo quello che loro chiamano "gossip". Eli si toglie il cappottone che aveva addosso ed è bellissima, ha un vestitino blu brillantinato senza maniche, che le fascia tutto il corpo fino a metà coscia.
«Sai che starò tutta la sera qui vero?» dice Leo. Lui è come me, a noi piace andare a ballare solo per l'atmosfera ma non balliamo. Ci beviamo un drink e guardiamo gli altri. La serata procede bene e Ginevra si diverte festeggiando con i suoi amici. Ora anche Leo è andato a divertirsi con i suoi amici, io invece sono sempre qui, con il mio drink in mano ancora mezzo da finire.
«Dai Nicco, vieni un po' anche te» dice Eli felice venendo da me e tirandomi dalla mano.
«Amore ma lo sai.. io non ballo» rispondo.
«Eddaiii, fallo per me» ridacchio e mi alzo e insieme raggiungiamo gli altri. Provo a ballare ma più che altro la guardo ed è davvero bella. Non ho mai amato nessuno, ma lei la amo davvero e tanto. I suoi occhi azzurri sorridono spensierati e la tiro a me baciandola.
«Ci ha messo tanto eh» mormora nel bacio e sorrido ampliandolo. Tutto mi si gela quando mi viene spontaneo aprire gli occhi e al bancone di fronte a noi vedo quel tizio, Riccardo. Mi stacco da Eli.
«Tutto bene?» mi chiede e annuisco mentre vedo che Riccardo mi ha notato. Il vocalist fa gli auguri a Ginevra e tutti le sorridono ma io continuo a guardare lui mentre chiede qualcosa al barista e poi si avvicina noi.
«Ciao ragazzi!» dice lui e rabbrividisco.
«Questo è per la festeggiata, Ginevra» parla mostrando un drink appena fatto dal barista dopo aver sentito il nome di Ginevra «E per la sua bella amica..?» domanda guardando Elisa.
«Elisa» risponde lei contenta non capendo.
«Ma lo avete chiesto voi il drink?» si intromette Leo non capendo.
«No non lo vogliono» parlo ora io guardando Riccardo.
«Dai Ni' che sarà mai» risponde Eli «è stato carino il signore» Già Eli ma non sai chi è. La mia ragazza fa per portarsi il drink alla bocca ma le viene un senso di nausea. Prendo io quel drink togliendolo di mano alle ragazze.
«Oddio non ce la faccio, Gine scusa» se ne va e Gine le corre dietro, penso verso il bagno.
«Ma vaffanculo» gli dico e butto il drink al primo cestino che trovo seguendo le ragazze e come presupponevo sono in bagno.
«Tutto bene?» chiedo fuori dal bagno.
«Sì Nicco, doveva solo vomitare» risponde da dentro Gine un po' ubriaca.
«Immaginavo, ma lei non ha bevuto niente in tutta la serata..» dico pensando e torno di là. Ora si che mi congelo vedendo Leone parlare con Riccardo e gli altri.
«Ma si può sapere chi cazzo sei?» sento Leone abbastanza agitato.
«Leo lascia fare» intervengo io.
«Mi sta dicendo che ti conosce bene, insomma sono tuo fratello dovrò pur sapere che succede e chi è questo che offre il drink alla mia ragazza e alla mia migliore amica?» risponde Leone e Riccardo ci guarda capendo che siamo fratello.
«Senti Leo ti spiego poi ora lascia fare» suggerisco cercando di farci allontanare da lui. «E te non ti far rivedere» dico a lui. Faccio per voltarmi ma continua a parlare.
«Sai che la tua ragazza assomiglia un po' a tua mamma?» domanda e mi volto immediatamente. Quando sento nominare mia madre non capisco più niente. Sono rosso in volto e lo guardo e Leo cerca di capire affianco a noi.
«Sì vedi, guardala» dice guardando dietro di me.
«Eccoci siamo tornate» parla Gine con Eli ma io non mi volto fisso lui.
«Vedi carina, alla mano.. solo una differenza c'è» continua e stringo i pugni.
«Tua madre era ed è una puttana» non ci vedo più niente e mi butto su di lui spingendolo.
«Lascia stare mia mamma hai capito?» dico molto offeso e incazzato.
«Ma che cazzo vuole da mamma questo?» si intromette Leo agitato. E sento anche la voce di Eli che sta cercando di capire cosa succede.
«Leo va via» consiglio a mio fratello che però rimane lì.
«Perché sentiamo cosa mi fai se non lascio stare tua mamma? È una puttana» ripete «E tu sei il figlio viziatino dai soldi che ha preso da me dandola a tutti» no, questo è troppo. Mi butto su di lui tirandogli un cazzotto non so dove e tutti cercano di separarci. Leo anche, mentre piange non capendo. Prendo un cazzotto in faccia ma non me ne frega. Riescono finalmente a separarci e mi allontano fuori dal locale, ma sento che mi seguono.
«Amore ma che cazzo fai.. amore oddio era lui» Elisa.
«Niccolò mi spieghi che cazzo c'entra mamma» Leone.
«Nicco fermati» tutti, sento la voce di tutti e sento che sto per esplodere.
Mi sento toccare una spalla e mi volto.
«Basta, basta» ripeto a voce alta con le lacrime agli occhi «Lasciatemi fare, non posso farmi vedere qui. Se ci sono paparazzi è la fine per me»
«Nicco non c'è nessuno, calmati» sento Eli che mi prende la mano. «Siamo nel retro della discoteca non c'è nessuno» prendo un respiro e mi volto di nuovo e lei mi abbraccia e ora anche Leo, anche se non capisce. Con calma cerco di spiegargli qualcosa ma non tutto mentre Eli e Gine sono andate a recuperare del ghiaccio per la ferita che ho sulla tempia. Gli ho solo detto che mamma da giovane lavorava in un locale come cameriera e lui la definisce a caso puttana.
Preferisco non dirgli tutto per tutelarlo, e va bene così.
«Ci penso io a dirlo a mamma, altrimenti si agita ok?» dico a Leo e lui annuisce. «Sentite io comunque devo tornare a casa, è già troppo tardi per me e domani mi alleno» spiego «Voi Leo, Gine, Eli tornate dagli altri tranquilli, e festeggiate» dico forzando un sorriso.
«Sei sicuro Nicco?» chiede Gine.
«Assolutamente, andate, tanto lui lo hanno sbattuto fuori, potete divertirvi sereni, anzi voglio» ammetto e Leo sorride.
«Io però vengo via con te» parla ora Eli guardandomi «Ti dispiace Gine? Non mi sento neanche troppo bene.. sono un po' turbata»
«Macché amore» Gine va ad abbracciarla e la stringe. Saluta anche Leo.
«Ciao ragazzi fate perbene, Leo qualsiasi cosa chiama» dico a mio fratello, prendo per mano Eli e ce ne andiamo. Facciamo un viaggio per lo più silenzioso fino a casa sua.
Mi fermo e la guardo.
«Ei.. va tutto bene» le dico portandole una ciocca di capelli dietro l'orecchio «te piuttosto come stai? Non mi sembra che questo disturbo ti sia passato»
Finalmente mi guarda e mi sorride «No sai ma non credo che stasera era disturbo, penso alcol»
«Amo ma non hai bevuto niente» affermo.
«No lo so, ma l'ho sentito e mi ha dato fastidio l'odore. Hai presente quando tipo arrivi alla nausea da quando bevi un drink? Ecco mi ha ricordato un vecchio drink per cui sono stata male perciò.. già sto male di stomaco e poi questo tac. Coincide!» mi spiega.
«Beh effettivamente può essere» dico convinto ora anche io. Mi guarda stringendomi le mani e toccandomi un po' la ferita.
«Nicco io ho paura.. se continua a rompere così..» ammette.
«Amore tranquilla, domani mattina parlerò subito con mamma e papà e lui saprà come fare.. promesso» rispondo fiducioso. Fortunatamente mio papà fa questo lavoro e su ciò mi sento protetto.
«Va bene.. fammi sapere» dice lei e annuisco baciandola. Ci salutiamo bene, direi anche troppo visto che iniziamo a fare l'amore in macchina sotto casa sua, e non appena finito esco sazio da dentro di lei. Ci ricomponiamo, la ribacio e ci salutiamo per davvero.

[Emma]

Domenica mattina, sono le nove e sono già in piedi, Niccolò tra meno di due ore ha l'allenamento e infatti già sento muoversi qualcuno in cucina. Scendo giù lasciando Ste a dormire e vedo Nicco di schiena a prepararsi un caffè.
«Buongiorno amore» mormoro assonnata.
«Giorno mamma» risponde lui senza voltarsi.
«Che fai manco mi saluti?» dico a battuta.
«Ma sì mamma, vieni qua» mi prende al volo e mi abbraccia e manco faccio in tempo a guardarlo. Però lo stringo, lo stringo forte. Mi stacco e mi immobilizzo guardandolo.
«Niccolò» riesco solo a dire mentre guardo la sua tempia. Non riesco a dire altro e lui mi guarda.
«Mamma non è niente.. sono caduto» dice subito.
«Nicco..» continuo.
«Mamma davv...» replica ma lo interrompo subito.
«Nicco che cazzo di hanno fatto?» lo prendo spingendolo seduto su una sedia in cucina guardando la ferita.
«Hai fatto a botte? Che cazzo hai fatto?» continuo a chiedere e non risponde. «Niccolò parla a mamma» lo supplico.
«È stato quel tizio.. Riccardo» dice con una punta d'ansia e io inizio a sudare freddo scoppiando a piangere.
«Che cazzo dici? Che cazzo ti ha fatto Nicco? Che cazzo ti ha dett..» mi blocca.
«Mamma calmati sennò non ti dico niente» mormora lui parlandomi sopra ma non ci credo. La mia vita era perfetta, e ora lui si rimette in mezzo toccando e ferendo tutto ciò che è mio.
«Nicco no non sto calma che cazzo ti ha detto? Racconta, che ti giuro che esco da questa casa e vado da lui. Da sola» spiego incazzata nera tra un pianto e l'altro.
«Ti dico tutto adesso, però tu ti calmi e ti siedi» dice calmo lui prendendomi per mano e facendomi sedere nella sedia accanto alla sua «Fallo per loro» continua posando una mano sulla mia pancia e continuo a piangere. Lo guardò annuendo e cercando di respirare.
«Era a quel locale ieri sera e ha cercato di offrire da bere a Elisa e Ginevra» racconta e sgrano gli occhi, faccio per parlare ma mi blocca continuando lui e stringendomi la mano «Ti ho solo difeso mamma, ha iniziato a darti della puttana davanti a me e Leo, a dire che sono il figlio viziato grazie ai soldi che ti facevi.. andando a letto con tutti» sputa fuori e guarda a terra senza riuscire a guardarmi negli occhi. Sto tremando, io non voglio essere considerata così dai miei figli.
«Ti ho solo difeso mamma, ho provato tanta rabbia e ho provato a picchiarlo ma ha ricambiato.. tutto qua» lui continua a guardare a terra e io piango.
«Che succede?» ecco la voce di Ste che evidentemente ci ha sentito. Guardo il mio ragazzo che subito nota Nicco e la sua ferita. Nicco continua a guardare a terra e sento ora che piange senza guardarci.
Stefano ha già capito «Dobbiamo andare a sporgere denuncia» ammette tagliente «Subito» ci dice «Vado a cambiarmi, andate anche voi»
Ste torna su e io continuo a fissare Nicco.
«Amore per favore non fare così» poso la mia fronte alla sua e continua a guardare a terra.
«È colpa mia mamma..» parla ora lui e perdo un battito «è colpa mia perché se non fossi nato io non avevi bisogno di ridurti in quel modo» mi sta per prendere un collasso.
«Nicco.. cosa stai dicendo» gli prendo il viso tra le mani e lo guardo negli occhi «Guardami» insisto io «Sono mamma, non una puttana» dico «E non dire stronzate di quel tipo perché sei tutto ciò che volevo dalla vita, insieme ai tuoi fratelli, lo vuoi capire? In quel momento eri tutto ciò che avevo e avrei fatto tutto per te, per difenderti, per stare con te, per darti tutto ciò di cui un bambino della tua età aveva bisogno» mi guarda sorridendo e mi prende una mano baciandomela e poi stringendola.
«Scusami se non sono potuta essere come tutte le altre mamme in quel periodo.. scusami» ripeto «Scusami Nicco, scusami»
«Non devi chiedere scusa ma', tranquilla. Sono io che devo ringraziarti per tutto» sorrido e lo abbraccio
«Ti fa male?» gli chiedo ma nega «Andiamo a prepararci, prendi già la roba per l'allenamento che devi andare poi»

Buona vigilia a tutti! ❤️ aho già pronto anche il successivo capitolo però aspetto come sempre i commenti!

_FCwriting (Miley)

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