Il giorno successivo fu come il precedente, con la sola differenza che Bahar le ronzava attorno con più insistenza del solito. Nemeria tentò di non farci caso e di rimanere concentrata, anche se era una sfida non da poco, considerando quanto poco aveva dormito.
Quando uscirono dalla Scuola, c'erano già un bel po' di persone che premevano da dietro la linea di guardie per vederli. Senan marciava davanti a tutti, seguito da Durga, mentre Zahra chiudeva la processione. Alcuni rimasero delusi nel vedere che tra di loro non c'era Abayomi e se ne andarono o, comunque, il loro profilo passò e svanì senza destare nulla, se non una lenta e annoiata rotazione della testa. Forse era solo una sua impressione, ma rispetto al giorno prima le pareva ci fosse molta meno gente. Anche così, però, il coro delle voci che faceva vibrare l'aria le si ripercuoteva nelle viscere, scorrendo nelle vene come un vino dolce ad alta gradazione. E più loro la chiamavano, più Nemeria sentiva la determinazione crescere.
Mentre Merneith l'aiutava a vestirsi, grattò più volte il collare. Se soltanto se lo fosse potuto togliere, le sarebbe bastato il tempo di un solo scontro per guadagnarsi l'amore del pubblico.
- Hai bisogno d'altro? -
- No, puoi andare. -
La serva si inchinò, uscì dal camerino e imboccò l'uscita. Nemeria non dovette attendere molto per vedere un'altra porta aprirsi. Da essa emerese una donna anziana come Merneith e, subito dietro, Zahra. Non appena la vide, l'Alatfal'yl schioccò la lingua contro i denti e ancheggiò lontano, con la lunga tunica che svolazzava a ogni passo come la coda di un leone.
- Pronta a essere presa a pugni? - la provocò senza neanche girarsi.
- Parli, ma sei tu quella disarmata. - la rimbeccò Nemeria.
- A me non servono quei gingilli di ferro. - scrocchiò i polsi e si baciò le nocche dei pugni, - Loro fanno decisamente più male. -
Nemeria portò la mano alla shamshir e ne fece scivolare un po' la lama fuori dall'elsa.
Zahra sbuffò una risata: - Mi stai minacciando, bimbetta? -
- Non mi serve. - Nemeria rinfoderò la lama e le elargì il suo miglior sorriso, - Ti ho già battuta alla cisterna. Sarà un piacere farlo un'altra volta davanti a tutti. -
Uno squillo di tromba le interruppe.
- Signore e signori, le nostre nuove sfidanti! - annunciò il banditore con voce tonante.
Le urla d'acclamazione accolsero la loro entrata. Zahra si batté una mano sul petto e, quando alzò la mano aperta sopra la testa, due colonne di sabbia si innalzarono turbinando ai suoi fianchi.
- Zahra! Zahra! Zahra! -
Uno striscione passò di mano in mano fino a quando non si distese del tutto. Il simbolo di Adel, un toro nero con gli occhi bianchi, fissò minaccioso l'arena.
- Nemeria! Nemeria! Nemeria! - gridarono di rimando altri spettatori e, come se non avessero atteso altro, tirarono in alto, sopra la linea dello sguardo, delle piccole bandierine, sventolandole come se la stessero salutando.
Un altro prolungato squillo di tromba ridusse l'arena al silenzio. Koosha sedeva vicino a Orang, con il braccio abbandonato mollemente sulla balaustra, un calice di bronzo in bilico tra indice e medio. Neppure quando un ragazzo gli versò da bere distolse lo sguardo da lei. Era stato lui a portarle via Batuffolo e Nemeria lo odiava.
"Ti farò vedere di cosa sono capace."
Sguainò la shamshir e si mise davanti a Zahra, dieci piedi di distanza a dividerle. La pelle dell'Alatfal'yl si spaccò agli angoli delle labbra lungo cuciture invisibili. Le guance si incavarono, perdendo tono fino a diventare un sottile strato di papiro contro i denti. Quando la dominatrice aprì la bocca, si ruppe, liberando i denti serrati in un ghigno da lupo.
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Fighting Fire
FantasiPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
