24. Una nuova vita

172 5 0
                                        

Sull'auto, arrivata il giorno della prima nevicata, c'era George, il maggiordomo degli Andrew e spalla destra dello zio William.

Con la stessa inespressività dimostrata quando mi aveva annunciato della mia adozione, si era limitato a comunicarmi i punti principali:
«Sono qui per ordine del signor William. È suo desiderio che lei si rechi in Inghilterra per frequentare con impegno una prestigiosa scuola di Londra. Tutto è già stato preparato, perciò deve partire seduta stante.»

La neve non cessava di cadere, imbiancando tutto il terreno intorno alla casa di pony, e ghiacciando il grande lago.

«Io... ero convinta di non essere più la sua figlia adottiva...» avevo esclamato confusa, ma George era rimasto in silenzio.

Non sapendo cosa fare, avevo guardato Miss Pony e Suor Maria. Senza parlare, le due donne avevano annuito. Sembravano già essere a conoscenza di tutto.
Ero in panico, sapevo che l'Inghilterra era davvero troppo lontana. In fondo io non conoscevo che il mio villaggio e Lakewood. Così, vedendomi in difficoltà, George mi aveva consegnato due lettere da parte di Stear e Archie.

Cara Candy,
come stai? Io e Stear volevamo venirti a trovare e siamo scappati dalla villa, ma George ci ha scoperto subito. Colpa mia che mi sono fidato di quel catorcio di macchina costruito da mio fratello...
In ogni caso, noi ti aspetteremo a Londra. Non vedo l'ora di incontrarti lì.
                                                           Archie

Hai idea di come sarà triste la vita senza di te a Londra? Siamo finalmente liberi dal controllo della zia Elroy, capisci?
Dai, Candy, portami un po' della tua allegria! Ho consegnato a George dei regali che ho realizzato io stesso.
Il primo è una bambola identica a te (prova a tirare il filo)! Il secondo è un salvagente automatico. Basta metterlo in acqua e si gonfia da solo, così potrai affrontare il viaggio in nave in tutta sicurezza!
Ti aspetto a Londra!
                                           Stear

La bambola di Candy in legno... quando si tirava il filo, gli occhi e la bocca assumevano un'espressione felice.
E mentre abbracciavo quel regalo così tipico del mio amico Stear, avevo sorriso tra le lacrime.

Poi, con voce calma e affettuosa, così poco da lui, George parlò:
«Signorina Candy, lei è ancora una degna figlia adottiva della famiglia Andrew. La prego, non deluda le aspettative del signor William.»

Colpita, mi ero limitata a fissarlo. È vero, non avevo mai fatto nulla per ringraziarlo.

«Candy... un dono meraviglioso come questo non capita certo a tutti. Sii riconoscente e accetta questa proposta, noi ne saremmo felici. Siamo certe che dovunque andrai, tu non dimenticherai mai chi sei veramente.» mi aveva spronata Miss Pony. Accanto a lei, Suor Maria annuiva profondamente.

In quel momento, i miei sentimenti si erano fatti chiari. Dovevo di nuovo abbandonare quel luogo che definivo casa, per intraprendere una nuova avventura, una nuova vita.

Ed ecco che Candy intraprenderà il suo viaggio, dove crescerà e cambierà, e dove tante avventure la stanno aspettando.
-

giuro solennemente di non avere buone intenzioni.

White roses & freckles La tua prossima ossessione. Scoprilo ora