Le grate si alzarono e i due sfidanti fecero il loro ingresso. Si portarono al centro dell'arena, accompagnati da uno scroscio di applausi e acclamazioni. Uno sfoggiava un alto cimiero e una coda di piume di falco che garrivano al vento, mentre l'altro non aveva protezioni sulla testa e, oltre a un gonnellino, indossava soltanto degli alti schinieri che lasciavano liberi i piedi e dei bracciali spessi, abbacinanti sotto la luce del sole, che lo coprivano fin poco sotto il gomito. Si batterono il pugno sul petto e si inginocchiarono sotto il palco del governatore. Quand'egli assentì, balzarono in piedi, i pugni già alzati e pronti a colpire.
- Non hanno armi? -
- Non servono. Si fanno chiamare il Leone e il Grifone. Ti lascio immaginare chi sia il Grifone. -
La pelle del gladiatore si ritirò e il petto e le braccia scoperte si rivestirono di pietre rosse, tanti piccoli sassolini compattati assieme alla sabbia dell'arena a formare un'armatura in continuità con il corpetto di cuoio nero. Il Leone caricò l'avversario e, al momento dell'impatto, il pugno si rivestì di rocce acuminate e sporgenti che esplosero in mille schegge.
- Sono due Dominatori! - esclamò sorpresa Nemeria.
Tyrron sogghignò: - Molto perspicace. -
Il Grifone riguadagnò la distanza di sicurezza, richiamò la sabbia sulla mano aperta e la modellò a forma di lancia. L'arma sibilò nell'aria come se avesse avuto lo stesso peso del suo corrispettivo di metallo, si abbatté sullo scudo del Leone e si sgretolò, e i suoi granelli divennero parte dello stesso, lo allargarono fino a formarne uno più largo, rettangolare e ricurvo.
- Fate sul serio! -
- Forza, Grifone, forza! -
Sulla curva ovest venne srotolato uno striscione con su cucito un grifone arancione, sullo sfondo due lance incrociate. I tifosi, quelli più in alto, battevano i piedi e le mani, mentre sulle curve est fiorivano le insegne di un leone blu.
- Leone. - intonavano a ritmo, - Leone, leone, leone! -
L'eccitazione divampò come un incendio in una sterpaglia, riscaldò gli animi di tutti, mentre lo scontro serrato si perpetrava sotto i loro occhi. Quando il Leone spaccò l'armatura del suo avversario con una scudata e lo fece volare contro il muro, un boato fece tremare Nemeria fin nelle ossa e fomentò un'eccitazione che non credeva di avere. Scattò in piedi e la sua voce si unì al coro di urla selvagge che l'attorniavano, si elevò assieme alle altre e le causò un senso di vertigine inebriante. Il dolore alla schiena era sempre lì, onnipresente, eppure svaniva nel clamore e nell'euforia di quel momento. I suonatori sugli spalti più alti e distanziati dalla folla soffiarono più forte nelle tube e nei corni, mentre la melodia degli organi ad acqua divenne più cadenzata e vivace.
Il Grifone si rialzò e sollevò fieramente il mento, non ancora sconfitto. Levò le braccia al cielo, grugnì e sbatté un piede a terra. La sabbia si si staccò dal terreno e tagliò l'aria sotto forma di proiettili affilati. I primi si bloccarono nello scudo, gli altri sfondarono la barriera e colpirono il Leone con così tanta forza da farlo vacillare. Lo scudo cadde a terra e si dissolse in un nugolo di granelli. Il sangue gli gocciolò sui piedi dalla spalla, dal petto, dal braccio e da un taglio sul collo.
- Grifone, Grifone, Grifone! -
- Combatti, Leone, combatti! -
- Schiaccialo! -
La folla era in visibilio e i tifosi dell'uno e dell'altro gladiatore si contendevano il primato di urla d'esortazione. La donna vicino a Nemeria si sbracciava anche più di lei, con i pendagli che trillavano quando saltava. Ignorò il marito e talvolta le lanciò dei gran sorrisi. Sebbene non avesse la più pallida idea di chi fosse, Nemeria si sentì in dovere di ricambiare.
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Fighting Fire
FantasyPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
