46. Una bellezza rara

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Il dolce fruscio del vento mi scompigliava i capelli, e il profumo dell'estate era piacevole e rilassante. Mi voltai a guardare Terence, che stava osservando il bagliore del lago. Si girò pure lui verso di me. Ormai passavo praticamente tutte le mie giornate con lui, non riuscivamo a stare lontani a quanto pareva, nonostante i battibecchi. Ma ci facevamo del bene a vicenda.

«Candy! Ti sei fatta male al braccio.» notò preoccupato, osservandolo. Solo in quel momento notai dei graffi. «Deve averti graffiato un ramo mentre andavamo a cavallo.»

«Non è niente Terence.» avevo ribattuto, accennando un sorriso.

«Beh, comunque sarà meglio fasciarlo.» dalla tasca prese un fazzoletto di cotone, e me lo legò intorno al braccio.

«Apposto Candy!» si alzò in piedi. «Scusami per quello che ho fatto prima, ma l'ho fatto per il tuo bene.»

Gli sorrisi rassicurante.
«Che buon profumo...»

«Cosa?» chiese Terence confuso.

«Questo fazzoletto ha lo stesso profumo che aveva tua madre, Terence.»

«Sarà partita a quest'ora.» rispose con un velo di tristezza.

«Già, sarà sulla nave che la porterà in America.»

«Adesso basta, non parliamone più.» disse, lanciando piccoli sassi dentro il lago.

«Candy!» urlò poi qualcuno in lontananza.

Osservai i miei amici che facevano un giro dentro il lago in barca.
«Ciao Candy!» mi salutò Annie.

Iniziarono ad avvicinarsi e in lontananza vidi Iriza con suo fratello, pure loro in barca. «Neal sbrigati! Vai più veloce!»

Iriza si alzò dalla barca appena vide Terence.
«Oh dio mio, Candy è con Terence!» piagnucolò rivolta a suo fratello, pensando forse che noi non la sentissimo.

«Iriza stai ferma, siediti!» la barca perse equilibrio e caddero entrambi in acqua.

Cercarono di tenersi a galla ma sembravano in difficoltà. Iriza continuava ad urlare, così Terence dopo avermi lanciato un fugace sguardo si tuffò per soccorrerli. Per fortuna riuscì a riportarla a riva, mentre Neal si era aggrappato alla barca.

«Iriza, stai bene?» chiesi quando Terence l'aveva appoggiata per terra, tra l'erba.

«Non ti preoccupare, è solo spaventata.» rispose Terence.

Annie, Patty, Stear, Archie e Neal corsero nella nostra direzione.

«Allora, come sta?» chiese Stear.

Iriza si aggrappò a Terence e piagnucolò.

«Ora sta bene, ma se fosse stato per voi sarebbe annegata.» ghignò quest'ultimo. «Visto che non sapete nuotare.»

Stear spalancò la bocca.
«Questo non è vero!»

«Quando tu ti sei tuffato Stear ed io eravamo
sul punto di...» Terence bloccò Archie.

«Certo, e in ogni caso voi non avete mosso un dito.»

«E poi secondo me Iriza non stava annegando, hai visto come si teneva a galla?» continuò Archie, evidentemente su tutte le furie.

Terence guardò Iriza.
«Sai nuotare?»

«No! Devi credermi, stavo veramente annegando, ti devo la vita Terence!» lo abbracciò.

Archie e Stear si guardarono increduli, non credendo alle parole di Iriza. Io non sapevo che pensare. «E voi due siete dei vigliacchi!» gridò Iriza rivolgendosi a loro. «Se fosse stato per voi a quest'ora sarei morta.»

White roses & freckles La tua prossima ossessione. Scoprilo ora