Corsi verso il giardino delle rose, la mattina prima del giorno alla caccia della volpe.
Quest'ultima era una celebrazione che si faceva ogni anno nella famiglia Andrew, e avrei partecipato pure io. Ero molto emozionata, perché avremmo cavalcato i cavalli. Chi dava la caccia a più volpi, vinceva un premio.
Era una giornata ventosa, infatti il vento sferzava i miei riccioli biondi, e infastidita me li scostai dalla faccia. Dal roseto arrivarono leggeri i petali dei fiori, volando fino a raggiungere i miei piedi.
Anthony era già lì, mentre guardava le rose Dolce Candy, ormai quasi sfiorite. La sua figura longilinea, sottile e delicata, gli occhi chiari contornati dalle ciglia lunghe e i capelli biondi che gli incorniciavano il viso dolce, tutto di lui mi scaldava il cuore. Stavo per chiamarlo, ma poi mi trattenni. La sua immagine sembrava lontanissima. Era una strana sensazione; era lì a pochi passi, mi sarebbe bastato pronunciare il suo nome, eppure avevo come l'impressione che Anthony si trovasse in un luogo talmente lontano che, anche se mi fossi messa a correre, non lo avrei mai raggiunto.
Ad un certo punto, Anthony si girò lentamente.
«Che succede, Candy? Perché te ne stai lì immobile?»
Vedendolo sorridere come sempre, mi rasserenai.
«Stavo pensando che oggi molte rose stanno appassendo.»
«È una stagione che finisce.» mormorò Anthony, seguendo anche lui la direzione dei petali che volavano via. «I petali cadevano in questo modo anche quando è morta mia madre...»
Sobbalzai. Sapevo che Anthony aveva perso la madre da piccolo, ma lui non me ne aveva mai parlato.
«Sai, Candy, mia mamma amava molto le rose. Ricordo ancora il suo sorriso, era una donna dalla salute cagionevole. Quando non si prendeva cura dei fiori stava sempre seduta su una sedia a dondolo, osservando il giardino. E quando guardava me, i suoi bellissimi occhi verdi sembravano schiarirsi, e sul suo volto appariva un sorriso ancora più dolce.» mi fece sapere con aria nostalgica, e io lo ascoltai attentamente, rapita dalle sue parole.
«Quando ero piccolo mi dispiaceva moltissimo vedere sfiorire le rose... ero triste, e per qualche strano motivo mi sentivo solo. Forse mi sembrava di rivedere mia madre... era come se con i fiori morisse anche lei. Ma è stata proprio mia madre a dirmi che le rose sono belle perché sfioriscono. "Nascono e muoiono, nascono e muoiono. In questo modo, i fiori vivono per sempre..."» quasi come se stesse parlando con se stesso, Anthony mormorava le parole di sua madre, osservando un punto distante. «"I fiori muoiono e rinascono ancora più belli. Le persone muoiono e rinascono ancora più splendide nel cuore di chi resta. Perciò, Anthony, io vivrò per sempre dentro di te..." La mamma mi ha parlato guardandomi fisso negli occhi. Io ero troppo piccolo per capire davvero cosa stesse cercando di dirmi, ma vedendo i suoi occhi verdi diventare lucidi come bellissimi laghi, ho annuito con grande convinzione...» fece una breve pausa, prendendo un sospiro. «Se n'è andata tre giorni dopo...»
I miei occhi si fecero lucidi, ma trattenni le lacrime.
«Anthony...» mormorai, stringendogli la mano con affetto.
Mi guardava con un grande sorriso, chinandosi per posarmi un delicato bacio all'angolo della bocca. Avvampai e il mio cuore andava a mille per la dolcezza improvvisa di quel gesto. Lui rimase chinato a guardarmi con i suoi occhi che erano più tersi del cielo mattutino.
«È strano, vero Candy? Riesco ancora a ricordarmi perfettamente di lei. Ricordo addirittura la sua voce. È proprio vero che quando le persone se ne vanno, rivivono nel nostro cuore, diventando ancora più belle di com'erano.»
Rimasi in silenzio a guardarlo, per la prima volta senza parole. Avevo paura che, se avessi distolto lo sguardo, Anthony si sarebbe dissolto nella luce.
"I fiori muoiono e rinascono ancora più belli. Le persone muoiono e rinascono ancora più splendide nel cuore di chi resta."
-giuro solennemente di non avere buone intenzioni.
STAI LEGGENDO
White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
