4. Il principe della collina

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L'erba era soffice sotto di me, e il mio grande albero, su nella collina di Pony, mi proteggeva dal sole caldo che c'era quel giorno. Osservai una farfalla che si posò con dolcezza su un fiore di fianco a me, rimanendo lì a godersi anche lei quella brezza calda. La mia quiete però venne spezzata dal suono di un auto in lontananza, quindi con curiosità mi alzai in piedi, cominciando a scendere dalla collina. La macchina era parcheggiata proprio davanti la casa di Pony, e vidi uscire due persone. Capii subito chi fossero, e il mio cuore cominciò a battere in modo frenetico. Cosa erano mai venuti a fare i signori Brighton, due persone così ricche, in un posto così modesto?

Notai Miss Pony e Suor Maria accoglierli dentro, e sembravano abbastanza confuse. Sicuramente gli avrebbero portati nel loro ufficio così decisi di seguirli, in un impeto di curiosità. Feci attenzione a non farmi beccare, e per mia fortuna lasciarono la porta dell'ufficio socchiusa. Con passo felpato mi avvicinai, e accostai l'orecchio alla porta di legno.
Probabilmente mi ero persa dei pezzi di conversazione, e infatti la prima frase che sentii bastò per far ribaltare tutto il mio mondo.

«E quindi volete adottare Annie? Ve lo assicuro, sarà felicissima.» sentii esclamare emozionata Miss Pony.

Mi allontanai di scatto. Annie se ne sarebbe andata. Come avrei fatto senza di lei? Avrebbe accettato sicuramente, ma non potevo non essere felice per lei. Avrebbe avuto finalmente dei genitori.
Non riuscendo a sentire altro corsi da lei nel retro della casa dove stava stendendo i panni, oggi era il suo turno.

«Annie!» urlai, con le lacrime agli occhi.

Annie immediatamente si voltò e venne verso di me.
«Candy, che succede?» mi chiese, preoccupata nello vedermi così stravolta.

«I signori Brighton, ricordi? Sono qua.» replicai, con il fiatone dato dalla corsa per raggiungerla.

Spalancò gli occhi azzurri, non riuscendo a non trattenere un sorriso.
«Cosa?! E perché?»
Senza risponderle l'abbracciai forte a me, cercando di fermare le lacrime.
«Candy.» esclamò con tono autoritario, volendo delle spiegazioni.

La osservai con esitazione.
«Gli ho sentiti parlare con Miss Pony e Suor Maria, Annie... ti vogliono adottare. Oggi credo.» Annie spalancò gli occhi e la bocca contemporaneamente, e le cadde di mano il cesto con la biancheria.

«Candy io... tu... avrò dei genitori, non ci posso credere... Ma tu?» balbettò, prendendomi per le mani. Sembrava confusa e agitata, ma non le avevo mai visto quel luccichio negli occhi. Io invece mi sentivo spenta, vedendo quanto era felice, anche se avrei dovuto essere gioiosa anche io per lei.

«Io nulla Annie, accetterai?» le chiesi.
Che domanda stupida.

«Oh Candy... come faccio a non accettare?» mormorò quasi mortificata, con la voce che le tremava.
Ad un certo punto sentimmo dei passi dietro di noi.

«Annie, dobbiamo parlarti.» annunciò Miss Pony, un sorriso caloroso in volto.

«So già tutto, me l'ha detto Candy.» annunciò Annie, guardando i Brighton che erano appena comparsi dietro Miss Pony.
Corse da loro e gli abbracciò, ringraziandoli tra le lacrime.

***

Ormai era quasi sera, il sole a breve sarebbe tramontato. Avevo potuto passare un'intera giornata con Annie ricordando tutti i bei momenti passati insieme. Non riuscivo ancora ad accettare quella cosa, i signori Brighton ci avrebbero separate tra pochi minuti. Miss Pony e Suor Maria avevano cercato di consolarmi ma senza successo, sapevano quanto ero legata ad Annie.

«Candy, come farò senza di te? Tu sai proteggermi e farmi divertire come nessuno sa fare.» la mia migliore amica, mia sorella, scoppiò a piangere. La abbracciai senza dire niente fino a quando non arrivarono i signori Brighton con un bellissimo vestito tra le mani.

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