«Terence!» la figura di Susanna mi si parò davanti, entusiasta. «Hai visto i risultati? Congratulazioni, sono felicissima!»
Spalancai gli occhi.
«Tu sei Romeo e io Giulietta! Meno male, se Romeo non fossi stato tu non mi sarebbe importato di fare Giulietta.» esclamò.
Un sorriso mi si stampò in faccia.
«Dove sono i risultati?» chiesi contento, cominciando ad incamminarmi.
Però appena svoltai l'angolo mi imbattei in due miei colleghi, che non mi andavano particolarmente a genio.
«Congratulazioni, Terence Baker.» disse uno di loro, ghignando. Strinsi i pugni per contenere la rabbia.
«Come previsto hai avuto il ruolo da protagonista!» si intromise l'altro.
«Non è quello il mio nome!» urlai, non riuscendo a contenermi. «Non mi chiamo Terence Baker. Chiamami usando il mio vero nome!»
«Non devi nasconderlo, lo sanno tutti che in realtà tua madre è Eleanor Baker.» ridacchiarono, prendendosi gioco di me.
«E allora?» sibilai tra i denti.
«Niente, ti invidiamo un po'. Essere figlio di un'attrice famosa ha i suoi vantaggi.»
Furioso, mi lanciai addosso a loro.
«Come osi?!» lo presi per il colletto. «Cosa stai insinuando?»
«Terence!» urlò Susanna spaventata, ma la sua voce mi arrivò ovattata. «Per favore smettila!»
Mi strattonò via e io cominciai ad uscire dalla porta, andando verso l'ufficio del mio capo.
«È permesso? Vorrei parlarti.»
«Vieni pure, anch'io volevo parlarti di una cosa.» entrai e notai che era davanti la finestra, la folta barba nera e un calice di vino in mano.
«Darti la parte di Romeo è stata una decisione difficile.» cominciò a dire, sorridendomi.
«È proprio di questo che si tratta.» lo interruppi, mi fece cenno di andare avanti. «Credo di essermi guadagnato quel ruolo, ho ragione?»
Passarono dei secondi in cui lui sorseggiava il vino, e io attesi una risposta, rigido davanti la sua scrivania.
«Cosa intendi dire?» chiese.
«Beh, non ci sono state pressioni esterne. Vero?» chiarii.
«Ti riferisci ad Eleanor Baker?» mi osservò con la coda dell'occhio, mentre guardava fuori dalla finestra. Annuii. «Mi ritengo personalmente offeso dalle tue insinuazioni!» disse duramente, cambiando completamente tono di voce.
«A teatro contano solo le tue abilità nella recitazione!» continuò poi. «Non importa chi sia tua madre, se non sai recitare, sei fuori. Non ascoltare tutto quello che ti dicono.» sorrise. «Sei stato selezionato da me e dal mio staff. Non devi dubitare di te stesso.»
Abbassai lo sguardo, sentendomi in colpa.
«Mi perdoni, è come dice lei. Ho dubitato di me stesso.»
«Che gli altri parlino male di te fa parte del lavoro. Insinuazioni come questa saranno all'ordine del giorno.»
Sperai tanto che Candy venisse a vedermi recitare a broadway, quello di Romeo sarebbe stato il mio primo ruolo da attore protagonista, e volevo che lei lo vedesse.
***
«Non posso crederci, signorina senza speranza.» esclamò la direttrice Mary Jane, arrossii imbarazzata ma compiaciuta. «Hai fatto pressioni al direttore Leonard...»
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White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
