-Ne hai parlato con Hediye? - le chiese dopo un po'.
Nemeria scosse la testa e si raggomitolò ancora di più. Etheram non aveva mai chiamato Hediye "mamma", nemmeno quando era piccola. In effetti, la donna non era la madre naturale di nessuna delle due, ma una "Ikaelan", un'umana che aveva deciso di sua spontanea volontà di unirsi alla loro tribù e prendersi cura dei bambini per ripagare l'Alta Sacerdotessa di quel privilegio. Nonostante conoscesse la verità, Nemeria voleva bene a Hediye e non aveva mai smesso di considerarla sua madre, nemmeno quando le aveva rivelato che non c'era alcun legame di sangue tra lei, Etheram e Rakhsaan. Era accaduto due anni prima e ricordava di aver pianto per un'ora, finché Hediye non l'aveva presa in braccio e l'aveva cullata, conducendola con la sua voce in un sonno tranquillo e senza sogni.
Sua sorella sospirò e le scompigliò i capelli, mettendole un braccio attorno alle spalle.
-Lascia perdere Ziba. Doveva dare aria alla bocca e tu hai fatto bene a bruciarle la merenda. -
-Non lo so... - trasse un profondo respiro e rinserrò la stretta sulle ginocchia, - È che gli altri sembrano saper già fare tutto, manipolano gli elementali con una tale facilità e io mi sento così stupida e incapace. -
-Non lo sei, Nemeria, non lo sei. Tu hai una grande affinità con il fuoco, l'elemento più difficile da manipolare perché il più irrequieto, il più impulsivo, il più indomabile. Si nutre delle emozioni forti e, come un incendio, divampa per un istante e poi si spegne con un alito di vento. -
Etheram aprì il blocco da disegno su un paesaggio desertico, nel quale figurava un sole a picco sulle dune salienti e un cielo insanguinato sullo sfondo.
-Tuttavia, è anche l'energia che anima il mondo. Anzi, è esso stesso l'anima del mondo. Ad esso gli uomini hanno associato gli ideali di forza, coraggio e determinazione. È un agente di cambiamento e attraverso le fiamme riusciamo ad arrivare alla vera perfezione, quella che ci rende Jinian. Ti sei mai chiesta perché il cammino del fuoco è l'ultimo che viene intrapreso? È talmente difficile da manipolare che, se non fosse moderato dagli altri elementi, la sua forza vivificatrice si trasformerebbe in un impeto distruttivo inarrestabile. -
Nemeria sfiorò i delicati clivi disegnati a carboncino, saggiando quasi con deferenza la consistenza ruvida della pergamena. Fissò affascinata quel paesaggio e lo riconobbe come uno dei tramonti del deserto del nord, dove il sole moriva prima e sorgeva più tardi.
-L'acqua, invece, rinsalda ciò che il fuoco dilata, è il grembo da cui ha origine la vita. -
Etheram girò la pagina, mostrandole lo schizzo di una sorgente incassata nel pertugio tra due montagne ancora avvolte dalla morsa del gelo, le cime incappucciate di neve brillante.
-Sotto forma di vapore, sale verso il cielo e nelle sue gocce raccoglie i sussurri delle anime, per poi cadere di nuovo sulla terra, fecondandola, amandola come una madre il proprio figlio. Ma la sua vera forza risiede nel perpetuo mutamento e movimento. Per poterla dominare bisogna cedere, cambiare forma, adattarsi senza piegarsi all'elementale. Al suo opposto, nell'immobilità, c'è la terra. -
Sotto gli occhi di Nemeria, nella pagina successiva apparve una steppa che si estendeva a perdita d'occhio, un mare verde che sulla linea frastagliata dell'orizzonte era costellato da possenti alberi, giganti maestosi che sfidavano il cielo viola del crepuscolo, squarciato da fulmini.
-Fertile e rigoglioso, l'elementale della terra è il grembo che accoglie la vita, la nutre e ne osserva lo sviluppo, ma allo stesso tempo è forte, solido, potente, oserei direi intransigente. Sono riuscita a conquistarmi con difficoltà il suo rispetto, perché la mia natura è più vicina all'aria: mi sono sempre sentita leggera e impalpabile, legata a quell'energia invisibile che penetra nelle profondità della terra, fa bruciare il fuoco e mette in moto le correnti degli oceani. -
Etheram fece una pausa e accarezzò la fronte di Nemeria, spostando le ciocche nere dietro le orecchie, l'espressione seria sulle labbra serrate.
-Qualunque sia l'elementale a cui sei più affine, ricordati sempre che per garantirti la stima degli altri tre dovrai faticare. Non è un cammino semplice, non lo è stato per nessuno, e chi dice il contrario mente. -
-Per te non è stato facile? -
-Affatto, è stata una lotta estenuante. Ma almeno i miei sbagli non sono stati visti da persone come Ziba. - Etheram sorrise e le porse un sacchetto dalla scarsella, - Questo è per te. -
-Che cos'è? -
-Un piccolo pensiero per una bambina che sta crescendo. -
Nemeria lo prese e lo soppesò, tastandolo con le dita nel tentativo di capire cosa fosse, con gli occhi chiusi e le sopracciglia aggrottate. Dopo aver scartato una o due ipotesi, cedette alla curiosità e lo aprì, lanciando un piccolo gridolino di sorpresa quando la luce della luna rimbalzò su una pietra azzurra dai riflessi violacei. Poi si rese conto che era una collana.
-Etheram, è... è bellissima! Dove l'hai presa? -
-Segreto. Ti dirò solo che ho chiesto a un uccellino di accompagnarmi in una certa oasi... -
-Hai davvero chiesto ad Arsalan di portarti con lui al mercato? Come hai fatto a convincerlo? Dice di no a tutti ed è pure antipatico. -
-Dopo l'ultima volta che gli ho fatto notare che la pietra che gli avevano venduto era un sasso colorato, ha deciso di sua spontanea volontà di portarmi con sé. -
Nemeria la squadrò, soppesando le sue parole per cercare di capire se ci fosse un qualche significato nascosto, ma visto che sua sorella non sembrava intenzionata a scucirsi oltre rinunciò, tornando a rivolgere le sue attenzioni al regalo. Era un semplice pendente, la corda era nera e liscia al tatto, come il cristallo, che era stato levigato fino a fargli assumere la forma di una goccia. Esso sfavillava di una luce lattiginosa, che sembrava scaturire dall'interno. A Nemeria ricordava una Lacrima della Madre, quelle che si diceva avesse versato quando Heydar, il campione del suo amato fratello, aveva ucciso Soraya, la sua prima figlia, condannando così tutta la stirpe degli uomini.
-È una pietra di luna. Si dice che aiuti a lenire gli affanni e il dolore, ma soprattutto serve a mitigare le emozioni. Ho pensato che poteva essere un bel regalo per un'aspirante Jinian. -
-È bellissimo, davvero. Posso indossarla subito? -
-Certo, voglio vedere come ti sta. -
Nemeria si alzò di scatto e raccolse in una coda raffazzonata i capelli corvini, trattenendo appena l'eccitazione.
Le Jinian non entravano mai in contatto con gli altri popoli, di solito il compito di mercanteggiare lo lasciavano agli uomini della tribù che si occupavano di scambiare stuoie, statuette di legno, bisacce, cuscini e astucci per armi con beni di prima necessità. I gioielli, ovviamente, non rientravano tra questi e Nemeria li aveva per lo più sentiti descrivere dai racconti delle Anziane, oppure li aveva visti portare da alcune Ikaelan. Il fatto che Etheram fosse venuta in possesso di una collana era straordinario.
Quando percepì la freddezza della pietra sulla pelle, provò subito un profondo senso di pace. Di fronte alla sua faccia meravigliata, sua sorella l'abbracciò, soffocando una risata nei suoi capelli.
-Ti voglio bene, Nemeria. -
-Anche io te ne voglio, Etheram. Prometto di impegnarmi sempre di più per diventare una Jinian brava come te. -
-Oh, così mi piaci. Adesso però andiamo a dormire, domani sarà una giornata impegnativa per te. -
-Non puoi dormire vicino a me? Prometto che non mi muovo troppo. -
-Anche l'ultima volta avevi detto così e la mattina dopo mi sono svegliata fuori dalle coperte. -
-Dai, faccio la brava. - piagnucolò, fissandola come un cane bastonato.
Etheram esalò un sospiro esasperato e si passò una mano sul viso, ma mentre spostava la stuoia Nemeria si avvide che sorrideva. Sua sorella non riusciva mai a negarle nulla.
-Grazie ancora del regalo. Buonanotte. - sussurrò, allungando la mano verso quella di Etheram.
-Sogni d'oro, fiammella. - le rispose, con la voce già impastata dal sonno.
E un minuto più tardi precipitarono nel sonno, le dita intrecciate e i corpi vicini.
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Fighting Fire
FantasíaPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
