Osservavo il paesaggio che mi scorreva sotto gli occhi dal finestrino, il tramonto colorava il cielo di colori strabilianti, e dopo un po' lasciò spazio al bagliore della luna e delle stelle. Ma per il resto vedevo solo boschi su boschi.
«Ci vuole del coraggio per venire vestita in quel modo, ci farà fare una figuraccia!» si lamentò Iriza con il fratello.
«Lasciamola fare, si divertiranno tutti a prenderla in giro!» esclamò divertito Neal. Io alzai gli occhi al cielo, ignorandoli.
Iriza ridacchiò.
«Hai proprio ragione Neal.» poi le spuntò un sorriso che non le avevo mai visto in faccia. «Oh ringrazio il signore, oggi potrò rivedere Anthony.» esclamò con voce sognante, chi sarà mai stato? «Senti fratellino, pensi che ad Anthony possa piacere questo vestito?» chiese Iriza, voltandosi verso Neal.
«Sai che penso invece? Che riesci a perdere completamente la testa quando parli di Anthony!» sbuffò Neal, evidentemente infastidito.
«La cosa non ti riguarda, sono affari miei!» replicò infine Iriza, piccata.
Così c'era un ragazzo che stava a cuore a Iriza, e si chiamava Anthony. Non lo avrei mai immaginato.
«Candy.» mi chiamò la signora Legan, voltandosi verso di me dai sedili davanti della macchina. Socchiuse gli occhi e sembrava quasi minacciarmi con lo sguardo.
«Ascoltami attentamente, la zia degli Andrew, la signora Elroy, da moltissima importanza all'estrazione sociale delle persone. Per cui al ricevimento tu faresti meglio a tenerti in disparte.»
«Va bene!» risposi subito, cercando di non mostrarmi impaurita. Ero parecchio agitata.
Ricominciai a guardare fuori dal finestrino, e la strada mi sembrava molto familiare. Ma se non mi sbagliavo...quella era la strada che portava al cancello, il luogo dove avevo incontrato il mio adorato principe. Anche se sapevo che non era lui, principalmente per la differenza di età. Però erano così uguali...
Capisco che eravamo arrivati alla villa degli Andrew appena vidi il cancello in cui era seduto il ragazzo biondo, e notai una cosa che non vidi la scorsa volta. Il cancello, e poi appena lo varcammo anche il grande giardino, era popolato da rose di ogni tipo e di ogni colore, ne sentivo persino il profumo delicato. Chissà chi se ne prendeva cura così bene. Appena arrivammo davanti l'abitazione, mi ricredei sulla casa dei Legan. Quella era una vera villa, quello era decisamente un castello. Nel grande giardino era pieno di opere scultoree, e l'edificio si stagliava con una costruzione in pietra, proprio come una reggia. Era stupenda, e appena davanti il portone vidi Ster ed Archie, mi pentii per un secondo di essere venuta. Quel posto non era per me e per il vestito miserabile che indossavo.
«Ciao Candy!» mi salutarono entusiasti, mentre scendevo dalla macchina. Erano vestiti con quella strana gonna, il kilt scozzese, come il mio principe tanti anni fa.
«Benvenuta fra noi!» continuarono a dire contenti, sorridendomi a trentadue denti.
«Ciao Stear! Ciao Archie!» li salutai con gioia.
«Ero sicurissimo che saresti venuta.» dissero contemporaneamente. Si guardarono con gli occhi spalancati. «Oh! Allora anche tu l'hai mandato!» esclamò Stear divertito.
«Sì, certo anche io.» rispose Archie con fare ovvio.
«Abbiamo avuto..» cominciò a dire Stear.
«La stessa idea!» concluse Archie. E si erano dati il cinque.
Sorrisi intenerita. Ora che li vedevo così vicino, potevo ben notare che avevano una complicità davvero unica. Dovevano essere molto legati tra di loro.
«Buonasera, siamo molto felici di rivedervi.» Stear raggiunse la famiglia Legan, con tono molto formale.
«La zia Elroy vi sta aspettando nel salone grande.» annunciò Archie.
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White roses & freckles
RomantikaAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
