PRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN"
"Un bambino è la forma più perfetta di essere umano."
(Vladimir Nabakov)
Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
Il mondo spezza tutti e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati.
(Ernest Hemingway)
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- Sveglia, dormigliona, è ora di andare! -
Nemeria si girò dall'altra parte, tirandosi la coperta fin sopra la testa. Non aveva assolutamente voglia di alzarsi, tanto meno di intraprendere un dialogo con Altea.
La sera prima, con Hirad si erano spinti oltre i tunnel conosciuti e avevano trovato il corpo di un uomo famoso – almeno a detta del ragazzo – e il compagno aveva insistito non solo per mappare l'intera zona, ma anche per riprodurre fedelmente ogni singolo soggetto sulle pareti. Nemmeno dopo diverse ore Nemeria era riuscita a dissuaderlo dal suo lavoro. Erano tornati che la cena era già stata servita e tutti erano già andati a dormire. Gli unici ancora svegli erano Noriko e Dariush che, non appena li aveva visti rientrare, si era fatto fare il resoconto dettagliato di tutto quello che avevano fatto. Inutile dire che Hirad aveva glissato sul fatto che avesse riempito pagine e pagine di disegni di pesci, uccelli e rami d'ulivo, limitandosi a mostrargli la mappa ampliata delle catacombe.
- Altea, davvero, lasciami dormire... ieri siamo tornati tardi e oggi pomeriggio dovremo tornare per definire e marchiare i tunnel. -
- No, oggi non andrai di nuovo in giro con Hirad. Sei qui da tre settimane e finora lo hai sempre seguito nelle sue esplorazioni. I dottori dicono che passare troppo tempo sottoterra faccia male, quindi oggi verrai con me a prendere un po' d'aria fresca e a imparare a fare la spesa. -
La prese per un braccio e la costrinse a mettersi seduta con ben poca grazia. Nemeria si stropicciò gli occhi e si coprì la bocca per nascondere uno sbadiglio. "Fare la spesa" era il termine che i ragazzi usavano per indicare quando uscivano a rubare. Sapeva che prima o poi sarebbe toccato anche a lei, ma non credeva così presto. Non si sentiva pronta.
Fuori, sedute vicino al fuoco, le attendevano Afareen e Chalipa. Entrambe si erano legate i capelli, rispettivamente in una coda e in una treccia che partivano dalla sommità del capo, e sopra la tunica entrambe avevano indossato un caftano di cotone che aveva visto tempi migliori. Chalipa aveva in testa anche una tiara che, originariamente, doveva essere stata laccata in oro, ma che ora conservava solo i residui del suo originario splendore. Stavano parlando a bassa voce, Chalipa teneva sotto controllo la pentola sul fuoco, senza mai smettere di girare il mestolo, mentre Afareen sbatteva qualcosa in una ciotola di terracotta sbreccata. Ai suoi piedi, disposti in tre piccoli piattini, Nemeria riconobbe delle mandorle scottate, granella di pistacchi e un po' di cannella.
"Il falò è acceso anche la mattina?"
La logica le suggerì che non l'aveva mai notato perché lei e Hirad erano puntualmente gli ultimi ad alzarsi.
Altea si avvicinò alle due ragazze e gettò un'occhiata nella pentola, corrugando le sopracciglia confusa quando Afareen la allontanò con uno scherzoso spintone.