Appena entrai all'interno del tendone, delle urla arrabbiate mi travolsero.
«Basta con questo strazio, non se ne può più!»
«È una vergogna, giù dal palco, cialtrone!»
«Non si capisce una parola di quello che dici!»
C'era puzza di alcol e fumo, che ci faceva Terence in un posto del genere? Lui, che aveva recitato in ruoli da protagonista sui migliori palcoscenici del paese. Brillava più di chiunque altro, era nato per recitare, per essere una stella di broadway. Sembrava avesse un futuro luminoso e costellato di successi e invece era finito lì...
E infatti eccolo lì, nel palco punteggiato da mozziconi di sigarette e luci che andavano e venivano. Lui, sempre così luminoso e appariscente, era ridotto uno straccio. Riuscivo a vederlo bene: le occhiaie profonde sotto i suoi meravigliosi occhi blu notte, in quel momento scuri e spenti. I capelli lunghi, legati in una coda sfatta e i vestiti sudici. Per me lui era bellissimo anche in quel modo, ma gli altri presenti lo stavano insultando nei peggiori dei modi.
Lui non apparteneva a quel posto, era di tutt'altra pasta e io lo sapevo bene. Non avevo dimenticato il tempo trascorso con lui in Scozia, emanava energia e serenità. Ma adesso era solo l'ombra di quello che era stato... Lacrime amare cominciarono a scendermi copiosamente giù dalle guance, e una tremenda colpa si impossessò di me. Credevo che Terence avesse scelto Susanna di sua spontanea volontà, ma non era così. Lui non aveva potuto scegliere nulla... avevamo entrambi messo da parte i nostri sentimenti, e quello era il risultato.
E tutto quello... era per colpa mia. Per andare avanti ci erano volute tutte le mie forze e l'aiuto dei miei amici, e alla fine ero riuscita a non cadere del tutto vittima della malinconia. Invece, lui... non era riuscito a dimenticarmi e ad andare avanti.
«Questo spettacolo fa schifo! Questo cretino è ubriaco fradicio e non si ricorda nemmeno le battute! E questo lo chiami recitare?! Vattene, sei penoso!»
Con le lacrime agli occhi e con tutta la forza che avevo, presi il colletto dell'uomo che stava facendo tutto quel casino.
«E come potrebbe recitare bene con te che urli come un pazzo?!» esclamai, mentre lui mi guardava con gli occhi spalancati. «Terence è un grande attore, lascialo esibire!»
«Sì... mi scusi signorina.» balbettò lui, imbarazzato. Altre persone iniziarono ad urlare insulti a Terence.
«Silenzio! Non riesco a sentire se fate chiasso!» urlò l'uomo di prima. Sorrisi soddisfatta.
***
«Lady Raspberry... mi state accusando di avervi ingannata?» biascicai.
«Proprio così!» replicò la donna che stava recitando con me.
Un giramento di testa mi fece cadere dritto seduto sulla sedia che era di fianco a me. Ero ricaduto nei miei vizi di un tempo... fumo e alcol, come mi ero ridotto?!
Mi poggiai una mano alla testa, quando sentii una fitta trapassarmela... qual era la prossima battuta?
Alzai lo sguardo annebbiato verso il pubblico, accorgendomi solo in quel momento dell'improvviso silenzio. Non capivo... si erano messi a seguire lo spettacolo?
Aguzzai bene la vista, cercando di capire perché la persona in fondo alla stanza mi sembrava tanto famigliare. Mi alzai di scatto, quando due paia di occhi verdi pieni di lacrime mi guardarono con affetto.
Candy... stavo sognando? Quella era un'illusione... non c'era altra spiegazione. Ma se così fosse stato, perché Candy starebbe piangendo? Perché il suo volto lentigginoso era rigato dalle lacrime? La donna che recitava con me mi richiamò, toccava a me dire la mia battuta. Abbassai lo sguardo, e strinsi i pugni. Che cosa stavo facendo? Da quando la nostra storia era finita... io...
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White roses & freckles
RomansAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
