«Non farti scoprire. Gli animali non sono ammessi in reparto!» intimai a Mina, mentre la spingevo su un carrellino coperto da un telo.
Appena fummo nella stanza del signor MacGregor Mina gli corse immediatamente incontro.
«Mina...» esclamò, con gli occhi che brillavano dall'emozione. «Mi sei mancata...» l'abbracciò e l'accarezzò più volte. «Grazie.» si rivolse a me, io sorrisi.
I giorni passavano e il signor MacGregor stava sempre meglio, l'avevo anche iniziato a portare fuori tutti i pomeriggi. Aveva sempre il sorriso impresso sul viso rugoso, era sereno come mai l'avevo visto dopo che aveva rincontrato Mina. La direttrice e il dottor Frank erano ancora sbalorditi dal suo cambiamento.
«Quindi credevi che Mina fosse una persona?» il signor MacGregor rise divertito, mentre io lo spinsi nella sedia a rotelle per il parco dell'ospedale.
«Ne ero convinta...» ridacchiai a mia volta.
«Non sarà una persona, ma preferisco di gran lunga lei a chiunque altro.» mi fece sapere. «Sai Candy, sei molto meglio di quel mio assistente incapace.» poi si girò verso di me. «Quando starò meglio ti andrebbe di lavorare per me?»
Spalancai gli occhi, stupita.
«Wow! Dice sul serio? E mi pagherà bene?» chiesi scherzosamente.
«Ma certo!» rise di gusto, poi si fece improvvisamente serio. «E... Candy, per quello che ho detto su William Andrew... volevo scusarmi.»
«Ma no, che dice?!» esclamai sorpresa. «Sono io che devo scusarmi per quello che le ho detto!» abbassai lo sguardo. «E poi... in realtà non ho mai incontrato lo zio William, ho solo sentito che è un po' strano.»
«Di sicuro è una brava persona, visto che ti ha adottata.» disse, facendomi l'occhiolino.
«Anche lei è una brava persona.» feci l'occhiolino a mia volta, divertita.
Mi guardai intorno per il parco, era davvero una giornata bellissima. Il sole filtrava attraverso gli alberi e ci riscaldava, il cielo era sereno, senza neanche una nuvola. Un perfetto cielo quasi estivo.
«Presto le porterò di nuovo Mina di nascosto!» esclamai felice.
«Potremmo anche evadere...» replicò pensierosamente lui, io scoppiai a ridere. «Candy, un giorno ti regalerò dei nastri per capelli simili a quello di Mina.» mi disse poi.
Lo guardai addolcita e immaginai io sulla riva del lago, che giocavo con Mina e il signor MacGregor che ci osservava divertito.
«Si riprenda presto, così potremo uscire.» mi fermai e mi misi di fianco a lui, sorridendogli entusiasta.
Appoggiò la testa alla sedia e socchiuse gli occhi, un sorriso sereno gli comparve sulle labbra.
«Sì, sarebbe bello... è da tanto che non esco di qui.» disse a bassa voce.
Dei petali di rosa cominciarono a cadere dagli alberi come se fossero stati neve, gli osservai meravigliata.
«Raccoglierò dei petali per decorare la sua stanza, così sarà profumata!»
«Sembra una bufera di neve...» disse lui, mentre dei petali si posarono sui suoi capelli bianchi. «Io... ho un po' di sonno.» mormorò poi.
Mi avvicinai a lui e lo coprii bene con la coperta.
«Si copra bene, allora.» dissi dolcemente, poi mi guardai intorno. «Torno subito!»
Andai verso un mucchietto di petali e li raccolsi tutti, poi corsi dal signor MacGregor.
«Guardi quanti ne ho trovati!» esclamai fermandomi davanti a lui.
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White roses & freckles
RomanceAmerica, primi anni del Novecento. Mentre trascorre la sua infanzia presso un orfanotrofio, Candice White viene adottata da una ricca famiglia. Ma il suo ruolo tra le pareti domestiche è quello di compagna di giochi per i pestiferi figli dei padron...
