Nemeria sospirò e obbedì, dirigendosi di nuovo alla sua tenda. Quando spostò il lembo, si sedette sulla stuoia e si cambiò, mettendosi un paio di calzoni tagliati poco sotto il ginocchio e una tunica smanicata di un verde spento. Le stava un po' larga, d'altronde era appartenuta a Noriko fino ad appena una settimana prima, ma non poteva pretendere di meglio. Dariush aveva deciso che della ventina d'abiti che i gemelli e Hami erano riusciti a rubare, lui aveva diritto, in quanto capo, a tenerne dieci, al posto dei due che spettavano a ogni membro della famiglia. Ovviamente, la nuova arrivata si sarebbe dovuta accontentare degli scarti degli altri. Dal momento che non si era fatta così tanti amici, l'unica cosa che aveva guadagnato erano quegli indumenti da parte di Noriko.
Sospirò e il suo sguardo si spostò sulla stuoia della sua compagna. La sua parte di tenda era perfettamente ordinata, con il cuscino sprimacciato e i pochi averi che possedeva raccolti in semplici scatolette di legno. La lanterna colorata giaceva vicino al guanciale spenta, eppure i vetri che la ricoprivano emanavano un lieve luccichio, come se in ognuno di essi fosse stata intrappolata una piccola lucciola. Nemeria la prese e se la rigirò tra le mani, osservando i motivi floreali che si intrecciavano su tutta la superficie.
L'elementale del fuoco non si era più ripresentato e non aveva risposto alla sua chiamata quando aveva provato a evocarlo. Etheram le aveva detto che gli elementali erano esseri capricciosi e l'aveva messa in guardia, facendole presente in più di un'occasione che l'affinità non era un fattore sufficiente per dominarli. Per quanto Nemeria sapesse che era vero, mai come in quei giorni si era sentita così frustrata nel constatarlo. Aveva persino tentato di attingere al potere dell'aria, ma, ovviamente, a parte guadagnarsi un'occhiata stranita di Hirad e procurarsi un gran mal di testa non era riuscita.
- Scoiattolo, sei ancora viva? - la testa di Altea fece capolino da dietro la tenda, - Ah, stavi guardando la fanoos di Noriko? -
Nemeria si girò a guardarla interrogativa e la Sha'ir sospirò con fare teatrale.
- Due settimane qui a Kalaspirit e non sai nemmeno cosa sono? Per tutti gli dei, ma Hirad non ti ha spigato proprio nulla! -
- No, me ne ha spiegate di cose, è solo che... -
- Te ne ha spiegate troppe tutte assieme, lo so, lo so. - completò, prendendo la lanterna tra le mani e tirandola su per la catena ad altezza del naso, come per osservarla meglio, - In ogni caso, queste vengono usate durante il periodo della Randama dagli Svegliatori, così li chiamano. Vanno in giro poco prima dell'alba con un piccolo tamburello per svegliare e ricordare di mangiare. -
"C'è gente che si dimentica di mangiare?"
- Da quello che so, Noriko non crede in nessun dio, né tiene particolarmente al suo aspetto o alle cose di valore, quindi non ho mai capito perché ci tenga così tanto. - stava dicendo Altea senza staccare gli occhi dalla lanterna, - Anzi, meglio che la rimettiamo a posto prima che torni e ci riempia di botte per aver spostato le sue cose. -
- Noriko non mi sembra così violenta. -
- Perché non l'hai mai vista arrabbiata. E fidati, persino Dariush ha paura di lei quando accade. - si scrollò via la polvere dai calzoni e si passò una mano tra i capelli, scrollando la testa, - Adesso però dobbiamo muoverci, altrimenti avremo troppa concorrenza al mercato. -
Con un sospiro sconsolato, Nemeria seguì Altea fuori dal rifugio.
A scapito di quello che credeva, la Sha'ir si muoveva con grande familiarità nelle gallerie, come se le conoscesse a memoria. Solo Hirad aveva quella sicurezza, almeno questa era l'impressione che aveva avuto andando in giro con lui. Forse avevano passato tanto tempo insieme.
Si infilarono in un cunicolo che sbucava in un vicolo dietro la bancarella di Kamran, il mercante di perle più fornito della città. Quando uscirono, la luce le ferì gli occhi e l'aria fresca le diede un capogiro, tant'è che si dovette appoggiare al muro e schiacciarsi le mani sul viso per proteggersi dal sole. Soltanto dopo un momento e dopo varie esitazioni, Nemeria si decise ad abbassarle. Si trovavano in una stradina acciottolata, fiancheggiata da un'alta fila di case di pietra bianca, ognuna con un balcone abbracciato da una rete di dipladenie in fiore, che si arrampicavano per tutta la facciata fino alle grondaie.
- Dove siamo? - domandò spaesata, senza smettere di guardarsi intorno.
- Siamo nel Quartiere dell'Ambra. Qui potrai trovare gioielli, gemme e oggetti preziosi da regalare al tuo amato marito oppure alla tua amante trascurata. - recitò Altea, scimmiottando una voce maschile, - Questo è il quartiere dei ricconi. Viene gente importante a fare compere e di solito c'è sempre qualcosa di interessante da rubare. -
- Ma a noi non servono cose del genere. -
Nemeria si acquattò vicino a lei, allungando il collo per sbirciare oltre la sua spalla.
- Sì, invece. Spesso ci limitiamo a prendere solo cose di prima necessità, ma a volte tentiamo anche noi un colpaccio. Ti immagini che vita potremmo fare se riuscissimo a impadronirci di quella spada o di quello scudo e rivenderlo? -
Nemeria seguì la direzione del suo dito e aguzzò lo sguardo. Un uomo con dei mustacchi neri come la pece e un turbante di uno stravagante verde smeraldo stava mostrando una sciabola con l'elsa rastremata a un cliente, il quale, a parte annuire di tanto in tanto, sembrava più interessato all'arma che alle spiegazioni offerte dal mercante. Lo scudo era molto semplice, un disco concavo bronzeo con i bordi decorati con delle scritte sbozzate direttamente nel metallo. Era davvero di pregevole fattura, su questo Nemeria concordava, solo non aveva la più pallida idea di come Altea volesse rubarlo senza farsi scoprire.
- Niente panico, non sarai la mia compagna in quest'impresa. - la rincuorò la Sha'ir con un sorriso a metà tra il serio e il faceto, - Sei ancora troppo inesperta, e comunque quella roba è molto pesante. Forse con l'aiuto di Dariush potremmo riuscirci, ma non è un furto che si possa lasciare al caso, bisogna pensare a un piano. Anche perché questo posto è molto controllato, una mossa sbagliata e ci ritroveremmo addosso sia le guardie che i Cani Rossi. -
- I chi? -
- I Cani Rossi. Ratto non ti ha detto nulla? -
Per l'ennesima volta, Nemeria dovette scuotere la testa. Altea sospirò e si massaggiò la radice del naso, borbottando qualcosa che la compagna non riuscì a capire.
- Vieni con me. Non puoi fare bene la spesa se non sai dove devi farla e soprattutto da chi guardarti le spalle. -
Le afferrò il braccio e, dopo aver controllato a destra e a sinistra, la trascinò dall'altra parte della strada, per poi imboccare una via meno affollata, dove a parte qualche bancarella che vendeva dolciumi e frutta secca c'erano solo taverne e alti palazzi eleganti.
- Allora, cosa sai di Kalaspirit? -
- Poco. Prima di due settimane fa non c'ero mai stata e quello che so è... quello che sanno tutti. - ammise Nemeria, spostando la sua attenzione su un dromedario scortato da sei uomini armati.
Portava sul dorso una lettiga, drappeggiata con un baldacchino di lino bianco e azzurro abbastanza leggero da ingrossarsi a ogni minimo refolo d'aria, ma abbastanza scuro da celare la figura distesa all'interno.
- Facevi prima a dire che non sai nulla. Ciò che gli stranieri sanno di Kalaspirit è quello che Kalaspirit vuole che gli stranieri sappiano, e fidati, è tutto fuorché la verità. - intrecciò le dita dietro la nuca e calciò un sassolino lontano, alzando gli occhi al cielo, - Allora, Kalaspirit è divisa in nove distretti che prendono il nome di quartieri cittadini. Ognuno di essi è famoso per il mercato e la tipologia di locali che ci puoi trovare. Per esempio, nel Quartiere del Fuoco ci sono i bordelli più puliti, mentre qui, nel Quartiere d'Ambra, a ogni angolo c'è un orefice pronto a costruire collane, diademi e tiare con le pietre più belle e rare. -
- Nel nostro quartiere cosa c'è? -
- In una parola? Povertà. Un tempo, almeno questo è quello che racconta Hirad, nel Quartiere delle Ossa c'era un grande traffico di cacciatori, uomini che si avventuravano oltre il grande deserto per commerciare con gli Sha'ir della Valle di Sindhu. Si dice che siano stati proprio loro a portare gli elefanti al nostro sultano, come dono da parte del Rajeh dell'Impero di Skandaaleshan. -
Nemeria annuì, seguendola sotto l'ombra di un cornicione. Ricordava quel viaggio, era stato uno dei più lunghi che aveva fatto con la sua tribù. Era rimasta affascinata da quelle terre, dove l'estate era lunga e ventosa e l'inverno mite, con il sole che faceva spesso capolino da dietro l'usuale fitta nebbia. Era stato durante uno di quei giorni uggiosi che lei, suo fratello Rakshaan ed Etheram, mentre mangiavano il puari, sfogliatine gonfie e croccanti spolverate con pepe e aglio, avevano visto due leopardi delle nevi. Si aggiravano inquieti nella gabbia, mentre acrobati e mangiafuoco si affrettavano a far transitare i carri all'interno dell'arena, dove quella sera stessa avrebbero indetto il loro spettacolo. A Nemeria gli occhi di quegli animali erano sembrati immensamente tristi, logorati da una lunga prigionia.
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Fighting Fire
FantasiPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
