Nemeria sbatté le palpebre un paio di volte. Si sentiva tutta intorpidita e non c'era muscolo che non le dolesse. La notte stava schiarendo nell'aurora e il profilo rosato del sole si allargava in un'aureola oltre il tetto della Scuola.
Pavona non era più lì. Il corvo che usava per parlare con lei era rimasto, ma i suoi occhi avevano perso quello scintillio di consapevolezza umana.
"Quindi la prova è finita."
Le guardie si erano date il cambio, mentre i Syad erano gli stessi. Sayuri se ne stava dritta a guardare l'alba. Roshanai se ne stava appoggiata alla colonna con le dita legate dietro la nuca e lo sguardo rivolto sui ragazzi rimasti. Nemeria ne contò una trentina, tra cui Durga, Ahhotep e Noriko. Con suo disappunto, vide che neppure Abayomi e Zahra mancavano all'appello. Si erano accaparrati un angolo lontano che era stato precedentemente occupato da altri concorrenti, ma dove alla fine erano rimasti solo loro due. Poco più in là, steso terra con la gamba piegata sul ginocchio, c'era il ragazzo alto, quello che aveva visto quando erano in coda. Il braccio destro gli sosteneva la testa mentre l'altro a volte afferrava un pugno di sabbia, per poi lasciarla fluire tra le dita aperte. I capelli erano chiari e sottili e le orecchie simili alle ali di una farfalla, con l'elice che si assottigliava sempre più, allungandosi verso l'alto.
"Un Eoin'id? Che ci fa qui?"
Un crampo allo stomaco tagliò di netto il filo dei suoi pensieri. Nemeria si strinse la pancia e si dondolò avanti e indietro finché il dolore non diminuì. Aveva fame e i rumori provenienti dalle cucine non aiutavano affatto. Durante la Condivisione, nonostante si fosse ritrovata davanti a una tavola ricca di prelibatezze, non aveva sentito il bisogno di mangiare. Ora invece, salivava al solo profumo del pane.
Pure Durga sembrava soffrire tanto quanto lei: si era raggomitolata con le bracci avvolte attorno alle ginocchia e si dondolava, gli occhi che si chiudevano e si riaprivano a intervalli di pochi istanti.
"Almeno stanotte non ha fatto freddo. Ma se anche fosse caduta la neve, avremmo dovuto fare comunque questa maledetta prova."
Attesero un'altra ora, durante la quale altri tre caddero addormentati. Nemeria seguì con lo sguardo la loro ritirata e poi tornò a giocare con la sabbia, a compattarla in modo da darle una forma quanto più definita possibile. Non era importante che fosse bella o complessa, semplicemente era essenziale tenere occupati il corpo e la mente.
Il suono lungo e prolungato di un corno ruppe il silenzio nel campo.
- In piedi. - intimò una delle guardie, mentre gli altri soldati si avvicinavano compatti.
Noriko le passò un braccio sotto le ascelle e l'aiutò a rimettersi in piedi. Se soltanto non si fosse sentita le gambe così irrigidite, Nemeria l'avrebbe respinta, ma le veniva difficile anche solo mantenerle dritte sotto il suo peso. Ahhotep fece lo stesso con Durga, con la differenza che dovette praticamente sollevarla di peso.
Koosha e i lanisti arrivarono una decina di minuti dopo. Stavolta, però, entrarono dal portone della Scuola, tutti vestiti con la stessa medesima eleganza del giorno precedente, a parte Tyrron, che invece aveva optato per un chitone di lino sbracciato, annodato sulle spalle. Ai piedi portava dei sandali alti di cuoio rosso, alti fino allo stinco e impreziositi con schegge d'avorio. Oltre a Morad, si accompagnava a una qazam che Nemeria non aveva notato il giorno prima. Gli arrivava a malapena alla vita, ma aveva un bel sorriso, che il rossore sulle guance non faceva altro che rendere ancora più dolce.
Koosha si fece avanti e abbracciò con lo sguardo il campo. Passò un lungo istante in cui nessuno fiatò.
Durga rimase appoggiata ad Ahhotep, ma tenne il mento alzato, orgogliosa come una leonessa, mentre la sua compagna la sosteneva per il fianco, i capelli appiccicati alla fronte appena sudata. Noriko, così come Zahra e Abayomi, ricambiò le occhiate del preside come se fossero indirizzate soltanto a loro.
- Per voi che siete rimasti: bravi. Avete superato la prima prova, quella che vi darà l'accesso al torneo. Mi congratulo con ognuno di voi e spero che questo non sia che l'inizio della vostra scalata verso il successo. - fece una pausa e affetto, - Il torneo comincerà tra quattro giorni. In questo tempo, le lezioni sono sospese. Siete liberi di utilizzare i campi quando e come volete per allenarvi o, se siete già sicuri della vittoria, potrete rimanere nelle vostre camere a riposare. Quel che importa è che, alla fine, siate gli unici a rimanere in piedi. -
Tyrron guardò Nemeria con palese orgoglio. E anche se il sangue faticava a fluire nelle gambe, Nemeria tirò indietro le spalle e intrecciò le dita dietro la schiena. Non era tutto merito suo, ma non le interessava: poteva sopportare uno smacco alla sua autostima per riavere indietro Batuffolo.
"Etheram sarebbe fiera di me."
Due ragazze con i capelli legati in svariate trecce e le guance paffute camminarono fino al limitare del campo, mentre i soldati ingiungevano ai concorrenti vicini di indietreggiare. Srotolarono due pergamene e cominciarono a chiamare i gladiatori che si erano sottoposti alla prova, suddivisi secondo i nomi dei lanisti. Se nessuno rispondeva, spuntavano quello del concorrente con un carboncino, alzando solo di tanto in tanto la testa per controllare chi avesse alzato la mano. Finalmente, Nemeria poté associare il nome di Tana alla qazam che affiancava Tyrron, e scoprì anche che l'Eoin'id si chiamava Senan e apparteneva a un certo Siamak, un uomo con il naso aquilino e gli zigomi bassi e poco pronunciati che si era mantenuto in disparte. Lo sguardo compiaciuto, a metà tra un ghigno e una smorfia, che rivolse al gladiatore non le piacque affatto.
Quando Koosha diede loro il permesso di andare a far colazione e si ritirò ai piani superiori, Tyrron fece cenno a Nemeria e Noriko di avvicinarsi.
- Stasera siete ospiti a casa mia. Morad verrà a prendervi poco prima di cena. Vedete di farvi trovare pronte prima del suo arrivo. - disse e poi, mentre gli altri lanisti parlavano con i propri gladiatori, imboccò le stesse scale di Koosha.
- Vieni, andiamo a fare colazione. Ne hai bisogno. - la esortò Noriko.
- Sì... -
Nemeria si stropicciò gli occhi e si concesse un sospiro di sollievo. Noriko le passò una mano sulle spalle e la strinse a sé.
- Adesso non preoccuparti di nulla. Mangia e riposati. Dopo, quando ti sentirai meglio, valuteremo cosa fare. -
Quel dopo non venne mai, perché non appena tornarono in camera Nemeria crollò addormentata sul letto.
La sera, puntuale, venne Morad a prenderle. Nemeria avrebbe volentieri dormito di più, ma non le era parso che Tyrron avesse incluso nella sua proposta la possibilità di declinare l'invito.
Faceva più freddo rispetto alla sera precedente, il calore intrappolato nelle pietre della strada era già evaporato nell'aria vespertina. La luce filtrava dalle finestre e il vento ingrossava le tende.
Al loro arrivo, i due uomini a guardia del portone della casa di Tyrron si spostarono per lasciarli passare. Una volta dentro, Imar e Adel corsero loro incontro e li condussero nella grande sala da pranzo, già abilmente apparecchiata per tre. I letti, anche in quest'occasione, erano stati spostati contro le pareti, così da lasciare spazio al lungo tavolo, dove capeggiavano diverse portate.
Tyrron le attendeva seduto a capotavola, un'anfora piena di vino a portata di mano. Non appena entrarono, fece loro segno di raggiungerlo e si alzò.
- Venite. Avrete sicuramente fame. -
Il sonno si era fatto da parte nel momento in cui il profumo della carne le aveva stuzzicato le narici, però Nemeria si sforzò di mostrarsi il più dignitosa possibile. Attese che Noriko prendesse posto di fianco a Tyrron e si sedette vicino a lei, cercando di non gettare troppe occhiate in direzione della cucina.
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Fighting Fire
FantasiPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
