Le strade buie e deserte scorrevano veloci sotto i miei occhi, l'unica fonte di luce era la luna appena spuntata nel cielo scuro. Sembrava un secolo che eravamo partiti.
«Scusi, manca ancora molto?» chiesi impaziente all'uomo alla guida.
«Ci siamo quasi.»
Guardai fuori dal finestrino, in agitazione. Non credevo avrei mai rivisto Terence, ero così preoccupata per lui... chissà come stava. La sua carriera era importante e lui aveva un grande talento, mi dispiaceva troppo che stesse buttando via tutto in quel modo. Ero talmente in pena per lui che era da più notti che non riuscivo a dormire bene.
Ad un certo punto la macchina si fermò davanti ad un grande edificio.
«Entra pure, ti sta aspettando.» l'uomo mi sorrise.
Scesi dalla macchina e subito la sentii allontanarsi. Appoggiai la mano sul battente del grande portone, esitando ad aprirla. Terence era lì, a pochi passi da me... Mi feci coraggio e la spalancai, guardandomi intorno. Le luci erano spente ma le finestre erano aperte, quindi passava un po' di luce e riuscii ad orientarmi. Era davvero enorme ed elegante quel posto.
«Terence, sei qui?» esclamai, sperando di farmi sentire.
Non ricevetti risposta, così incrociai le braccia al petto, stizzita. Ancora con quei giochetti in un momento come quello. Mi voltai di scatto appena sentii una porta alle mie spalle spalancarsi, ed appena vidi la figura avanzare verso di me, spalancai gli occhi inorridita.
«Neal?!» urlai furiosa, mentre lui sfoggiava un ghigno e si fermò davanti a me.
«Ah, Candy...» ridacchiò e si mise la chiave che aveva in mano in tasca. «Mi dispiace deluderti, ma io non sono il tuo attore da strapazzo.»
Contrassi la mascella e strinsi i pugni, mi aveva ingannata. Mi era bastato sentire il nome di Terence ed ero caduta come una stupida nel tranello di Neal.
Fece un altro passo verso di me e mi appoggiò le mani sulle guance, fissandomi intensamente negli occhi.
«Sei così bella...» sussurrò.
Mi allontanai inorridita, tirandogli uno schiaffo.
«Giù le mani!»
«Bada a come parli!» sbottò, portandosi la mano nel punto in cui l'avevo colpito. «Io volevo solo essere gentile. Ricordati che se volessi, potrei anche sposarti!» spalancai gli occhi, mentre lui indicò il territorio in cui ci trovavamo. I suoi occhi marroni brillarono con furia. «Guardati intorno, siamo in una villa lussuosissima! E la mia famiglia ne possiede altre come questa. Tutto questo sarà tuo quando sarai mia moglie!» urlò, rosso in viso. «Sono un ottimo partito, sono molto ambito e ho scelto te... a me piaci tu. Sposami e ti renderò felice.»
Non lo ascoltavo neanche più, andai verso la porta d'entrata ma non si aprì.
«Voglio andare a casa mia, dammi la chiave!» esclamai duramente, voltandomi verso di lui.
Ma non feci in tempo ad allontanarmi che lui si fiondò su di me sbattendomi al muro, mi prese per la vita e poggiò le sue labbra sulle mie.
«No!» urlai più forte possibile, urtandolo via con tutta la forza che avevo in corpo, disgustata.
Neal perse l'equilibrio e cadde a terra, addosso al muro. La chiave che aveva in tasca scivolò fuori, e approfittando della sua confusione la presi velocemente e la infilai nella serratura con mani tremanti, la porta si spalancò e corsi via più veloce del vento. Lacrime mi rigarono il viso e mi offuscarono la vista. Era un bastardo, Neal era la persona più viscida che io avessi mai conosciuto. Come aveva osato? Gliene avrei fatto pentire!
Ero stata una stupida, avrei dovuto capire che non poteva trattarsi di Terence. Con la vista offuscata dalle lacrime non mi accorsi del sasso che mi sbarrò la strada, così inciampai e finii per terra. Con le ginocchia sbucciate mi alzai lentamente da terra, asciugandomi le lacrime. Mi guardai intorno, e davanti a me c'era solo una lunga strada fiancheggiata da abeti. Non sapevo neanche dove fossi, mi ero persa. Ed era buio pesto, come avrei fatto a trovare la strada da sola?
Il cuore mi iniziò a battere impazzito e le mani mi tremarono, appena vidi un'ombra farsi sempre più vicino a me.
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White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
