Sfida contro se stessi[5/5]

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Il ragazzo marciò in mezzo alla piazza fino alla rastrelliera d'armi, fece un inchino fin troppo cerimonioso e poi afferrò due katane.

"Ma che sta facendo?"

Nemeria guardò Noriko in cerca di una spiegazione, ma anche la sua amica sembrava sorpresa tanto quanto lei.

- Che cosa sta succedendo? - le soffiò Durga all'orecchio, - E perché siamo qui? -

- Non lo so. -

- Non avete sentito Koosha? Dobbiamo esibirci davanti al pubblico. - rispose pacata Ahhotep, - Vogliono mettere alla prova la nostra capacità d'improvvisazione. -

Nemeria deglutì.

Abayomi sguainò le spade che aveva poggiato a terra in un ruggito, indietreggiò spostandosi di lato e le incrociò davanti al petto. Attese immobile con le gambe divaricate finché il suono delle tube e del liuto non si affievolì sotto il ritmo incalzante dei tamburi. Allora scattò in avanti, parando il colpo di un nemico immaginario con una spada, mentre l'altra tagliò l'aria in diagonale. Balzò indietro, girò su se stesso e rieseguì le tecniche, così in fretta che a malapena Nemeria riuscì a vederle prima che lui rotolasse fino alla rastrelliera e sfilasse una lancia. Ritornò in guardia un paio di secondi più tardi, di nuovo immobile sulle note calme della canzone. La mulinò piano, a destra e a sinistra, avanzando di qualche passo con quel suo sorriso da sberle stampato in faccia che Nemeria tanto odiava. Abayomi puntò lo sguardo su di lei e per un momento la sua coreografia parve fermarsi. Il rullare dei tamburi divenne un battito unico e sincronizzato che cresceva d'intensità. Il clangore metallico dei piatti sancì il colpo al volto, la finta al petto, spazzata sulle gambe e affondo nel piede. Nemeria strinse i pugni, reprimendo le fiamme sotto la pelle dei palmi: nella sua mente, era lei l'avversario che stava facendo a pezzi.

- Ti sta provocando, non cascarci. - l'avvertì Noriko.

- E dovrei rimanere impassibile davanti a una cosa del genere? -

- Sì, anche se non è nella tua natura. Se vuoi batterlo devi capire cosa sa e cosa non sa fare. E non sottovalutarlo: è l'unico umano in mezzo a Dominatori, eppure viene trattato con rispetto. A te le conclusioni. -

Seppur avesse ragione, per Nemeria era difficile concentrarsi. Più l'esibizione proseguiva, più la voglia di afferrare la shamshir e affrontarlo cresceva. Doveva ammettere però che era bravo, molto più bravo di quanto si sarebbe aspettata. Impugnava diverse armi come se fossero state un'estensione del sue braccio e le maneggiava con una tale naturalezza da far sembrare tutto semplice, immediato. Nemeria non si stupì più di tanto quando terminò l'esibizione e ricevette uno scroscio di applausi.

Un corno suonò e piombò di nuovo il silenzio.

- Zahra di Adel, dominatrice della terra. -

Zahra diede il cinque ad Abayomi e si diresse anche lei al centro della piazza. Guardò le armi nella rastrelliera con una smorfia di sufficienza prima di rivolgersi al pubblico. Come Abayomi, il trucco le allungava gli occhi e i diversi tatuaggi tribali a motivi geometrici che le avevano dipinto sulle braccia e sulle guance barbagliavano di una luce verde intensa. La tunica si ingrossò quando la pelle di Zahra si spaccò, esponendo lo strato di rocce compatto al di sotto. Richiamò i sassolini e la polvere e li compattò in una spessa lastra di pietra. Il pugno che sferrò la ruppe. I pezzi non fecero in tempo a cadere che, come attratti da una forza magnetica, scattarono contro di lei. Zahra li afferrò e li sgretolò fino a ridurli in sabbia.

Nemeria contemplò rapita i suoi movimenti. Sul finale, la dominatrice diede un pugno a terra. La calce che manteneva insieme l'acciottolato si ruppe e i sassi che ricaddero vennero fracassati da una rapida serie di calci. Al primo, cauto applauso ne seguirono altri e, mentre Zahra tornava vicino ad Abayomi, la piazza parve tremare sotto le urla entusiaste del pubblico.

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