America, primi anni del Novecento.
Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
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Mi affacciai alla porta, sorridendo. «Chi mi cerca?»
Appena vidi chi c'era seduto sulle sedie della sala d'aspetto dell'ospedale, il mio sorriso svanisce. «Neal, ma che ci fai tu qui?!» si sistemò la cravatta che portava al collo.
«Sei sempre la solita, Candy...» mi osservò attentamente, con sufficienza.
«Che c'è? Ho del lavoro da fare.» esclamai, facendogli ben capire dal mio tono di voce che non avevo per niente voglia di parlare con lui.
«Ma come ti permetti? Sto cercando di chiederti di uscire con me...» borbottò, arrossendo di colpo. «Vatti a cambiare.»
«Ma che...?» ero scioccata, io uscire con Neal?
«Non discutere! Io ti ho chiesto di uscire ed è tuo dovere accettare il mio invito!» sbottò, alzandosi di scatto dalla sedia.
Feci spallucce, indifferente. «Non verrò con te.»
«Come?!» esclamò infuriato.
«Sono di turno...» gli voltai le spalle, cominciando ad avviarmi di nuovo verso la porta.
«Non me ne importa!»
Lo guardai da sopra la spalla, spazientita. «Importa a me!» ci conoscevamo da un sacco di tempo... perché mi chiedeva proprio in quel momento una cosa simile? Non che prima avessi voluto accettare, non sarei uscita con lui neanche per tutto l'oro del mondo.
Lui indietreggiò, rosso come un pomodoro e visibilmente nervoso. «Almeno sei contenta che ti abbia chiesto di uscire?»
Scoppiai a ridere divertita, non riuscendo a trattenermi. «Come potrei esserne felice?»
«Potresti pentirti delle tue parole.» disse duramente. «Potrei dire a tutti in ospedale il tuo segreto...»
«Di che parli?» chiesi confusa.
Lui sfoggiò uno dei suoi soliti ghigni superbi, che caratterizzavano tutta la sua famiglia. «So che stai vivendo insieme ad Albert!» spalancai gli occhi, lui si avvicinò a me e mi fece indietreggiare fino a farmi sbattere contro il muro. «Sembri sconvolta...»
«È come se fosse mio fratello!» esclamai, non riuscendo a dire altro.
«Se accetterai di uscire con me, non lo dirò a nessuno, altrimenti...» mi minacciò.
«Vattene via!» lo spinsi lontano da me e mi staccai dal muro. «Dillo pure a chi ti pare, io non ho fatto nulla di male.»
Andai via, senza neanche aspettare una sua risposta.
Neal che voleva uscire con me... assurdo. Uscii a passo svelto fuori dall'ospedale, indignata. Sarà stato un altro dei piani subdoli di Iriza, ne ero certa. Ma come avrà fatto a scoprire di Albert... lo avrebbe detto davvero a tutti? Forse avrei dovuto dire io tutta la verità prima che si sapesse in giro. Non volevo perdere il mio lavoro, poi non avrei proprio saputo come sopravvivere. Se ci ripensavo, mi saliva la rabbia.