Ahhotep la fissava con gli occhi sgranati, colmi di rimorso e paura.
- Come hai potuto? - l'accusò Nemeria.
Le labbra e le mani le tremavano, come se fosse indecisa se urlarle contro o sferrarle un pugno.
- Tu… tu che dicevi di volere solo il suo bene, le hai permesso di ridursi così? -
La pietra di luna e il collare non erano abbastanza per contenere la sua rabbia. Con uno scatto le cinse il collo e strinse, per poi sollevare Ahhotep fino a lasciarla ciondolare a qualche centimetro da terra. La guardò dibattersi e, quando le parve troppo rossa, mollò la presa.
Ahhotep barcollò all'indietro, il respiro affannato e gli occhi pieni di lacrime.
- Ho fatto quello che era necessario. -
- Il necessario?! - sputò, strinse i pugni ai lati del viso e poi li abbassò, - Ma ti rendi conto di cosa le hai fatto? Ti rendi conto che… -
- Sì, me ne rendo conto! Va bene?! -
Ahhotep spinse via Nemeria, si girò e si asciugò le guance umide con stizza.
- Durga aveva paura di combattere. Non voleva nemmeno partecipare a questo maledetto torneo, ma non poteva certo tirarsi indietro. - spiegò affranta, - Così ho pensato che, grazie a quelle bacche, avrebbe trovato il coraggio e la forza di dimostrare quanto valeva. Una al giorno, pensavo, cosa vuoi che sia? Anche se la sera era a pezzi e stava male, sarebbe stato solo per poco tempo e poi tutto sarebbe tornato come prima. -
Si appoggiò spalla alla parete e dalle labbra le uscì una risata isterica. Nemeria si morse l’interno della guancia e ricacciò indietro la bile che le era salita in gola.
- Anche tu le avevi prese. Ho creduto che sarebbe stata meglio, davvero, anche quando la notte si dimenava in preda ai dolori. - conficcò le unghie nella carne delle braccia e scosse il capo, - Stamattina, ho visto che ne prendeva due insieme. Sono stata stupida a pensare che sarebbero state la soluzione. - singhiozzò.
- E adesso? Cosa le succederà? -
- Non lo so... - pianse.
- Come puoi non saperlo? Appartenete alla stessa lanista! -
Nemeria la costrinse a fronteggiarla e la bloccò con le spalle al muro. Ahhotep sussultò spaventata.
- Tara non mi ha detto nulla. Prima che mi facesse riaccompagnare qui, ho solo visto Koosha che entrava. -
- Koosha? -
Ahhotep annuì.
- L’hanno…? -
- Sì, l’ha scoperta. -
La bocca le si inaridì. Tutta la stanchezza della sera precedente le franò addosso in un attimo, mozzandole il fiato. Nemeria si sentiva svuotata. Staccò le mani dal muro e le fece ricadere lungo i fianchi.
- Andrai a trovarla nei prossimi giorni? -
- Se Tara me lo permetterà. -
Nemeria sospirò e le diede le spalle, abbandonando Ahhotep nel corridoio.
Le ore successive scivolarono via come pioggia sulle grondaie. La notte nessun sogno venne a farle visita e durante il giorno Noriko la evitò. Era il suo modo di ribadirle di non perdere di vista il suo obiettivo.
Pavona andò a trovarla in un momento di quiete, mentre Nemeria era sola con i suoi pensieri.
Sei stata molto brava, soprattutto oggi. Spero che non ci saranno ripercussioni troppo sgradevoli per la tua amica.
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Fighting Fire
FantasiPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
