Nel cortile centrale si erano radunati almeno una trentina tra ragazzi e ragazze d'ogni età. A Nemeria parve di riconoscere alcuni visi, ma non si soffermò più di tanto. Abayomi e Zahra parlavano a bassa voce in disparte. La Dominatrice della terra, ora che ci faceva caso, era diventata molto più muscolosa di quando si erano scontrate alla cisterna. I capelli, legati in trecce attaccate al cuoio capelluto, le scendevano ben oltre le spalle e, se non fosse stato per l'anello che glieli fermava in una coda sulla nuca, le avrebbero coperto tutta la schiena. La sua ombra soverchiava e inghiottiva quella di Abayomi.
Con la coda dell'occhio, Nemeria scorse Durga sbracciarsi da una delle ultime file. Ahhotep aveva le braccia conserte e un'espressione annoiata. Quando le raggiunsero, si discostò di un passo.
- Voi sapete cosa sta accadendo? - la interrogò Noriko.
- Ve lo stavo per chiedere io. Hanno detto a tutti di aspettare, ma aspettare cosa? Chi? E poi avete visto? Ci sono tantissimissime guardie. - rispose Durga.
- Gli altri? -
- Nessuno lo sa. Ho provato a... -
Lo squillo di un corno richiamò la loro attenzione. Dalle scale vicino all'entrata principale scesero un gruppo di persone, capeggiate da un uomo che Nemeria non aveva mai visto. Indossava un turbante di un rosso vistoso che gli copriva la parte sinistra del volto, lasciando in vista solo l'occhio destro, una polla d'acqua incavata nell'orbita. La tunica lunga gli sfiorava i piedi a ogni passo e le maniche ampie esibivano dei grossi bracciali d'oro, troppo larghi per i polsi stretti del loro portatore. Mina lo seguiva a poca distanza, con uno strascico che accarezzava gli scalini e una tiara d'argento che non riusciva a domare i riccioli ribelli. Nemeria la vide parlare con Adel, che però sembrava ben poco interessato a una conversazione di qualsiasi tipo. Considerando l'espressione concentrata del besajaun, doveva avere ben altro per la testa.
Delle dieci persone che costituivano il gruppo che si aprì a ventaglio sotto il porticato, Nemeria riconobbe anche Morad e Tyrron. Il suo lanista era la mosca bianca: niente oro, niente ostentazione. Indossava con eleganza un semplice paio di calzoni e una candida tunica di cotone con un traliccio d'uva cucito sul collo. Nonostante la semplicità dell'abbigliamento, la sua altezza e il suo portamento fiero catturavano lo sguardo.
Le guardie si erano disposte sul perimetro del cortile e quattro, due per lato, avevano affiancato l'uomo anziano.
- Promessi gladiatori, vi abbiamo addestrato nell'arte dello spettacolo e oggi dovrete dimostrare che il tempo passato qui non è stato vano. A breve vi misurerete in un torneo tra di voi. Non ci saranno premi o punizioni, se non quelle che i vostri padroni potranno decidere di farvi scontare, ma avrete l'onere di mostrarci se siete davvero gli sposi e le spose che l'arena attende. -
Nemeria lo vide prendere un profondo respiro e il sorriso che gli si dipinse sulle labbra spianò le rughe agli angoli della bocca.
- Stasera avrà luogo il vostro battesimo del fuoco. Il torneo è un onore che solo i migliori tra di voi, quelli che davvero hanno la stoffa per diventare gladiatori, potranno affrontare. Davanti agli occhi degli Spiriti e di Ahurmazd Heydar, sarà vostro compito mostrarci che ve lo meritate, che non esiste vento, bufera, freddo o dolore che vi distolga dal vostro obiettivo. Non tornerete a dormire nelle vostre stanze, né potrete mangiare. Se riuscirete a rimanere svegli senza crollare fino a domani mattina, verrete ammessi al torneo. Se, invece, crollerete, significa che la vostra volontà deve ancora essere temprata. Quel che sarà di voi, lo rimetto alle mani dei vostri padroni. -
Roshanai marciò al passo con Reza e, mentre le guardie si facevano indietro, lei, Sayuri e altri, tra uomini e donne, che non erano facce note a Nemeria, ne prendevano il posto. Tutti erano armati e tanto bastava per mettere da parte la sua curiosità.
- Sappiate che, anche se io non sarò qui a sorvegliarvi, sarete tenuti sempre sott'occhio. Se cadrete, lo sapremo. Se proverete a fuggire, la pagherete. - proferì grave e li fissò col suo unico occhio, - Vi dovrete guadagnare tutto ciò che non è una prima necessità. Non importa la vostra età, non importa il vostro passato, non importa il vostro volere. Se non riporterete alcuna vittoria, vi sarà concesso soltanto il minimo indispensabile per la sopravvivenza. Questa regola varrà finché io, Koosha Kodjea, sarò il direttore di questa scuola. -
Nemeria capì cosa intendesse quando vide il ragazzo che era venuto a chiamarle correre a rotta di collo giù dalle scale, con Batuffolo tra le braccia che dormiva tranquillo. Il cuore le precipitò sotto terra quando lo consegnò a Morad e il caracal aprì gli occhi di scatto. Si dibatté agitato, gli artigli che affondavano nella tunica con sempre più determinazione e gli occhi che imploravano aiuto. Nemeria venne investita da un panico viscerale. Fu quando Morad lo colpì sul collo che quel sentimento l'abbandonò all'improvviso, si ritirò come un'onda dal bagnasciuga.
Koosha rivolse gli occhi al cielo e poi incrociò lo sguardo di Tyrron. Si fronteggiarono per un istante più lungo di un'occhiata, quindi il direttore della scuola tornò a interessarsi dei gladiatori. Nemeria aveva il batticuore e voleva correre a riprendere Batuffolo, ma piantò i piedi a terra e rimase lì, a pugni stretti, le unghie dolorosamente conficcate nei palmi e lo stomaco contratto per la fame. Un frullio di ali catturò la sua attenzione: scorse Pavona appollaiata sulla grondaia, la luce lunare ne spruzzava le piume di bianco.
Noriko raddrizzò le spalle, piegò la gamba nell'interno coscia e unì le mani davanti al naso, mentre Durga si limitò a sedersi per terra a meno di un braccio da Ahhotep, che aveva assunto la posizione del loto. Erano tutte lì ed erano pronte.
Rivolse un'ultima occhiata a Pavona e poi a Batuffolo, che dormiva placido tra le braccia di Morad. Se lo rivoleva, il primo passo era guadagnarsi l'accesso al torneo.
"È ora di fare sul serio."
Si impresse quelle parole nella mente e baciò la pietra di luna. Poi si sedette vicino a Noriko e appuntò la sua attenzione sulle torce. Come una farfalla in un tulipano, Agni ondeggiava il bacino al ritmo della musica silenziosa della notte.
Vicino a Koosha, Tyrron la fissava con uno sguardo ardente, carico di un'aspettativa che Nemeria non pensava potesse avere nei suoi confronti. Quando incrociò i suoi occhi, si sentì in dovere di annuire solenne: schiava o non schiava, quella soddisfazione gliela doveva.
- La prova comincia adesso. - annunciò Koosha, - Che la luce di Ahurmazd Heydar sia con voi, gladiatori. -
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Fighting Fire
FantasyPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
