33. Un posto talmente bello

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Non potevo sedermi vicino a Candy, altrimenti l'avrei abbracciata e mi sarei tradita. Era stato terribile vedere i suoi occhi verdi feriti, soprattutto sapendo che a farle del male ero stata io. La campana che segnava la fine delle lezioni suonò, e subito una ragazza mi si avvicinò.

«Sai una cosa Annie? Candy è stata per molti anni in un orfanotrofio. Ed è stata adottata per pietà dalla famiglia Andrew.»

«Ti ricordo che quell'orfanotrofio si chiama la casa di pony, ed è un posto talmente bello che la tua testa vuota non può neanche immaginarlo!» intervenne Candy di botto, prima di voltarsi ed uscire velocemente dalla classe.

Non potevo, non potevo dire che anche io venivo dalla casa di pony.

«Ecco come educano le ragazze alla casa di pony.» si intromise Iriza, voltandosi a guardarmi. «Oh, come sei pallida Annie!»

«Che succede, ti senti male?» mi chiese anche l'amica di Iriza.

«Non preoccupatevi sto bene, grazie.» risposi con la voce che tremava, anche se non era per niente vero.

***

Camminavo verso il dormitorio femminile, quando all'improvviso una mano si posò sulla mia spalla. Mi voltai di scatto, e una faccia occhialuta mi si parò davanti.

«Stear! Sei tu.»

«Ciao, ti disturbo?» mi chiese, sorridendomi caloroso.

«Stear, potremmo essere puniti se ci vedono parlare.» gli ricordai con un sussurro affrettato.

«Non preoccuparti Candy, ho avuto il permesso dalla direttrice.» mi fece sapere. «E inoltre sono riuscito ad ottenere anche per te il permesso di incontrare Annie Brighton, come membro della famiglia Andrew! Contenta?»

«Stear, sei fantastico!» gli sorrisi.

Magari, capendo che ero stata adottata dagli Andrew, mi avrebbe iniziato a rivolgere la parola.

«Allora andiamo nel salone grande, Archie e gli altri ci stanno aspettando.» replicò incamminandosi.

«Gli altri?» mi affrettai ad andargli dietro. Con le gambe lunghe che si ritrovava dovevo praticamente correre per stare al suo passo.

Sospirò sconsolato, e mi diede una pacca sulla spalla.
«Sì, purtroppo ci sono anche Neal ed Iriza.»

Entrammo nel salone grande, e trovammo tutti seduti a chiacchierare in un divanetto. «Candy! Ti stavamo aspettando.» esclamò Archie venendomi incontro.

«Annie, ricordi Candy? Era lei che badava ai nostri cavalli.» iniziò a dire Neal, con il suo solito ghigno.

«Oh sì, mi ricordo di lei.»

«Benvenuta Annie» le porsi la mano.

Lei titubante me la strinse.
«Ciao, come stai Candy?»

Annie...sei sempre la stessa, i tuoi sentimenti non sono cambiati, vero?
Pensai tra me e me.

«Guarda qui Candy, me l'ha dato la zia Elroy con il preciso incarico di regalarlo a te. È uno scialle di seta.» esclamò Archie tirando fuori un magnifico scialle azzurro.

«Oh! È bellissimo, è per me?» dissi sorpresa.

«Facendo parte della famiglia Andrew anche tu avevi il diritto ad un regalo. Ho dovuto discuterne un po' ma alla fine ho avuto ragione io.» mi fece sapere.

«Grazie Archie.» gli sorrisi con gratitudine.

Me lo mise addosso.
«Sei bellissima Candy!» mi squadrò, alzando il pollice in sù.

***

«Visto che fanatica?» Iriza si avvicinò di soppiatto a me, con un mezzo sorriso.

«Sembra che Archie e Candy siano molto amici.» dissi in un sussurro.

«Io credo che siano molto più che amici! Archie perde completamente la testa ogni volta che incontra Candy.» mi fece sapere Iriza.

«E oggi si comportano bene, di solito sono appiccicati l'uno all'altro.» continuò Neal, sbuffando quasi con disgusto.

Neal e Iriza si sorrisero a vicenda in modo perfido, ma non ci feci tanto caso.

«Scusate ma noi dobbiamo studiare.» ci informò poi Iriza, uscendo dal salone insieme a suo fratello.

«Menomale che se ne sono andati, io non li sopporto più. Quei due diventano ogni giorno più antipatici!» esclamò il fratello di Archie.

«Scusatemi, vado anch'io nella mia stanza. Mi è venuto un forte mal di testa.» abbassai il capo e mi incamminai fuori dal salone.

«Annie aspettami! Ti accompagno.» Archie si affrettò a seguirmi, ma sapevo che lo aveva fatto perché glielo avevano detto Candy e Stear.

«Tranquilla, ti passerà.» disse dolcemente, camminando al mio fianco.

«Sì..» dissi con un filo di voce.

Era molto evidente, ad Archie piaceva Candy.
«Archie! Scusa ma...non potresti camminare un po' più lentamente?» gli chiesi, visto che stava praticamente correndo.

«Oh..ma certo! Stavo pensando, perché non passiamo in infermeria a prendere una medicina?»

«No, grazie.»

«Allora va bene, andiamo.» mi porse il braccio. Titubante mi appoggiai a lui, arrossendo.

«Pensa se qualcuno ti vedesse camminare appoggiata al mio braccio, ci sono regole severe qui.» ridacchiò.

«Sì, lo so. Ma mia madre dice sempre che questa è la migliore scuola per diventare una signorina.»

«Ma tu non avresti bisogno di questa scuola. Perché sei già una vera signorina.» avvampai ancora di più.

«Come sei gentile Archie.» mormorai.

«Annie...dovrei chiederti una cosa.» disse all'improvviso, mentre facevamo le scale per andare nella mia stanza. «Io vorrei che tu diventassi amica di Candy, vedi lei è un'orfana ed è stata cresciuta alla casa di pony, un orfanotrofio. Malgrado tutto quello che ha passato è molto dolce, simpatica, piena di vita e soprattutto coraggiosa. Ma qui c'è Iriza che la odia, ed è per questo che io ti chiedo di diventare sua amica, per poterla consolare.» Archie si bloccò quando vide che mi ero staccata dal suo braccio.

«Ma che succede Annie? Ti senti male?» mi chiese preoccupato.

«Sono stanca Archie, scusa mi dispiace.» e come una codarda corsi via, lasciandolo indietro.

Mi richiamò ma non mi fermai. Lui mi piaceva molto, ma non capiva cosa provavo per lui, e mai lo avrebbe capito. Pensai alle sue parole su Candy, e la invidiai. Lei era sempre vivace, allegra...ecco perché era amata da tutti.

Chissà se Archie prova davvero qualcosa per Candy...
-giuro solennemente di non avere buone intenzioni.

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