84. Delicato come una rosa

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Da quando avevo iniziato a lavorare nella clinica del dottor Martin, più persone avevano iniziate a venire. Per lo più erano bambini, che magari si facevano male giocando nei dintorni e i genitori li portavano lì.
Ma la voce che una "graziosa ragazza", che sarei io, aveva iniziato a lavorare in quella malandata clinica gestita da un "dottore alcolizzato", aveva iniziato a girare e visto che i bambini a quanto pareva mi adoravano volevano sempre venire lì quando stavano male, e i genitori ci lasciavano anche la mancia.

Avevano iniziato anche ad aver più fiducia nel dottor Martin, da quando ero riuscita a toglierli il vizio di bere a tutte le ore del giorno. Ormai era quindi una settimana che lavoravo lì, e mi ci trovavo davvero bene.






Svoltai in un sentiero pieno di fiori, e mi guardai intorno. C'era un gran baccano all'interno della grande villa degli Andrew, da quello che avevo capito Iriza stava tenendo una specie di festa.
Feci qualche altro passo in avanti, ma dove erano tutti? Eppure avremmo dovuto incontrarci lì... sorrisi e feci qualche altro passo. Era da un po' che non passavamo un po' di tempo insieme. Ad un certo punto vidi una sagoma uscire da una porta laterale, e la figura alta di Neal mi si parò davanti.

«Candy, che ci fai qui?» mi chiese, sfoggiando un sorrisetto. Era vestito più elegante del solito.

Alzai gli occhi al cielo, era sempre tra i piedi in quel periodo. «Non sono venuta qui per vedere te, questo è certo.» risposi sarcastica, con un tono che non mi apparteneva. Non riuscivo proprio a sopportarlo quel ragazzo.

«Non negare l'evidenza...» si avvicinò di qualche passo a me, ghignando. «Anche io avevo voglia di rivederti.»

Sbuffai, proseguendo per la mia strada.
«Ma di che parli? Addio.»

Non feci neanche in tempo ad allontanarmi troppo, che mi prese per un polso e mi fece voltare verso di lui.
Avvicinò il suo viso al mio, prendendomi per le spalle. «Non devi più nascondere i tuoi veri sentimenti! Sai, ti ho trovato un lavoro...»

Feci una smorfia disgustata e mi strattonai via da lui.
«Ho già un lavoro!» esclamai, e sotto il suo sguardo sorpreso mi allontanai velocemente.

Camminai come una furia, stringendo i pugni. Come se non avessi capito che era stato proprio lui a farmi licenziare dall'ospedale... che faccia tosta!
Ma a quanto pareva qualcuno lassù mi doveva proprio odiare, perché appena pensai di essermela svignata da Neal, vidi la secondogenita dei Legan appoggiata ad una delle tante statue.

«Candy!» esclamò duramente, come se mi stesse aspettando. «Si può sapere cosa hai fatto a Neal? Stavo tenendo una festa apposta per lui e quella che dovrebbe essere a breve la sua fidanzata, ma appena ti ha vista è uscito di tutta fretta dal salone. Che hai fatto a mio fratello?!» esclamò infastidita, incrociando le braccia al petto.

«Voi due siete senza speranza!» urlai spazientita, scavalcando un cespuglio e allontanandomi anche da lei.

Dovevo proprio incontrare quei due? Scommettevo di imbattermi anche nella zia Elroy data la mia sfortuna di quel giorno... Ma invece, dopo numerosi sentieri, mi ritrovai nel retro della casa. Avevo il fiatone, quanto era grande quel posto...

«Candy!» Archie mi fece segno di raggiungerli, erano seduti in mezzo al prato.

Patty mi sorrise e mi salutò con la mano, mentre Annie mi correva incontro abbracciandomi. Mi prese per mano e mi fece sedere per terra.

«Ragazzi, finalmente... la proprietà degli Andrew è interminabile, ci ho messo un secolo a trovarvi!»

Annie ridacchiò, spostandosi su una spalla i lunghi capelli neri. Era sempre bellissima, i suoi occhi azzurri brillarono quando Archie le passò un braccio attorno alle spalle e la coccolò. Anche lui non lo vedevo da un po', si era tagliato i capelli e addosso aveva sempre una delle sue numerose camice di seta.

White roses & freckles La tua prossima ossessione. Scoprilo ora