Il rumore della nave si univa a quello delle onde. La musica che proveniva dalla sala era ritmata e piacevole. Sbattei le palpebre, gli occhi umidi dal freddo, e mi scostai un ciuffo ribelle dal viso. Il vento si era fatto ancora più gelido e il ponte della nave era percorso da una nebbia fitta, il mio vestito bianco quasi si mimetizzava. Distolsi lo sguardo dall'acqua scura e agitata, e mi incamminai all'interno, però mi fermai subito di scatto. Al di là della nebbia, mi sembrava di scorgere una persona. Mi avvicinai di qualche passo, e quando la visuale si fece più chiara, riuscii a distinguere l'immagine di spalle di un ragazzo.
Se ne stava sul parapetto della nave, sporgendosi per metà della sua altezza. Era intento ad osservare la profondità del mare, e aveva come l'aria di volersi gettare in acqua da un momento all'altro.
Preoccupata mi avvicinai ulteriormente, ma appena ero solo a pochi passi da lui trattenni il respiro, il cuore mi batteva così forte da farmi male.
«Anthony...» sussurrai, con le labbra tremanti.
Quel ragazzo gli assomigliava così tanto... la stessa postura di chi sembrava assorto in qualche pensiero, i capelli morbidi accarezzati dal vento...
Lo guardai come se fosse una calamita, non riuscendo a staccargli gli occhi di dosso. La nebbia nascondeva il profilo del ragazzo, e mi sentivo il petto schiacciato da un peso insopportabile. Somigliava davvero molto ad Anthony. In realtà, il ragazzo che avevo davanti era molto più alto e atletico, ma la somiglianza restava comunque impressionante. Ad un certo punto la nebbia si spostò, e rese chiaramente visibile il profilo del giovane. Sobbalzai, continuando a fissarlo. Stava piangendo...
Mi era sembrato di scorgere un luccichio in quello sguardo rivolto, quasi con aria di sfida, all'oscurità della notte. Esitai, sentendo di aver assistito a qualcosa che non avrei dovuto vedere, ma non riuscivo ad andarmene. Mi ricordava il profilo di Anthony quando, a volte, guardava in lontananza con quell'aria triste.
«Chi è?»
Ad un tratto il ragazzo si voltò, parlando con voce decisa. Aveva un forte accento inglese, e aveva usato un tono che si addiceva poco alla sua immagine triste di spalle.
Due occhi blu, scuri come il mare sotto di noi, si puntarono nei miei. Così, iniziai a balbettare.
«Scusami... mi sembravi così triste... avevo paura che ti volessi buttare in mare...»
«Triste? Io?» si indicò con il dito, e scoppiò in una fragorosa risata. «Questa è bella! E così io sarei triste e starei per buttarmi in mare?»
Non la smetteva più di ridere a crepapelle, e iniziai ad innervosirmi, sentendomi presa in giro. Quella persona non corrispondeva affatto a quella del giovane di spalle che assomigliava ad Anthony. La luce che avevo visto poco fa nei suoi occhi doveva essere stato un abbaglio.
«Che ci fai qui a passeggiare da sola? Nel salone c'è la gran festa di capodanno.» mi chiese lui con evidente ironia.
«Non amo molto le feste.» risposi con aria indifferente, ormai indispettita.
Il ragazzo si mise nuovamente a ridere, aveva una risata profonda e roca, come se non ridesse da tanto tempo.
«Come no, dì piuttosto che non hai nessuno con cui ballare.»
«Ti sbagli!» esclamai, rivolgendogli un'occhiata irritata.
«Non ti offendere, signorina tutte lentiggini. Se ti arrabbi ti si vedono ancora di più.» si avvicinò improvvisamente al mio viso e fece un fischio. «Ma guarda che esagerazione! C'è davvero una faccia dietro a tutte quelle lentiggini. Poverina...»
Gli rivolsi uno sguardo tagliente.
«Bè, mi dispiace tanto per te, ma io adoro le mie lentiggini! Vorrei persino averne di più! Immagino che la tua sia tutta invidia, visto che non ne hai nemmeno una!»
«Ah! Quindi sei una collezionista di lentiggini!» finse un'aria sorpresa e si avvicinò ancora, passandosi una mano tra i lunghi capelli castani mossi dal vento. «Quindi vuoi dire che vai orgogliosa anche di quel tuo nasino all'insù?»
No. Quello sguardo canzonatorio non assomigliava affatto a quello di Anthony.
«Naturalmente! E pensa che per averlo così all'insù, me lo schiaccio apposta ogni giorno!» presa dalla rabbia, mi premetti all'insù di proposito il naso.
Quel ragazzo continuava a sottolineare tutti i particolari fisici di cui mi preoccupavo maggiormente.
«Sei proprio un tipetto vivace.» ridendo, il ragazzo si girò incamminandosi lungo il ponte. «Meglio scappare, prima che tu mi morda. Buon anno nuovo! È stato divertente conoscerti, signorina tutte lentiggini.» alzò un braccio in segno di saluto, e sparì fischiettando nella nebbia.
Lo osservai allontanarsi e gli feci una smorfia. Ero arrabbiata con me stessa per essermi fatta abbindolare per un attimo, ingannata dalla apparente somiglianza con Anthony.
«Signorina Candy, la stavo cercando.» fece la sua comparsa George, e mi affrettai ad assumere nuovamente un'espressione degna di una signorina. «Questa notte la nebbia è molto fitta, come potrei giustificarmi con il signor William se lei dovesse accidentalmente cadere in acqua?»
«Mi perdoni...» replicai con sincerità, incamminandomi al suo fianco. «Senta, George... prima non ha per caso incontrato un ragazzo?»
«Si riferisce al signorino Granchester?» constatò lanciandomi un'occhiata veloce.
«Ah, quindi quel tipo si chiama Granchester.» dissi con voce amara.
«Esattamente. Credo faccia parte di un'illustre e nobile famiglia inglese.» mi fece sapere.
«Cosa? Quel ragazzo arrogante e sfacciato sarebbe un nobile?» spalancai la bocca oltraggiata.
«È successo per caso qualcosa con il signorino?» mi chiese preoccupato George.
«No... è che mi sembrava assomigliasse un po' ad Anthony...»
«Al signorino Anthony...?» mormorò l'uomo, fermandosi.
Non riuscendo a sopportare lo sguardo addolorato di George, gli rivolsi un bel sorriso.
«Ah, ma ho fatto un grande errore!» dissi con aria contrariata. «Non c'entrava proprio un bel niente con Anthony! Quello sarebbe un nobile? Anthony sì che era signorile, ed era nobile in tutti i sensi, non crede?»
George non rispose e abbassò lo sguardo, e in silenzio raggiungemmo la mia cabina.
«Fra tre giorni arriveremo in Inghilterra. Dorma bene.» mi augurò George davanti la porta, continuando a distogliere lo sguardo.
«Grazie. Buonanotte, George.» mormorai, ma lo richiamai con voce allegra. «Buon anno nuovo, George! Spero che questo nuovo anno ci riservi solo cose belle!»
Lui si fermò e si voltò lentamente.
«Questo è il mio augurio anche per lei, signorina Candy. Buon anno nuovo.» disse dolcemente, chinando profondamente il capo.
Questo nuovo anno, ero sicura, sarebbe stato più positivo.
Finalmente è arrivato il mio amore. 😍
Spero amerete questo ragazzo quanto lo amo io, è un personaggio complicato da capire.
-giuro solennemente di non avere buone intenzioni.
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White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
