A pranzo, mangiò con calma ma senza appetito, poi seguì Noriko, Durga e Ahhotep al campo dell'acqua per allenarsi. Come aveva predetto la sua compagna, a parte loro non c'era nessuno. I boccioli delle Gemme del Firmamento erano chiusi e, più che piante, parevano serpenti con più teste alla disperata ricerca di un via di fuga.
Pur con l'aria così stranamente pesante, riuscirono comunque ad allenarsi, lei e Durga con le armi, mentre Noriko e Ahhotep a colpi di pugni e calci. Si esercitarono con una tecnica dietro l'altra, fendente, tondo, affondo, duellando dapprima da sole contro i loro nemici immaginari, poi in coppia per correggersi e avere l'illusione di uno scontro serio.
Durga era davvero brava, anche se era più goffa. Preferiva attaccare piuttosto che difendersi, sequenziando una serie di colpi veloci e forti ma poco precisi. Dove Nemeria schivava rotolando sulla sabbia, lei parava; dove la lama di Durga avrebbe tagliato un braccio, la sua l'avrebbe soltanto trapassato.
Dopo la cena, andarono tutte a lavarsi e Nemeria capì quanto fosse cambiata quando si ritrovò a specchiarsi nella piscina. Il suo corpo si era tonificato, le sue braccia e le sue gambe rassodate. La pelle non si tirava più sul torace e sulle costole, ma solo sulle ossa del bacino. Aveva ancora una fisicità da bambina, ma aveva raggiunto una maturità nella perdita delle morbidezze dell'infanzia e l'acquisizione di una spigolosità dura, adulta.
La sera Pavona non venne e Nemeria gliene fu grata, anche se avrebbe voluto confidarsi con lei. Avrebbe potuto provare ad aprirsi con Noriko, ma temeva la sua reazione. Se avesse marciato nella sua stanza e avesse preso a pugni Abayomi... no, non era quello a preoccuparla. Il problema era che, in fondo, sapeva già cosa le avrebbe risposto. L'avrebbe fatta semplice, molto più di quello che in realtà era. Le avrebbe detto di tenere la pietra di luna perché era un caro ricordo, che le informazioni di Abayomi, sempre che di informazioni veritiere si trattasse, non valevano lo scambio. Così i giorni seguenti passarono nell'indecisione, in un limbo grigio sospeso tra il desiderio di avere delle risposte e la dolorosa certezza di quanto fosse difficile per lei pensare di separarsi dal suo ciondolo.
- Sei poco concentrata, oggi. -
Nemeria ingollò un lungo sorso di quell'acqua sporca che tanto odiava. Absaiyah, le aveva detto che si chiamava Noriko, un nome molto fantasioso che significava "acqua nera."
- Sono solo tesa per domani. -
- Non dovresti. Sei migliorata molto, sai? -
Durga prese il piccolo otre dalle sue mani e bevve anche lei. Si era raccolta i capelli in uno chignon sulla nuca e aveva fissato i ciuffi meno collaborativi con dei piccoli fermagli.
- Difficile non migliorare allenandosi ogni giorno. -
- Non è così scontato, sennò saremmo tutti esperti gladiatori nel giro di poco. -
- Vero. -
Nemeria distese le gambe e contemplò il campo del fuoco. A quell'ora, complice il caldo del pomeriggio, erano stati ben pochi quelli che avevano deciso di allenarsi. Persino Noriko, che di solito era quella che andava avanti a oltranza, si era ritirata prima del solito. Da quando avevano avuto quella discussione, non si erano rivolte che poche, sterili parole di cortesia.
- Nemeria, senti... davvero è tutto solo a causa di domani? -
- Tutto cosa? -
Durga fissò il dito sull'impugnatura del kilij e con l'altra mano le diede una spinta, facendola girare. Le bruciature sulle spalle erano guarite in fretta e senza lasciare segni. Tuttavia, Nemeria, ogni volta che le occhieggiava, aveva sempre una fitta al petto, una specie di sussulto nel cuore che la obbligava a inspirare più aria del normale.
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Fighting Fire
FantasíaPRIMO LIBRO DELLA SAGA "JINIAN" "Un bambino è la forma più perfetta di essere umano." (Vladimir Nabakov) Nemeria è una bambina come tante, se non fosse che è una Jinian, una figura leggendaria capace di dominare i quattro elementi. Sotto la guida de...
