[Elisa]
Incinta da 20 settimane
Siamo partiti e sono esattamente arrivata ai cinque mesi. Ci diamo imbarcati a Civitavecchia e toccheremo le città più belle di mare del mediterraneo.
Gine mi sembra più tranquilla, mi ha chiamato ieri dicendomi che sarebbe venuta e io ne sono rimasta felice. Ancora dobbiamo prendere le camere ma è stato un po' difficile: a me e Nicco qualcuno ha anche fermato per foto, video e altro e ci siamo dati una tranquillizzata adesso. Diciamo che sono stati giorni frenetici e abbiamo anche avuto qualche battibecco. Io sono molto stressata seppur la gravidanza sta andando bene ho i miei pensieri, ho fatto e sto facendo il corso pre parto. Nicco è concentrato sulla Roma, a fine agosto rinizia il campionato e già pensa a tutti agli allenamenti, partite ed è molto preso. A volte ho paura che si dimentichi di me, di noi, di Celeste e ieri abbiamo discusso proprio per questo, sarò stata dura io per le mie paure ma mi è sembrato superficiale e ad ora prendo tutto in modo esagerato. Ne ho parlato anche con Gine quando poi mi ha chiamata e secondo lei è normale avere qualche discussione, magari anche forte, alla fine ci sta accadendo una cosa importante che ci stravolgerà la vita. Lei mi ha parlato di Leo, e della loro uscita per Roma qualche giorno fa. Sono contenta che piano piano si sta riaprendo con noi, anche Leo mi ha raccontato e lo trovo sempre più innamorato perso, spero possano risolvere. Io invece ho raccontato a Leo un po' della discussione di Nicco e lui ha capito le mie paure ma pensa anche che suo fratello non sta facendo niente di male. Voglio solo sentirmi capita, nelle mie paure, nei miei pensieri. Mi vedo cambiata tanto. Tra un mese e mezzo faccio 18 anni e sarò incinta di quasi sette mese. Vedo il mio corpo totalmente trasformato, una me completamente diversa che un anno fa mai pensava di vedermi così, ma è successo e ho cercato di accettarlo. Sono felice perché sento crescere qualcosa dentro di me di mio, ma ho paura. Non so come si fa la mamma, non so quanto tempo avrò per me stessa, non so se avrò tempo intimo con Niccolò, ma so che è successo, e basta.
«Allora ragazzi, queste son le chiavi vostre, la camera è come l'anno scorso, una separata di due dal bagno comunicante ok?» ci dice Emma dopo finalmente aver preso le chiavi e le lascia a Nicco «Mi raccomando fate perbene e ci vediamo nel pomeriggio se uscite o altrimenti a cena, ok?»
«Va bene ma, grazie» risponde Nicco afferrando le chiavi e poi andiamo, noi 4, come l'anno scorso.
«Come volete dividervi?» ci chiede una volta arrivati davanti. Io ancora scaglionata dalla litigata con lui non rispondo.
«Se possiamo stiamo insieme io e lei» spiega Gine, un po' per la sua situazione che magari ancora non riesce a stare in camera con Leo e un po' per me e Nicco.
«Si, meglio» mormoro e Nicco sbuffa. Apre la porta con davanti il mini salottino con lo specchio e due porte, una a destra e una sinistra.
«Vieni Gine» le dico aprendo la porta di sinistra, lo stesso lato dell'anno scorso. Entro senza curarmi di Leone e Niccolò e Gine mi segue richiudendosi la porta alle spalle.
«Forse dovresti parlarci» dice lei.
«Ma dovrebbe capire come mi sento.. insomma» mormoro sfatta posando la valigia in un angolo e sedendomi sul letto.
«È un uomo Eli.. hanno bisogno di spiegazioni» dice Gine. Io sbuffo e poi accarezzo la mia pancia di 5 mesi «In realtà tu hai solo bisogno di lui» continua convinta «Ma glielo devi dire.. lui pensa che sia tutto sotto controllo, le visite vanno bene..»
«Ma ogni giorno che aumenta, ogni giorno si avvicina al parto» concludo io il suo discorso.
«E ti fa paura» si siede affianco a me toccando la mia pancetta.
«Non è paura di lei» affermo intendendo Celeste «Ma di me, di noi, siamo giovani e chissà se mai saremo capaci una volta nata.. se andremo sempre d'accordo, se mi amerà sempre, nonostante la Roma, le fan»
«Capisco Eli e sono paure lecite, devi farti una bella chiacchierata con il tuo Nicco» ripete convinta.
«Si.. forse hai ragione.. più tardi ci parlo» mormoro.
[Niccolò]
Sorrido allo schermo di queste due ragazze.
«Oddio grazie mille Nicco!» dice una per poi controllare la foto.
«Prego» rispondo salutando in fretta tornando da Leone.
«Se sarà tutta la vacanza così mi sparo» dice con la sigaretta tra le labbra e fa poi per accendersela. È diventato il me di prima, lui, che mi ha portato a smettere di fumare adesso lo fa molto più di quanto lo facessi io.
Rimette l'accendino in tasca e inizia a inspirare.
«Leo è normale, sono stato il nuovo attaccante della Roma, poi sono curiosi per l'anno prossimo ma io ho già dato conferma alla squadra che ci sono» gli rispondo.
«E se qualche altra squadra ti offrisse di più.. accetteresti mai?» domanda mentre riniziamo a camminare per il ponte della nave.
«Non lo so.. dipende quando.. ma ora che nascerà Celeste non voglio stare lontano da casa, come immaginerai» gli confido.
«Si, sarebbe difficile trasferirsi per una squadra» replica lui.
«Vabbè Eli e Celeste le porterei con me» dico ovvio.
«Devi capire cosa vorrebbe Elisa, non so se a 18 anni se la sentirebbe di lasciare Roma, casa sua, la sua vita, per seguire te e la tua passione» sputa fuori e mi irrigidisco. Non ci avevo mai pensato.
«Vabbè.. quest'anno sono di nuovo con la Roma e non credo la lascerei mai.. quindi non pensiamoci» chiudo il discorso e andiamo verso il ristorante. Abbiamo passato il pomeriggio fuori a perlustrare la nave, le ragazze invece sono rimaste chiuse in camera tutto il tempo. Io spero che Eli non sia più arrabbiata con me, anche perché è stata solo una banale discussione. Entriamo al ristorante e al tavolo ci sono quasi tutti, mamma, papà, Chloe, i genitori di Eli e Mattia e insieme a noi, dall'altro lato spuntano Eli e Gine. Elisa è bellissima, ha un vestitino aderente che mostra con fierezza la sua, anzi nostra, pancia, e il ciondolo chiama angeli attaccato al collo che passa sulla sua pancia ogni volta che si muove. Si siedono e raggiungiamo tutti anche noi.
«Ooh ce l'avete fatta ad arrivare» dice mamma e finalmente la cena comincia. Avevo una gran fame, come sempre.
Eli mangia tranquilla, affianco a Ginevra e parlando di qualcosa che al momento non sento. Leo è affianco a me. Finiamo la cena e le mamme partono con le domande, di come è andata la giornata, di cosa abbiamo fatto ma in realtà questo primo giorno niente di che.
«E stasera fate qualcosa?» chiede la mamma di Eli. Eli sospira guardandomi.
«Si certo, vero?» mi alzo rispondendo prima di lei e andando verso la sua sedia.
«Ma in realtà...» mormora Eli.
«Dai Leo, Gine, andiamo, sta per iniziare la serata» afferro Eli in mano e finalmente lei si alza. Leo mi segue con lo sguardo e si alza anche lui e infine anche Gine.
Ci urlano un "mi raccomando!!! attenti" mentre intanto andiamo.
«Ma si può sapere dove vuoi andare?» chiede nervosa Elisa. Dietro di noi ci sono Leo e Gine, ognuno per le sua.
«A fare qualcosa dai, sei stata chiusa tutto il giorno in stanza» la trascino per la mano e una volta arrivati fuori delle ragazze mi fermano e mi chiedono una foto. La faccio e le saluto per poi continuare a trascinare la mia ragazza. Eli stacca la sua mano dalla mia e mi volto.
«Ma che cazzo fai Niccolò» dice dura. Leo e Gine si fermano. Io non capisco.
«Eli basta, sei arrabbiata con me da due giorni, basta, non capisco neanche perché» mi lamento.
«Perché?» chiede e posa una mano sulla sua pancia, sospiro «Non ti rendi conto che stai per avere una figlia?» sto un po' in silenzio riflettendo.
«E cosa sto facendo di male?» domando.
«Niente Nicco, Eli ha solo paura» si intromette Gine.
«Grazie Gine ma parlo da sola» replica lei. Sospiro.
«Sentite parlatene un po' da soli, no?» si aggiunge Leo.
«Ma parlare di cosa, più passano i giorni e più ho ansia» mormora Eli all'orlo di una crisi di pianto.
Riafferro la sua mano.
«Vieni con me» le dico e si convince e finalmente mi segue volentieri, mentre Leo e Gine rimangono lì. La porto in fondo alla nave, dove c'è meno gente e ci sediamo.
«Mi dici che hai?» domando tranquillamente e noto che ha gli occhi lucidi.
«Niente» risponde.
«Si, e io sono stupido..» replico «Eli devi parlare di ciò che ti turba sennò non riusciremo mai a risolvere i problemi»
Lei sbuffa con i lucciconi.
«Niente.. è solo che.. ho paura» afferma e abbassa lo sguardo «È che si avvicina il parto»
«Mancano 4 mesi se tutto va bene.. goditi la gravidanza Eli» le consiglio io «Ma non credo sia solo ciò» lei nega passandosi una mano sulla gota.
«Te sei così preso dal calcio, dalle foto, dalle persone che ti seguono.. ho paura che.. ho paura che tu possa un giorno dimenticarti di me, di noi» tira fuori. La guardo e mi viene da sorridere, le tiro su il volto verso il mio.
«Non pensarlo nemmeno mh? Io ti amo Elisa» sussurro e finalmente accenna un sorriso «Lo so che sono preso da mille cose ma voi siete al primo posto, credimi..»
Annuisce flebilmente «Ma vedere tutte quelle ragazze che ti chiedono foto, ti abbracciano.. sono gelosa da morire» si libera totalmente e noto che fa un respirone.
«Lo capisco.. ma seconde te io non sono geloso di te? Di tutti quei commenti che ti lasciano sotto i video di tik tok? Le battute odiose del classico ragazzino colpito da una persona conosciuta sui social?» le spiego e mi guarda.
«Davvero ti danno noia?» domanda.
«Si, ed è normale, ma mi fido di te» rispondo.
«Anche io mi fido di te Nicco» ammette «anzi scusa se ti ho fatto pensare il contrario.. ma ora saranno gli ormoni, la paura di non essere in grado di fare la mamma, la paura di farla da sola»
«Non la farai da sola, Celeste avrà un papà super presente, nonostante la serie A» la rassicuro e sorride. Finalmente poso le mie labbra sulle sua e ricambia.
«Ti amo tanto» le ripeto «Tanto, tanto, tanto, tanto!» continuo stringendola e toccando anche la nostra bimba in pancia.
«Forse è un po' d' ansia, ho cercato anche su internet.. può succedere in gravidanza » mi spiega stretta a me.
«Non cercare su internet, non ti serve, e comunque è normale, hanno l'ansia gli adulti amore, noi siamo due ragazzi.. ma andrà tutto bene mh?» le dico incoraggiandola e annuisce più tranquilla.
[Ginevra]
Siamo soli e credo succederà spesso in questi giorni.
«Ti va di bere qualcosa?» chiede Leo facendomi uscire dal mio cervello. Mi blocco, dalla violenza mi è nata una piccola fobia, quella di uscire da dentro la mia testa, da dentro i miei pensieri, di perdere la razionalità e la concentrazione, di non essere abbastanza attenta.. come posso bere?
«Leo.. guarda non mi va molto» ammetto.
«Bene, allora mi fai compagnia?» domanda nuovamente e annuisco. Andiamo dentro, al locale. La discoteca parte alle 23:30 ma comunque già la musica suona. Lo seguo disorientata di tutti questi posti, con musica alta, gente che urla per parlare, ma lui lo nota subito e mi afferra la mano per tenermi con sé. Mi sento stupida veramente, ma spero possa capirmi.
Andiamo al bancone e chiede un drink per lui, mentre aspetta si guarda intorno e poi guarda me avvicinandosi.
«Stai tranquilla» mi dice a un centimetro del mio orecchio per farsi sentire. La sua voce entra dentro e scorre sulla mia schiena come un brivido veloce. Mi irrigidisco. Mi devi controllare, basta.
Lo guardo mentre afferra il suo drink pagando e va verso un divanetto.
Ci sentiamo e cerco di sentirmi un po' a mio agio, ma non è semplice. Ho dei cargo larghi e un top non troppo corto, nero, a mezza manica. Il mio corpo non lo mostro più da quando è stato toccato da mani che non volevo. Penso di non mettere un vestito da non so quanto, mi tremerebbero le gambe, mi mancherebbe l'aria, ma la psicologa mi dice che un passo alla volta e dovrò provarci. Per questa vacanza mi ha lasciato anche il suo numero, così se avessi bisogno posso chiamarla. È davvero una professionista e mi ha seguito ormai per una settimana quasi tutti i giorni, penso che in così poco tempo mi ha conosciuta però meglio di altri. Qui la musica è più ovattata e posso sentire meglio Leone.
«Cosa hai preso?» chiedo per smorzare il "silenzio", paradosso per la confusione che c'è. Si volta verso di me, dapprima che si guardava intorno per capire il mood della serata.
«Pina colada» risponde. Cavoli buono, è uno dei miei preferiti. «Vuoi sentirlo?» chiede ma nego subito anche se la mia gola ne avrebbe voglia, almeno un po'. «Eddai un sorso» insiste lui porgendomi il bicchiere con la cannuccia. Lo guardo e poi guardo il bicchiere e appoggio le mie labbra alla cannuccia per dare un piccolo sorso e il sordo di drink scende giù, tranquillamente. È fresco, leggero, buono, il cocco si mischia benissimo all'ananas.
«Grazie» mormoro staccandomi e lui mi sorride per poi riattaccarsi alla cannuccia e guardare altrove. Guarda chi passa, guarda gli altri, guarda le altre. Io non riesco a staccargli gli occhi di dosso, a smettere di guardarlo e forse non ho mai smesso di amarlo.. ma sono troppo ferita per capirlo davvero e per ammetterlo. Sono troppo ferita per riprendere una relazione, darmi completamente a lui. Grazie alla psicologa cerco di vedere meglio le cose, e forse si, lo amo ancora, è solo la paura che mi frena. Faccio per parlare ma di colpo una ragazza inciampa sul divanetto e finendo completamente sopra di lui.
«Oddio scusami» sento lei che gli dice posando le mani nel suo petto facendo forza su di lui per alzarsi. Lui la guarda negli occhi e sono davvero troppo vicini. Io mi blocco, a questa scena, davanti ai miei occhi. Sento forse un nodo alla gola, il cuore che si è fermato.
«Non ti preoccupare» le risponde lui aiutandola a rialzarsi e solo ora notiamo che il Pina Colada di Leo è finito tutto sulla camicia di lui.
«Madonna mi dispiace» commenta lei ora in piedi di fronte a lui. È bellissima, bionda, occhi scuri, ha un vestitino blu scuro brillantinoso e uno slancio di gamba pazzesco. Forse sono invidiosa, forse sono gelosa. «Senti se vieni te lo riprendo, ok?» le dice lei afferrandolo per mano. Io ho una faccia che non voglio nemmeno immaginare, sento il cuore stringersi fino a farsi piccolo.
«No tranquilla, non importa» risponde anche lui alzandosi e porgendo la mano a me. Lei ci guarda, ma io non afferro la mano di lui.
«Dai, mi dispiace troppo, vieni» afferra lei la mano di lui e fa per tirarlo ma lui mi guarda.
«Vieni» mi dice. Rimango lì mentre lei lo tira via, e le gambe di lui la seguono guardando però sempre me e sentendo che ripete il mio nome. Mi sento disorientata. Sola, con ragazzi e persone intorno, la testa che mi gira, la musica che mi sembra più alta, io che non respiro. Mi alzo correndo via e infilando in uno dei primi bagni pubblici che trovo fuori dalla discoteca. Mi chiudo dentro e mi appoggio alle mattonelle del muro. Respiro male, respiro poco e sono sola. Sola in questo incubo, in questo vero e proprio attacco di panico.
Ecco qua IL NUOVO CAPITOLO! ❤️
Fatemi sapere cosa ne pensate adesso pubblicherò anche il TERZO CAPITOLO della nuova fan fiction!!! Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate!
_FCwriting (Miley)
STAI LEGGENDO
Senza Averti Mai
Fiksi PenggemarQuando tutto sta crollando, quando le aspettative sono poche e quando non ti resta veramente niente arriva il momento in cui con le tue uniche forze cerchi di rialzarti. Ma no, non lo fai per te, lo fai per chi hai messo al mondo: lo fai per tuo fig...
