Nemeria prese il pane, lo spezzò in due e ne ripose metà nel piatto. Si rese conto di avere fame quando ingoiò il primo boccone e dovette imporsi di non azzannare anche il resto, soprattutto il borek. A discapito di quel che aveva pensato, era delizioso. Osservò Kimiya, la quale non sembrava aver notato nulla.
- Non vuoi mangiare? - le parlò con tono gentile e le avvicinò il piatto, stando bene attenta a mantenere una certa distanza, - Ti farà bene dopo tutta la camminata che abbiamo fatto. -
La ragazza non si smosse. Che fosse davvero come diceva quello strano Sha'ir? Che avesse perso la capacità di vedere? Si avvicinò ancora un po', si mise il piatto tra le gambe e le mise una fetta di formaggio sul pane.
- È duro, lo so, però non dovresti digiunare. - gliela allungò e negli occhi di Kimiya parve accendersi una scintilla di vita, - Ho già fatto tutto io, vedi? Tu però devi mangiare, sennò poi ti indebolisci. -
Kimiya esitò e Nemeria temette che sarebbe di nuovo ripiombata in quello stato catatonico. Sospirò sollevata quando dopo un po' l'amica afferrò la fetta di pane e la addentò.
- Non è cattivo, no? Non è una porzione, ma almeno è mangiabile. -
Kimiya annuì appena. Aveva perso lo sguardo accusatorio di prima, e anche se non era totalmente presente a se stessa, quantomeno sembrava ascoltarla.
- Mi dispiace non avervi detto nulla. Non è che non mi fidassi, ma non sapevo come avreste reagito e ho avuto paura che non mi avreste accettata. - le spiegò Nemeria con un fil di voce, - So che sono stata stupida, ma spero che riuscirete a perdonarmi. -
La ragazza si pulì l'angolo della bocca col dorso della mano e le rivolse un'occhiata in tralice, che Nemeria non seppe come interpretare. Si sentiva sporca, colpevole, soprattutto perché neppure in quell'occasione poteva dire la verità. Mai avrebbe pensato che fosse così logorante mantenere un segreto.
- Mi dispiace... davvero tanto... - ripeté senza più la forza di sostenere quello sguardo.
La porta si spalancò e Il'ya e Faraz si precipitarono giù dalle scale.
- Alzatevi, dovete venire con noi. - ordinò lo Jarkut'id.
- Dove andiamo? -
- Non fare domande, bambina. -
Faraz costrinse Kimiya in piedi senza troppe cerimonie. Come una bambola di pezza, la ragazza obbedì, gli occhi di nuovo fissi nel vuoto. Il'ya non fece alcun commento, si limitò a mantenere il contatto visivo con Nemeria. Lei capì subito che la stava mettendo in guardia. A fatica, aprì e chiuse le dita un paio di volte e rimase immobile finché non le tolse la catena. Si impose di non perdere la calma.
Tornò al piano di sopra, dove Abayomi, Ana, la ragazza che le aveva puntato il coltello, Zahra e Omeed li attendevano. Uscirono dalla porta sul retro, le prigioniere l'una a fianco all'altra, sorvegliate da Il'ya e Faraz che procedevano dietro di loro.
Nessuno disse nulla per tutto il tragitto. A Nemeria tutte le strade di Kalaspirit sembravano uguali, e senza l'aiuto della luce per lei era impossibile orientarsi. Scorse in lontananza il profilo illuminato di un anfiteatro, ma non ebbe il tempo di pensarci troppo.
Abayomi intimò a tutti di fermarsi. Due uomini sorvegliavano l'entra di un edificio in tufo senza finestre, alto poco più di cinque braccia. Non aveva niente di particolare e Nemeria ci sarebbe girata al largo se ci fosse passata vicino a quell'ora della sera.
- Siete qui per rinfrescarvi? - domandò uno degli energumeni.
Abayomi sogghignò e gli mostrò una conchiglia rossa con un'ancora incisa sul dorso.
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Fighting Fire
ФэнтезиPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
