Circa un'ora dopo pranzo, Kimiya le condusse in una piccola piazza antistante il laboratorio di un alchimista. Al centro troneggiava una fontana a forma di barca semisommersa, che brillava sotto il sole come se fosse fatta di luce. L'acqua, che fuoriusciva da due sculture a forma di sole e luna, compiva una parabola perfetta, per poi ricadere nell'imbarcazione e tracimare dai bordi laterali e svasati nel bacino sottostante. Intorno alla fontana, disposti a raggiera, ai piedi dei bassi e tozzi palazzi, osterie e taverne di lusso offrivano riparo ai viaggiatori sotto le loro tende e richiamavano l'attenzione declamando i piatti del giorno e le loro presunte specialità. Una in particolare dal nome bizzarro, "Il Naso del Pescespada", aveva quasi tutti i tavoli occupati da uomini e donne vestiti elegantemente, coinvolti in animate e frizzanti conversazioni. Nemeria guardò i camerieri affaccendarsi tra i clienti come zelanti api operaie, affinché i loro bicchieri non fossero mai vuoti e i loro piatti sempre pieni.
Mentre mangiava i sau bireği, dei panini ripieni con carne speziata e verdura non fresca, Nemeria non riusciva a staccare gli occhi da tutto quel ben di dio. Il profumo invitante, che le sollecitava in continuazione le narici, non faceva altro che alimentare la sua fame e togliere sapore a quello che stava mangiando. Alla fine, stomacata da quei panini, che al suo palato sembravano a ogni morso più insipidi, ripose il tutto nel suo fagotto e si volse verso la fontana, nella speranza che i suoi giochi d'acqua bastassero a distoglierla da quelle prelibatezze che non avrebbe mai assaggiato.
- Bella, vero? L'ha costruita un architetto del governatore quattro anni fa. La cosa più sorprendente è che sia riuscito a ricavare questa bellezza da un blocco di ghiaccio. - commentò Altea.
Nemeria corrugò le sopracciglia e assottigliò lo sguardo. No, non era fatta di marmo come aveva pensato all'inizio. Ora che osservava meglio, era troppo traslucida e la vasca era leggermente trasparente.
- Non te n'eri accorta? Ma scusa, ci sarà pure un motivo per cui si chiama Quartiere del Ghiaccio, no? - la derise la Sha'ir.
- S-sì, ma credevo che fosse per altro... -
- Altro cosa? Kalaspirit è una città semplice, se una cosa ha un certo nome è perché c'è qualcosa che glielo ha procurato. Non siamo certo come la capitale, piena di filosofi e oratori. Lì sì che non si capisce il perché di certe cose! -
- Io credevo che i Dominatori venissero cacciati e buttati nell'arena, che questo fosse il loro unico destino. -
- È un po' più complicato di così. Le persone come noi, se sono nate con questa maledizione, quando vengono catturate finiscono per essere vendute e poi mandate nell'arena a combattere. C'è una possibilità di riscatto, ma sono davvero pochissimi coloro che abbandonano quel mondo, e ancor meno sono coloro che riescono ad allontanarsi prima di impazzire. Insomma, lo sai cosa succede ai Dominatori dopo un po', no? Gli uomini e le donne che sono riusciti a uscirne si contano sulla punta delle dita, per questo sono una leggenda, tutti li conoscono. Alcuni sono entrati nel settore edile. Conosci Tyrron Occhi di Lince? -
- Chi? -
- No, non ci credo! Davvero non sai chi è? È il lanista più famoso di Kalaspirit, persino i muri hanno sentito parlare di lui! -
Altea tacque, probabilmente nella speranza che Nemeria esordisse con un "ma sì, certo", che non arrivò mai. Con un sospiro teatrale poggiò la testa sulla spalla di Kimiya, bofonchiando tra sé e sé un mezzo rimprovero a Hirad.
- Ha una villa nel Quartiere del Sole e molte altre sparse in ogni città, anche alla capitale. È uno di quelli che guadagna sulla vita degli schiavi: se sei un Dominatore e finisci nella sua scuderia, non ne esci più, fidati. È anche una delle ragioni per cui ci teniamo ben lontani dalle zone troppo malfamate della città, dato che pullulano di agenti alle dipendenze dei mercanti di schiavi. Per esempio, un Dominatore della terra come Dariush sarebbe un'ottima merce di scambio. Se invece sei un rampollo di una famiglia nobile, o se la tua famiglia ha abbastanza soldi, è tutt'altra questione. Vero, Kimiya? -
La ragazza annuì risoluta e cominciò a gesticolare, gli occhi fissi in quelli di Nemeria. Altea, vedendola un attimo stranita, si affrettò a dar voce alle parole della sua compagna.
- Dice che nel secondo caso, di solito vieni spedito al Consorzio, che valuta le tue abilità e decide se sei abbastanza degno per studiare l'arte della magia in una delle loro prestigiose scuole. Un suo lontano cugino di sesto o settimo grado era riuscito a entrare, anche se proveniva da una famiglia povera come la loro, perché aveva trovato un mecenate che gli aveva pagato poi gli studi. -
- Quindi c'è un modo per non diventare Jin? Per contrastare l'avvelenamento del corpo e dell'anima causato dalla magia? -
- Ah, questo non lo sa. Trapelano davvero poche informazioni, ma dubito davvero. Insomma, anche se fosse, sarebbe davvero crudele non rivelarlo al mondo. Comunque, il Consorzio conta tra le sue schiere anche Dominatori che hanno deciso di dedicare la loro vita all'arte, i quali sono molto rispettati e godono della protezione del governatore. La persona che ha disegnato questa fontana è probabile fosse uno di questi. -
Nemeria, in attesa che le sue compagne finissero il loro pranzo, rifletté su quello che le avevano detto. Non aveva mai sentito parlare né del Consorzio né di Tyrron, ma per qualche ragione provava un'avversione istintiva: per quanto odiasse Dariush, non avrebbe mai desiderato che finisse tra le grinfie di un uomo così crudele e spregiudicato. Il Consorzio le ispirava un poco più di fiducia, ma i membri della sua tribù, in particolare Arsalan, l'avevano sempre messa in guardia dalla generosità dei mortali. Non facevano mai niente per niente e quelli che si affannavano per aiutare gli altri erano destinati a una vita di sofferenze e stenti.
"Gli uomini sono consumati dall'avidità e l'avidità non ama altro all'infuori del denaro" ripeteva spesso. Nemeria non aveva mai dubitato che avesse ragione. Arsalan era stato un mercante di stoffe, aveva girato il mondo, perciò chi poteva saperne più di lui?
Incassò la testa nelle spalle e si strinse le ginocchia al petto. Un brivido le si insinuò nella spina dorsale, accapponandole la pelle nonostante il caldo.
"Questo mondo è freddo."
Quando anche Kimiya finì di mangiare, si diressero al primo vicolo dove c'era una grata e si lasciarono scivolare dentro. Anche quella, come molte altre, introduceva in un tunnel che Nemeria non aveva mai visitato. La irritava essere così dipendente dalla conoscenza altrui, che fosse Altea, Hirad o qualsiasi altro membro della famiglia. Si ripromise che si sarebbe sforzata di imparare, in modo da non avere più bisogno di loro. Se i predoni l'avessero trovata, sarebbe dovuta scappare il più lontano possibile per non mettere in pericolo coloro che amava, e per questo era necessario apprendere quali fossero tutte le vie di fuga.
Forte di quella decisione, con grande sorpresa di Altea, la prese sottobraccio e cominciò a farle domande, chiedendole dove stessero andando, quali erano i punti di riferimento su cui basarsi per capire quale fosse la direzione giusta e come orientarsi ai bivi. La Sha'ir ascoltava e rispondeva prontamente, contenta che Nemeria dimostrasse interesse. Talvolta interveniva persino Kimiya, aggiungendo altre informazioni o correggendo la compagna, e grazie all'intercessione di Altea, Nemeria imparò a dialogare con lei. A tratti sembrava afferrare quello che diceva dal solo movimento delle sue labbra. Era strano vederla muovere le mani per dare forma alle parole, tanto che Nemeria ebbe spesso l'impressione di essere dinanzi a una maga in procinto di lanciare un incantesimo. Nello sguardo di Kimiya non c'era altro che il forte desiderio di farsi capire e lo esprimeva non solo attraverso le dita, ma con tutto il corpo, come le Anziane più giovani quando invocavano la benevolenza della Madre nelle loro danze sfrenate.
"Imparerò anche la tua danza, Kimiya."
Parlarono fino a quando Altea non indicò in lontananza una grata. Il sole filtrava attraverso le fessure disegnando il profilo di una scala, che, diversamente da quelle solite, non era costituita da pioli di legno smangiati dall'umidità e dalle intemperie, bensì da una rampa scavata direttamente nella pietra del tunnel. Come le pareti della loro tana, gli scalini erano perfettamente levigati, scolpiti da una mano esperta e, molto probabilmente, non umana.
"Allora Hirad aveva ragione: gli uomini che tentarono di assassinare il governatore erano davvero dei Dominatori."
- Stiamo andando a fare quello che penso? -
- Esatto. - sghignazzò Altea.
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Fighting Fire
FantasíaPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
